3 titoli di Stato che rendono il 4% anche con scadenza 2029

Stefano Vozza

19 Luglio 2025 - 18:21

Tasto risk-on di emittente e/o di valuta per spuntare oggi elevati rendimenti su timeframe ristretti sul reddito fisso

3 titoli di Stato che rendono il 4% anche con scadenza 2029

Dopo una sfilza di ribassi consecutivi sul costo del denaro, a luglio la BCE si è presa una pausa. Ora il consenso dominante tra gli analisti è per un’altra riduzione entro la fine dell’anno, quando è attesa all’opera anche la FED sulla relativa area valutaria.

Questi interventi porteranno a un’ulteriore riduzione dei rendimenti, almeno sul tratto corto e medio della yield curve. Su quello lungo il discorso cambia e anche di tanto, specie sui bond con scadenze dai 20 anni in su e con cedole risibili.

Districarsi al meglio in questo scenario di mercato non è agevole, specie se l’obiettivo di fondo è quello della massimizzazione del ritorno in “tempi ragionevoli”. Oltretutto i ritorni sui BTP stanno scendendo da tempo anche grazie al recupero dello spread sul Bund, da settimane in pianta stabile sotto cento. Vediamo allora 3 titoli di Stato in euro e non che rendono il 4% anche con scadenza 2029.

Il bond di medio termine ma in valuta estera

Una prima obbligazione che presentiamo che al momento rasenta il 4% di yield è l’USA Tf4% Fb30 Usd, matricola ISIN US91282CGQ87. Il titolo è quotato sull’EuroTLX di Borsa Italiana, ha data scadenza 28/02/2030 e ha chiuso la seduta di lunedì 14 in area 100,20.

Se il mercato riuscisse a correggere un altro po’ le quotazioni avremmo un effettivo a scadenza pari al nominale annuo, mentre lo scavalcherebbe in caso di corsi portati sotto la parità. I prezzi min-max annui del T-Note Fb30 sono stati a 97,13 e a 101,94, per cui non sarebbe completamente da escludere una possibile discesa sotto cento da qui al futuro prossimo.

La cedola annua è del 4% su base semestrale (2% lordo 2 volte l’anno), con cedola e capitale ovviamente denominati in S USA. La vera sfida dell’investimento sta tutta qui, dunque, dato che la duration modificata è relativamente contenuta a 4,05. Ora il cross tra la valuta comunitaria e il biglietto verde è a 1,1685, mentre quello a scadenza o alla data di rivendita anticipata è un’incognita.

Una discesa più o meno contenuta del $ troverebbe ristoro nel rateo/cedole di periodo, mentre renderebbe perdente l’investimento in caso di capitolazione della moneta USA. Lo scenario inverso, invece, gioverebbe al guadagno complessivo dell’operazione.

Il titolo di Stato denominato in euro

Di contro ecco un bond sovrano che non presenta rischi di cambio perchè denominato in euro ma dal delicato rating emittente. Il Romania Tf 6,625% scade “solo” il 27 settembre ’29, tra 4 anni e 70 giorni circa, e gode di un rendimento effettivo a scadenza del 4,36% (dati: Borsa Italiana). Il bond prezza sui 108,40 centesimi, ben oltre la parità, ma è forte della cedola decisamente robusta. Appena 2 mesi fa lo si comprava anche a 103, per un effettivo a scadenza davvero consistente (prezzi min-max annui a 102,91 e a 109,31).

Qui le maggiori preoccupazioni derivano dalla qualità del debitore, visto il suo rating di un gradino sopra l’investment grade. Basterebbe il downgrade di una o più agenzie per veder crollare i corsi del titolo con tutte le conseguenze del caso. Altro tema caldo che grava sulle sorti del Paese Caucasico è il conflitto in corso aldilà delle sue frontiere orientali.

Dunque, i bond su visti rendono tanto a medio termine ma presuppongono elevata propensione al rischio e tanta consapevolezza di fondo. Lo yield affascina e ruba l’attenzione, ma l’analisi dei possibili “scenari contro” va anteposta a qualsiasi scelta finale. Fermo restando, infine, che gli esperti in genere vedono questi bond nell’ottica della possibile diversificazione di portafoglio e mai in una logica dell’all-in.

3 titoli di Stato in euro e non che rendono il 4% anche con scadenza 2029

In chiusura vediamo un bond targato MEF garantito dallo Stato Italiano e denominato in euro. Il BTP Tf4,45% in scadenza il 1° settembre ’43 e matricola IT0005530032 rende effettivo a scadenza il 4,17% dato che prezza sui 104,11.

Se il bond non presenta rischio di cambio, gode della garanzia sovrana e il rating emittente è discreto, può definirsi “tranquillo”? Forse per il cassettista che compra e porta al termine, anche se in verità sui mercati finanziari la parola “tranquillo” non esiste mai. Il BTP Tf4,45% St43 ha una duration modificata del 12,06, come a dire possiede una buona dose di rischio mercato.

Lo storico del titolo lo dimostra meglio dei concetti teorici. Dallo sbarco sul MOT (gennaio ’23) ai giorni nostri il titolo ha fatto su e giù diverse volte, con min-max storici a 92 nell’ottobre ’23 e a 108,56 a dicembre scorso. Morale, basterebbe cambiare timing e/o prezzo di carico e scarico per ritrovarsi in portafoglio un trade vincente o uno da dimenticare.