Comprare azioni quando gli indici viaggiano vicino ai massimi storici è il contrario di quello che solitamente consigliano di fare, ma non sembra una pessima idea oggi, considerando che negli ultimi mesi il mercato americano è diventato meno caro di quanto fosse a inizio anno. Il motivo non è un calo dei prezzi ma una revisione al rialzo delle stime sugli utili. Secondo i dati di Yardeni Research citati da Kiplinger, il rapporto prezzo/utili prospettico dell’S&P 500 è sceso sotto quota 20, contro il 23,5 di un paio di mesi prima. Il PEG ratio, che rapporta la valutazione al ritmo di crescita atteso, è passato da oltre 1,4 di inizio 2026 a 0,8. Su quel parametro le azioni americane risultano circa il 40% meno care rispetto a febbraio. Il contesto, però, resta tutt’altro che tranquillo.
L’instabilità geopolitica tiene i mercati globali in tensione e il canale più delicato è quello energetico. Prezzi dell’energia più alti significano inflazione più alta, e questo mette la Federal Reserve in una posizione scomoda. Nel frattempo le stime sugli utili operativi continuano a salire e i margini netti restano sui livelli più alti da anni. Finché gli utili attesi crescono più rapidamente delle quotazioni, un titolo può risultare a sconto anche a valori elevati.
Abbiamo osservato la distanza tra la quotazione di mercato e il prezzo obiettivo medio degli analisti che seguono il titolo, sulla base dei dati di S&P Global Market Intelligence. Applicandolo all’S&P 500 emergono 30 società con un potenziale di almeno il 30% sui successivi dodici mesi. Ricordiamo che il target price è uno strumento grezzo poiché misura una distanza tra due numeri, e non una probabilità che quella distanza venga colmata, e nessuna decisione di investimento può poggiare su un singolo parametro. E c’è di più. I titoli con il potenziale più elevato non sono necessariamente quelli che ricevono i giudizi migliori dagli stessi analisti che formulano quei target.
Attenzione: questi numeri hanno una data. Il potenziale è una frazione il cui denominatore cambia a ogni seduta, basta che il titolo salga perché il margine si riduca, senza che nessun analista abbia mosso un dito.
I 30 titoli dell’S&P 500 con il maggiore potenziale
| Ticker | Società | Target price | Chiusura 04/09* ($) | Upside % | Rating |
|---|---|---|---|---|---|
| CIEN | Ciena | 557,29 | 321 | 73,61% | Buy |
| APP | AppLovin | 528,32 | 320,56 | 64,81% | Buy |
| NRG | NRG Energy | 188,75 | 119,02 | 58,59% | Buy |
| ORCL | Oracle | 246,43 | 158,78 | 55,20% | Buy |
| GNRC | Generac | 283,88 | 187,35 | 51,52% | Buy |
| CCL | Carnival | 35,55 | 23,51 | 51,21% | Buy |
| MU | Micron Technology | 1.521,62 | 1.016,59 | 49,68% | Strong Buy |
| AKAM | Akamai Technologies | 157,43 | 105,22 | 49,62% | Buy |
| MPWR | Monolithic Power Systems | 1.829,54 | 1.223,86 | 49,49% | Strong Buy |
| COHR | Coherent | 416,09 | 281,86 | 47,62% | Buy |
| AVGO | Broadcom | 527,88 | 357,94 | 47,48% | Strong Buy |
| MCHP | Microchip Technology | 109,21 | 74,17 | 47,24% | Buy |
| VST | Vistra | 219,72 | 149,35 | 47,12% | Strong Buy |
| CRH | CRH | 138,38 | 94,26 | 46,81% | Strong Buy |
| FLEX | Flex | 160,5 | 109,51 | 46,56% | Strong Buy |
| UAL | United Airlines | 161,85 | 111,38 | 45,31% | Strong Buy |
| ON | ON Semiconductor | 107,68 | 74,38 | 44,77% | Buy |
| DECK | Deckers Outdoor | 122,81 | 85,81 | 43,12% | Buy |
| SATS | EchoStar | 128,43 | 89,79 | 43,03% | Strong Buy |
| WDC | Western Digital | 664,92 | 467,46 | 42,24% | Buy |
| SNPS | Synopsys | 560,17 | 393,84 | 42,23% | Buy |
| JBL | Jabil | 441,44 | 310,57 | 42,14% | Strong Buy |
| RDDT | 215,78 | 154,46 | 39,70% | Buy | |
| APTV | Aptiv | 66,61 | 47,95 | 38,92% | Buy |
| NXPI | NXP Semiconductors | 311,1 | 227,84 | 36,54% | Buy |
| CHRW | C.H. Robinson Worldwide | 199,84 | 147,64 | 35,35% | Buy |
| TRMB | Trimble | 80,18 | 59,47 | 34,82% | Strong Buy |
| TMUS | T-Mobile US | 243,38 | 181,52 | 34,08% | Buy |
| STX | Seagate Technology | 1.125,00 | 849,28 | 32,47% | Strong Buy |
| NVDA | Nvidia | 304,03 | 230,36 | 31,98% | Strong Buy |
*L’ultimo dato sul prezzo risale a venerdì 4 settembre 2026, data la chiusura di Wall Street nella giornata di lunedì per il Labor Day
Su 30 società, la parte largamente prevalente appartiene alla filiera tecnologica: semiconduttori, memorie, componentistica ottica, apparati di rete, software di progettazione. È l’effetto meccanico di un ciclo in cui le stime sugli utili corrono più veloci delle quotazioni e in cui gli analisti inseguono al rialzo i propri stessi target.
Il resto è un insieme eterogeneo (energia elettrica, trasporto aereo, logistica, crocieristica, calzature, telecomunicazioni) dove il potenziale nasce più da quotazioni compresse che da attese di crescita.
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