Assegno ordinario di invalidità: si può smettere di lavorare?

Lorenzo Rubini

15 Dicembre 2021 - 19:31

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Anche se l’assegno ordinario di invalidità non richiede la cessazione dell’attività lavorativa, non vieta neanche di cessarla.

Assegno ordinario di invalidità: si può smettere di lavorare?

L’assegno ordinario di invalidità viene riconosciuto al lavoratore dipendente o autonomo, in possesso dei requisiti contributivi necessario per l’accesso, cui è stata riconosciuta una perdita della capacità lavorativa superiore a due terzi.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci chiede:

“Buonasera,
una cortesia , vorrei sapere per favore, se un invalido che percepisce l’assegno ordinario di invalidità deve continuare obbligatoriamente a lavorare oppure se le condizioni fisiche non glielo permettono può smettere di lavorare e se può continuare a percepire l’assegno. Inoltre vorrei sapere se il rinnovo dopo tre anni non avviene??? meglio non smettere di lavorare? Rimango in attesa. ringrazio e e colgo l’occasione per inviare i mie migliori auguri di Buone FESTE!”.

Assegno ordinario di invalidità e lavoro

Come scritto in apertura, il titolare di assegno ordinario di invalidità non è costretto ad interrompere l’attività lavorativa per percepire il beneficio. Ma allo stesso tempo nulla impedisce al disabile, che lo desidera, di interrompere l’attività lavorativa continuando a percepire l’assegno.

Il titolare di AOI, quindi, non deve continuare a lavorare se le sue condizioni fisiche non glielo consentono. L’assegno ordinario, infatti, continua ad essere erogato anche in assenza di attività lavorativa una volta che è stato riconosciuto. Fino a quando il titolare conserva i requisiti sanitari per averne diritto.

Quello che lei precisa, però, è giusto: essendo l’assegno ordinario a scadenza triennale, alla visita di revisione per il rinnovo della domanda potrebbe non essere confermati i requisiti sanitari necessari per percepirli e, quindi, il beneficio potrebbe non essere rinnovato per un ulteriore triennio.

A questo punto, se si pensa che l’assegno possa non essere riconfermato conviene continuare l’attività lavorativa, magari chiedendo un part time se le condizioni di salute non permettono di prestare la propria attività a tempo pieno, per avere, in ogni caso, una sorta di paracadute se l’assegno venisse revocato.

Al terzo rinnovo, poi, l’assegno diventa definitivo e non è più soggetto a scadenza triennale (anche se l’INPS può lo stesso convocare il disabile per una visita di controllo) ed a quel punto può essere presa in considerazione con più serenità l’ipotesi della cessazione dell’attività lavorativa.

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