Ricavi ed ebitda ai massimi dal 2008. Intesa vede 8 azioni italiane a sconto del 28% con potenziale fino al +60% nel 2026.
Investire in azioni nel 2026 sarà molto più difficile che negli ultimi anni. E non perché il mercato sia diventato improvvisamente ostile, ma perché è finita l’era in cui era quasi impossibile sbagliare. Quando i tassi erano alti e i titoli di Stato offrivano rendimenti generosi, bastava poco per sentirsi dalla parte giusta. Oggi non è più così. Il Btp decennale rende meno del 3,50% lordo e la “rendita facile” è diventata un ricordo.
Nel frattempo Piazza Affari ha già giocato gran parte delle sue carte migliori. Il 2025 si è chiuso con un rally del 31% e molti dei protagonisti di questo movimento, soprattutto banche e difesa, hanno corso così tanto da lasciare sul tavolo poche illusioni e parecchie valutazioni tirate. Entrare adesso, su quei nomi, significa spesso inseguire il passato.
Eppure non tutto si muove allo stesso ritmo. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, il 2026 potrebbe essere l’anno in cui il mercato smette di guardare i titoli “di moda” e torna a concentrarsi su quelli dimenticati. In particolare sulle mid cap dell’indice Star di Piazza Affari, dove le stime parlano di una crescita dei ricavi attesa al 6,3% e di un balzo dell’ebitda vicino al 9,4%, ma che attualmente trattano con uno sconto medio sulle valutazioni che arriva al 28%. [...]
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