4 opportunità di arbitraggio sul nuovo BTP Italia di cui approfittare subito

R. F.

27 Maggio 2025 - 16:50

Il risparmiatore può gestire il denaro in modo più efficiente. Il nuovo BTP Italia 1,85% 2032 e le opportunità di arbitraggio con le precedenti emissioni.

4 opportunità di arbitraggio sul nuovo BTP Italia di cui approfittare subito

Oggi è il primo giorno di emissione del nuovo BTP Italia 1,85% 2032. Detenere titoli di Stato italiani indicizzati all’inflazione italiana oltre che titoli a reddito fisso fa parte di una strategia di diversificazione del proprio portafoglio obbligazionario, anche in momenti in cui l’inflazione è bassa, perché le strategie di gestione di un portafoglio obbligazionario sono di medio-lungo periodo. A meno che non abbiate necessità di investimento a breve termine.

Non tutti sanno però che la cedola minima garantita dell’1,85% sino al 2032 su questo BTP Italia offre delle opportunità in più rispetto ad altri BTP Italia emessi precedentemente, e che forse alcuni di voi hanno in portafoglio.

Mi rivolgo infatti ai possessori dei seguenti BTP Italia già quotati sul mercato e con i quali si possono fare degli arbitraggi con il nuovo BTP in emissione da oggi a 100 (per il quale, tra l’altro, non pagate nemmeno commissioni di sottoscrizione perché la sottoscrizione è gratuita).

Osserviamo quattro casi, con flussi cedolari minimi garantiti (senza cioè tenere conto del pagamento dell’inflazione futura, che sarà la stessa per tutti i bond):

  • BTP ITALIA 1,60% NOVEMBRE 2028 PREZZO AL 27.5 100,99
  • BTP ITALIA 1,60% GIUGNO 2030 PREZZO AL 27.5 100,30
  • BTP ITALIA 0,55% MAGGIO 2026 PREZZO AL 27.5 99,50
  • BTP ITALIA 2% MARZO 2028 PREZZO AL 27.5 101,90

Esiste la concreta possibilità di effettuare un arbitraggio. Ricordo che l’arbitraggio obbligazionario è una strategia di trading che prevede, fra le sue molteplici forme, lo sfruttamento delle differenze di prezzo tra due o più obbligazioni emesse dallo stesso emittente e quindi senza cambiare il rischio di credito, ma solo la duration.

Si tratta in questo caso di vendere una cedola minima garantita inferiore e comprare una cedola minima garantita superiore (1,85% appunto) che verrà pagata però per un periodo di tempo più lungo. Senza cambiare emittente, che rimane sempre lo stato italiano, beneficiato ultimamente da favorevoli up-grade delle agenzie di rating.

Attenzione: gli esempi avverranno tutti al lordo della eventuale tassa del 12,5% sul capital gain e al lordo della tassa del 12,5% sulla cedola in corso, cioè sul rateo maturato.

Facciamo l’esempio di un capitale di 100.000 euro nelle varie ipotesi, venduto oggi 27 maggio con settlement dell’operazione il 29 maggio (tanto il nuovo BTP Italia 1,85% 2032 si paga il 4 giugno) e vediamo cosa si può lucrare e i pro e i contro di ogni singola operazione.

Caso 1

  • Vendo 100.000 euro nominali del BTP Italia 1,60% novembre 2028 al prezzo di 100,99: incasso di 101.077 euro lordi.
  • Acquisto di 100.000 euro nominali del BTP Italia 1,85% giugno 2032 a 100: spesa 100.000 euro.
  • Risultato: 101.077-100.00= 1.077 euro di plusvalenza.
  • Il flusso cedolare annuo è aumentato da 1.600 euro lordi a 1.850 euro lordi.

Caso 2

  • Vendo 100.000 euro nominali del BTP Italia 1,60% giugno 2030 al prezzo di 100,30: incasso di 102.047 euro lordi (incasso maggiore rispetto al precedente esempio perché in questo caso il BTP è più “grasso di rateo” rispetto al precedente titolo).
  • Acquisto di 100.000 euro nominali del BTP Italia 1,85% giugno 2032 a 100: spesa 100.000 euro.
  • Risultato: 102.047-100.00= 2.047 euro di plusvalenza.
  • Il flusso cedolare annuo è aumentato da 1.600 euro lordi a 1.850 euro lordi.

Caso 3

  • Vendo 100.000 euro nominali del BTP Italia 0.55% maggio 2026 al prezzo di 99,50: incasso di 99.575 euro lordi.
  • Acquisto di 100.000 euro nominali del BTP Italia 1,85% giugno 2032 a 100: spesa 100.000 euro.
  • Risultato: 99.575-100.00= -425 euro di minusvalenza.
  • Il flusso cedolare annuo è aumentato da 550 euro lordi a 1.850 euro lordi, più che triplicato.

Lo svantaggio di perdere 425 euro sulla vendita odierna del BTP maggio 2026 anziché aspettare il suo naturale rimborso a 100 fra 1 anno esatto è più che compensato dall’incasso cedolare triplicato per lo stesso periodo di tempo. Quindi per il solo flusso cedolare abbiamo 1.850-550= 1.300 euro di guadagno.

Il risultato finale, periodo di tempo dei 12 mesi futuri, per questo caso sarà quindi il seguente:
1.300 euro -425 euro = +875 euro

E senza contare che, spostandovi da un maggio 2026 ad un giugno 2032, avete già allungato la scommessa sull’inflazione italiana da 1 anno residuo a 7 anni. Insomma, questo caso forse è quello più allettante a mio modo di vedere, perché rende più efficiente il portafoglio obbligazionario: vendendo lo 0,55% 2026 e comprando il 1,85% 2032 migliorate il flusso cedolare (lo triplicate in pratica) nell’arco dei 12 mesi, ma senza aumentare di molto il rischio duration, perché un titolo a tasso variabile indicizzato all’inflazione italiana pagata ogni 6 mesi non ha il rischio duration così alto come il BTP 2032 “plain vanilla” classico a tasso fisso.

Il BTP Italia 2032 ha una duration “ammorbidita” perché le aspettative inflazionistiche impattano meno sul prezzo invece che sul BTP 2032 classico. Quindi vale la pena sopportare una perdita iniziale di -425 euro che viene prontamente recuperata dalla cedola nuova dell’1,85% dopo soli 4 mesi circa. Oltretutto con quella minusvalenza di 425 euro vi create un credito fiscale utile per i prossimi eventuali capital gain.

Caso 4

Ho preso in considerazione il quarto ipotetico arbitraggio che riguarda il BTP Italia 2% marzo 2028, molto interessante anch’esso, semplicemente perché questo BTP ha un flusso cedolare di 2.000 euro lordi rispetto ai 1.850 euro lordi del BTP 1,85% 2032, e quindi vendere il 2% 2028 per un 1,85% 2032 significa rinunciare a 150 euro all’anno per 3 anni.

Ma vendendo oggi il 2% marzo 2028 per 100.000 euro significa incassare 103.057 perché il prezzo di mercato è 101,90.

Quindi incasso meno di cedola se faccio l’arbitraggio, ma posso acquistare un maggior valore nominale, cioè vendo per 100.000 nominali il BTP Italia vecchio e sottoscrivo per 103.000 nominali il BTP Italia nuovo. Passo così da un flusso cedolare di 2.000 euro lordi su 100.000 euro di BTP 2% 2028 a 103.000 x1,85% = 1.905,5 euro su 103.000 euro lordi del nuovo BTP 1,85% 2032. Sono 95 euro in meno all’anno. Ma sino al 2028, perché il BTP 2032 dura 4 anni di più.

In sintesi, la sottoscrizione del nuovo BTP Italia 1,85% 2032 è vantaggiosa per chi non ha mai avuto un BTP legato alla inflazione, ma anche per coloro che hanno già in portafoglio i vecchi BTP Italia e possono fare arbitraggi in maniera comoda, efficiente e senza cambiare rischio emittente, né rischio duration, in modo sostanziale.

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