Amazon, più garanzie per i rivenditori

Cambia la policy del colosso di Bezos sul fronte rivenditori, che però continuano a manifestare preoccupazioni: “Scarse tutele”

Amazon, più garanzie per i rivenditori

Amazon ha apportato modifiche sostanziose ai suoi termini di servizio per quanto riguarda i rivenditori. La mossa segue il tentativo da parte della compagnia di risolvere un problema che ha afflitto la fetta più grande della sua attività di e-commerce.

Parte di un accordo raggiunto con le autorità antitrust tedesche, la revisione riguarda le politiche di mercato del colosso di Jeff Bezos, disposto da oggi a dare un preavviso di 30 giorni ai rivenditori che stanno per trovarsi di fronte a sospensioni, fornendo inoltre ragioni specifiche se il blocco è causato da “presunte violazioni legali”.

Finora Amazon aveva facoltà di chiudere gli account dei rivenditori in qualsiasi momento e senza nessuna giustificazione. Un elemento da lungo tempo oggetto delle critiche degli stessi rivenditori e di molti esperti di mercato, pronti a evidenziare l’approccio sempre più “disinvolto” di Amazon nel sospendere determinate aziende.

I cambiamenti diventeranno effettivi a partire dal 16 agosto, ma - tuonano i venditori esterni - non riusciranno comunque a dare garanzie sufficienti, e resta il rischio di vedere interrotti di punto in bianco i propri affari, senza nessuna possibilità di fare ricorso.

Amazon, più garanzie per i rivenditori

Amazon garantirà un preavviso di 30 giorni ai rivenditori sospesi e darà cenno dei motivi del provvedimento qualora quest’ultimo sia causato dall’ipotesi di violazioni commesse.

Questa maggiore garanzia rappresenta un “buon passo avanti” secondo Peter Kearns, ex manager di Amazon Marketplace e strategist di 180Commerce, che si occupa di consulenza a rivenditori.

Eppure l’aggiornamento non risolve alcuni dei problemi maggiori legati alle sospensioni secondo Kearns.
I rivenditori rappresentano il 58% degli articoli venduti su Amazon, rispetto al 31% di 10 anni fa.

Il rischio più grande per il colosso di Bezos è quello legato alla contraffazione; ma anche considerando i pericoli in ballo per Amazon, la società continua ad avere “troppo potere di mercato” e un assoluto controllo su vita e morte dei cosiddetti ’venditori di terze parti’.

Per dare un’idea del problema di cui si parla, può essere utile descrivere il caso legato all’azienda Cheapskates Liquidators, piccola realtà sospesa lo scorso anno a seguito di accuse non vere, secondo le quali avrebbe venduto articoli non autentici.

La sua battaglia per il reintegro si è rivelata una vera e propria scalata quasi impossibile, così come impossibile è stato per la compagnia quantificare i danni economici causati dalla circostanza.

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