Il desiderio di molti? Guadagnare in borsa. Il desiderio di tutti? Poterci vivere di rendita. In certi casi, un obiettivo più difficile che mai.
Domanda aperta, liberi di rispondere:
“Come è possibile vivere di rendita, se la rendita è cedolare, e se le cedole delle obbligazioni oggi garantiscono meno del 3% lordo?”
E pensare che sono già valori più alti della media degli ultimi 10 anni. Risposta: serve molto capitale da impiegare. Oppure... c’è chi guarda altrove, assumendosi più rischio. Ci sono strumenti, quotati, più rischiosi delle classiche obbligazioni governative, che offrono un rendimento distribuito superiore. Ecco 4 esempi che devi imparare a conoscere.
1. Obbligazioni High Yield
Le obbligazioni ad alto rendimento, o high yield, sono titoli di debito emessi da società con rating inferiore all’investment grade (sotto BBB- per S&P). In parole semplici? Aziende più indebitate o percepite come meno affidabili, che devono pagare cedole più alte per attrarre investitori.
Un esempio concreto è l’ETF iShares EUR High Yield Corporate Bond UCITS ETF (ERDF), che raccoglie una selezione di bond corporate europei ad alto rendimento, distribuendo cedole mensili. Il rendimento attuale supera il 5% lordo annuo.
iShares € High Yield Corp Bond UCITS ETF EUR
Grafico lineare di iShares € High Yield Corp Bond UCITS ETF EUR. Fonte: baha.com
Va detto: oggi lo spread tra high yield e investment grade si è ristretto, segnale che il mercato è “rilassato” sul rischio di credito. Ma attenzione: se i mercati si girano, il prezzo di questi strumenti può crollare più di quello delle obbligazioni governative.
2. REITs – Fondi immobiliari quotati
I Real Estate Investment Trust (REITs) sono veicoli societari che possiedono immobili a reddito, centri commerciali, uffici, residenze, e li affittano. In base alla normativa fiscale, devono distribuire almeno il 90% degli utili netti agli azionisti. Questo li rende strumenti “naturalmente” orientati al reddito.
Un esempio europeo è l’ETF iShares European Property Yield UCITS ETF, che investe in REITs quotati in Europa e oggi rende circa il 2,7%.
Il rischio principale? L’andamento del settore immobiliare e la leva finanziaria: in un contesto di tassi alti e prezzi immobiliari instabili, i REITs possono soffrire.
3. Obbligazioni Preferred
Le preferred shares, o azioni privilegiate, sono una via di mezzo tra azioni e obbligazioni. Offrono dividendi fissi (come una cedola) e hanno priorità nel pagamento rispetto alle azioni ordinarie, ma possono essere perpetue e il rimborso del capitale non è garantito.
In Europa sono ancora poco utilizzate. Basti pensare che l’ETF Invesco Preferred Shares UCITS ETF ha un patrimonio inferiore ai 100 milioni di euro, nonostante un rendimento superiore al 5%.
Sono strumenti complessi, con rischio di tasso d’interesse e rischio di call anticipato. Ma possono rappresentare una nicchia interessante.
4. ETF Buy-Write (option based)
Sono ETF che applicano strategie di covered call writing: acquistano un indice (es. S&P 500) e vendono opzioni call su quel sottostante, generando premi da incassare. Questa strategia produce flussi regolari, ma a scapito della crescita del capitale, che viene “limitata” dalla vendita delle call.
Un esempio europeo è il JPMorgan Global Equity Premium Income Active UCITS ETF, che oggi distribuisce oltre il 7% annuo. Attenzione però: questo rendimento è pagato in gran parte attraverso premi di opzioni, e quando i mercati salgono molto, questi ETF possono sottoperformare pesantemente. Inoltre, la vendita continua di call può causare un’erosione del NAV, generando perdite in conto capitale.
Vivere di rendita? Non solo cedole, ma anche consapevolezza
Tutti vorremmo vivere di rendita, ma la rendita non è mai gratuita. Più il rendimento cresce, più aumenta il rischio da gestire: rischio di credito, di mercato, di tasso, di leva.
L’importante è non inseguire solo il numero più alto, ma capire cosa c’è dietro quel numero. E chiedersi sempre: sto comprando rendimento, o sto comprando rischio? Perché vivere di rendita… non è (solo) questione di percentuali.