Australia: Banca centrale pronta a intervenire contro il rally AUD?

Raffaele Guerra

27/02/2012

Australia: Banca centrale pronta a intervenire contro il rally AUD?

L’intervento sulla valuta è stato un tema caldo per il mercato dei cambi nei mesi scorsi. La Banca del Giappone (BOJ) è intervenuta, la Banca nazionale svizzera (BNS) anche, e ora si dice che anche la Reserve Bank of Australia (RBA) stia per intervenire.

In un recente discorso, il governatore di RBA Glenn Stevens ha detto che la forza del dollaro australiano è abbastanza «strana». Anche se non ha esplicitamente detto se questa «stranezza» sia stata un bene o un male, sembrava suggerire che la RBA non è stata felice dei tassi di cambio correnti. Ha anche aggiunto che, sebbene la banca centrale non abbia cercato di tenere il valore della valuta giù come ha fatto BNS per il franco svizzero, non esclude questa possibilità.

Perché dunque l’istituto di credito dovrebbe essere interessato a un intervento? Uno sguardo al grafico AUD/USD rivela che la coppia è salita di oltre 600 pip rispetto ai livelli dello scorso dicembre - vale a dire un guadagno di quasi il 7% in meno di tre mesi!

Perché intervenire?

La banca australiana vorrebbe che il dollaro australiano si stabilizzi, o si indebolisca, per la stessa ragione che ha portato la BOJ e la BNS a intervenire sui mercati - vale a dire per proteggere le esportazioni.

Il recente rally è avvenuto in un momento molto critico e scomodo, dal momento che l’Australia ha appena raggiunto l’apice e sta iniziando a volgersi verso il basso. Il dollaro australiano rappresenta una minaccia molto reale per le aziende esposte al commercio, come quelle del settore manifatturiero e del turismo.

Stevens non è completamente convinto

Anche se ha aperto le porte ai colloqui per l’intervento, non sembra che il Governatore sia completamente convinto. In realtà, non pensa che quella dell’intervento sia una strategia efficace, citando per esempio il pesante intervento da parte della BNS un paio di anni fa: un flop totale!

Già nel marzo 2009, quando il cambio EUR/CHF si aggirava intorno a 1,4600, la BNS è intervenuta portando la coppia di 500 pip in sù in un solo giorno. Ma la salita del franco fu fermata solo temporaneamente, perché la coppia trascorse l’anno successivo o quasi peggiorando i suoi guadagni. L’istituto di credito non ha avuto successo nel fermare il franco in salita, infatti, il cambio EUR/CHF non ha visto quei livelli da allora.

Occorre tuttavia tenere presente che la strategia della banca centrale nel 2009 non deve essere confusa con quella che sta utilizzando ora, dal momento che ora sta riuscendo a tenere a bada il franco.

Verdetto finale

Tutto sommato, riteniamo che sia altamente improbabile che l’RBA agisca per indebolire il dollaro australiano nel breve termine. Ci vorranno probabilmente almeno un altro paio di mesi (anche quattro) di guadagni stellari prima che la RBA consideri seriamente di intraprendere lo stesso percorso della BOJ e della BNS.

Dal tono di voce di Glenn Steven, è chiaro a che la banca centrale non è pronta ad intervenire, e questo può servire da una spia verde per i tori del dollaro australiano per continuare a comprare.