Ecco la traduzione delle intercettazioni che, secondo l’Ucraina, proverebbero la responsabilità dei separatisti filo-russi (e di Mosca), nell’abbattimento del volo MH17
Una tragedia che ha sconvolto il mondo quella avvenuta ieri in Ucraina nei cieli di Luhansk, 80 km a nord di Donetsk. 298 persone morte e un aereo, il Boing 777 della Malaysia Airlines, inspiegabilmente abbattuto «per errore». Ma errore di chi?
I leader mondiali hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta internazionale per comprendere i motivi e le responsabilità dell’accaduto. I separatisti filo-russi hanno accordato l’accesso sicuro agli ispettori internazionali nei luoghi del disastro e si sarebbero detti pronti ad annunciare una tregua di quattro giorni per facilitare le indagini.
Secondo Kiev, sarebbero stati proprio loro, coadiuvati da alcune spie russe, a sganciare il missile terra - aria che ha colpito il volo MH17 diretto a Kuala Lumpur e partito da Amsterdam. Dello stesso avviso gli Stati Uniti. Un rapporto preliminare stilato dai servizi segreti americani infatti avallerebbe la versione degli ucraini. A riportarlo è la Cnn, che sottolinea comunque come ancora non sia arrivata nessuna conferma ufficiale sulle cause.
Se la responsabilità dei filo-russi venisse accertata, le conseguenze per la Russia di Vladimir Putin potrebbero essere pesanti, molto pesanti. Quest’ultimo, dal canto suo, richiede «un’indagine obiettiva» e auspica «una pace piena e duratura».
Ieri sera Kiev ha diramato delle intercettazioni che proverebbero, secondo loro, la piena responsabilità dei separatisti. Se siano vere o no, non è ancora stato accertato, ma è certo che quelle parole stanno facendo in queste ore il giro del mondo.
Le telefonate registrate sarebbero due: la prima tra uno dei comandanti dei ribelli e un agente segreto russo nella quale si comunica l’abbattimento dell’aereo. La seconda sarebbe un dialogo tra due combattenti che si scambierebbero informazioni sul luogo dello schianto.
Ecco la traduzione della trascrizione pubblicata da Kyiv post
Prima intercettazione
A: (secondo i servizi segreti di Kiev si tratterebbe di Igor Bezlev, agente russo e comandante dei separatisti): Abbiamo appena abbattuto un aereo. E’ caduto nei dintorni di Yenakievo (vicino a Donetsk).
B:(secondo gli ucraini si tratterebbe di un colonnello delle forze armate russe): Dove sono i piloti?
A: Stiamo andando a vedere e a fotografare l’aereo. C’è molto fumo.
B: Quanto tempo fa è successo?
A: Circa 30 minuti fa.
Seconda intercettazione
Secondo i servizi segreti ucraini questa conversazione sarebbe avvenuta dopo un sopralluogo nel corso del quale i separatisti avrebbero capito di aver abbattuto un aereo civile. La telefonata è tra due ribelli filo-russi soprannominati «Major» e «Greek» che si riferiscono quanto scoperto.
Major: L’unità Chernukhin ha abbattuto un aereo.
Greek: Si, Major
M: l’aereo è caduto nella area di Petropavlosvskaya. Abbiamo trovato i primi 200 (codice che indica persone morte). Cvili
G: Quindi, cosa abbiamo lì?
M: Era al 100% un aereo civile.
G: Quante persone ci sono?
M: E’ caduto vicino a un villaggio.
G: Che tipo d’aereo era?
M: Non lo abbiamo ancora accertato. Non ho ancora potuto guardare bene. Ho solo esplorato la scena in cui è caduta la parte anteriore. Ci sono detriti, sedili e corpi.
G: Ci sono armi?
M: assolutamente niente. Cose da civili: medicine, teli, carta igienica.
G: Documenti?
M: Si, ne ho trovato uno di uno studente indonesiano. Dell’università di Thompson.
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