APPLE - Steve Jobs, il genio e co-fondatore di Apple, è morto Mercoledì 5 Ottobre a Palo Alto, in California, all’età di 56 anni.
Solo 24 ore dopo il keynote di Tim Cook e l’annuncio del controverso iPhone 4S, Apple annuncia la morte di Steve Jobs, figura emblematica della Silicon Valley. «Apple ha perso un visionario e genio creativo, e il mondo ha perduto un essere umano eccezionale. Coloro che ebbero la fortuna di conoscere Steve e lavorare con lui hanno perso un caro amico e un mentore. Steve lascia una società che solo lui avrebbe potuto costruire, e il suo spirito sarà per sempre il fondamento della Apple». Quetso il tributo di Apple al suo co-fondatore. L’uomo senza il quale i prodotti Apple probabilmente non sarebbero quello che sono oggi, è morto all’età di 56, dopo una lunga battaglia contro il cancro al pancreas.
Steve Jobs si era dimesso da CEO del gruppo il 25 agosto, a causa dei problemi di salute ricorrenti, che lo avevano costretto ad un lungo congedo per malattia. L’azienda della “Mela” aveva nominato Tim Cook, mentre Steve Jobs era diventato presidente del consiglio di amministrazione. Tim Cook si trova ora solo al comando, senza il prezioso supporto del visionario di Apple.
Una pioggia di commossi omaggi e tributi si sono susseguiti poco dopo l’annuncio della notizia. Tim Cook, Steve Wozniak (co-fondatore di Apple e amico di Steve Jobs), Mark Zuckerberg (Facebook), Bill Gates (Microsoft) e Barck Obama, sono i primi di una lunga serie.
«Creare la differenza». Apple ha costruito la sua strategia su questo mantra che gli ha permesso di crescere in ambienti altamente competitivi. In primo luogo nel 1984, quando il primo Macintosh sfidò il PC di IBM, proponendo un micro-computer con interfaccia grafica e soprattutto di un mouse per controllarlo. Spodestato da capo della società californiana, Steve Jobs è stato richiamato con urgenza nel 1997 per risollevare la società, alla ricerca di innovazione. Il Co-fondatore di Apple dà carta bianca al progettista Jonathan Yve per rinnovare la gamma. Così nascerà l’iMac, nel 1998, con la sua scocca in plastica all-in-one dai colori brillanti, che unisce la CPU monitor.
Nel 2001, Apple mette a segno un importante colpo con il lancio di un lettore di musica digitale. Idea folgorante, perchè il lettore è accoppiato alla piattaforma di download di musica online iTunes.
Ancora una volta, il design semplice e la facilità d’uso decretano il successo di iPod le cui diverse versioni sono state vendute in oltre 250 milioni di copie.
Nei primi mesi del 2007, Jobs ha sorpreso tutti gli osservatori del marchio Apple, lanciandosi sul mercato altamente competitivo della telefonia mobile. Ancora una volta, l’iPhone è un successo, che riunisce in un unico prodotto, un lettore di musica digitale, fotocamera, browser Web e un telefono. Proseguendo la strategia di un «ecosistema chiuso», fatto di “prigionieri della Mela”, e iniziato con iTunes, Apple lancia un negozio di applicazioni online, l’App Store, dedicato al suo nuovo smartphone. Ha più di 420.000 applicazioni e totalizza 15 miliardi di download! L’iPhone è attualmente il prodotto più venduto da Apple.
Ultimo colpo firmato da “mastro Jobs”, l’ iPad presentato all’inizio del 2010. Il lancio del touch pad si accompagna all’annuncio di partnership con gruppi dei media e di editori che scommettono sullo sviluppo di questo nuovo mezzo di lettura e che gli servono da supporto promozionale. Apple ha poi sferrato un colpo di marketing, offrendo una seconda versione del suo tablet appena un anno dopo, con il successo che tutti sappiamo ... Il rovescio della medaglia: iPhone e iPad cannibalizzano altri prodotti Apple, rispettivamente, iPod e computer Mac, anche se in un mercato, quello della micro-informatica, molto depresso, le i dispositivi con l’effige della Mela resistono abbastanza bene.
In un blog si legge: «Steve non aveva paura di avere una visione a lungo termine, mentre viviamo in un mondo di breve termine. Steve ci insegna che quando hai ragione, ma il mondo non lo vede, basta avere pazienza e aspettare che il resto del mondo cambi idea». Due esempi sono l’iPhone e l’iPad, accolti freddamente all’inizio, oggi “gadgets” inevitabili.