| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,1032 |
| Variazione | -0,03% |
| Max (52 settimane) | 1,1815 |
| Min (52 settimane) | 1,0926 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,1270 |
| RSI 14 | 41,16 |
| MACD | -0,004 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,23% |
| 1 mese | -1,53% |
| 3 mesi | 1,68% |
Le prossime due settimane saranno cruciali per i destini del cambio fra euro e dollaro statunitense.
Fra giovedì 12 e mercoledì 18 si presenteranno all’appuntamento con gli investitori sia la BCE di Mario Draghi che la Fed guidata da Jerome Powell. Le attese sono per un’accelerazione sulle politiche monetarie accomodanti. La banca centrale americana dovrebbe procedere con il secondo taglio dei tassi dopo quello di 25 punti base messo a punto nella riunione di luglio. Draghi, dal canto suo, potrebbe lanciare un nuovo QE, il secondo del suo mandato dopo quello del 2015.
Dal punto di vista tecnico l’euro cerca di riprendere posizioni di forza verso il dollaro Usa che ad inizio settimana ha piegato la controparte europea verso i minimi da oltre 27 mesi.
Giunto nei pressi di zona 1,09 è intervenuto il sostegno dinamico ottenuto con l’unione dei massimi decrescenti di gennaio, febbraio ed aprile scorsi. Ora che il cambio è tornato sopra 1,10, ma in un contesto che permane fragile, una prima prova di forza potrebbe arrivare solo con il superamento della trendline che discende dai minimi decrescenti del novembre 2018 e di aprile e maggio scorsi.