3 semplici indicatori per anticipare il minimo di mercato

Tommaso Scarpellini

6 Marzo 2025 - 06:59

Tre indicatori tecnici e fondamentali che possono segnalare un minimo di mercato sull’S&P 500: RSI sotto 40, meno del 50% delle aziende sopra le medie mobili e il P/E verso la fascia 18x-21x.

3 semplici indicatori per anticipare il minimo di mercato

Quando i mercati attraversano fasi di volatilità e incertezza, gli investitori cercano segnali che possano indicare un possibile minimo di mercato.

Con il recente crollo dell’S&P 500, molti si chiedono se e quando le azioni torneranno a registrare le performance degli anni passati.

Identificare le zone di minimo è spesso un’impresa complessa, ricca di insidie che possono trarre in inganno gli investitori. Tuttavia, esistono strumenti che permettono di individuare con buona approssimazione possibili aree di inversione. In particolare, tre indicatori si distinguono per la loro semplicità ed efficacia: l’RSI, la media mobile e il P/E.

1. RSI a 14 periodi sul timeframe giornaliero inferiore a 40

Uno dei più noti indicatori tecnici per valutare le condizioni di ipervenduto o ipercomprato di un indice è l’RSI (Relative Strength Index). Generalmente, un RSI inferiore a 30 è considerato segnale di ipervenduto, mentre un RSI superiore a 70 è indicativo di un mercato surriscaldato. Tuttavia, per mercati in fase di ribasso prolungato, spesso un primo segnale di possibile minimo può emergere quando l’RSI a 14 periodi sul timeframe giornaliero scende al di sotto di 40 punti.

Storicamente, quando l’RSI dell’S&P 500 scende sotto 30, si trova in una fase di debolezza significativa, ma non ancora in piena condizione di panic selling. Un successivo ritorno dell’RSI sopra i 40 punti potrebbe rappresentare un segnale di inizio di un rimbalzo tecnico.

Attualmente l’S&P 500 scambia a un livello di RSI su timeframe settimanale di 46 punti.

S&P 500, 1W S&P 500, 1W Grafico a candele settimanali dell'S&P 500. Fonte: baha.com

2. Stress Test: numero di aziende sotto la media a 50 e 200 giorni inferiore al 50%

Un altro indicatore chiave per valutare la pressione ribassista sul mercato è il numero di aziende dell’S&P 500 che scambia al di sotto della media mobile a 50 e 200 giorni. Questo parametro misura la salute generale del mercato e la distribuzione delle vendite tra i titoli.

Quando meno del 50% delle azioni dell’S&P 500 è sopra queste due medie mobili, significa che la maggior parte dei titoli si trova in una fase di debolezza tecnica. Tuttavia, nei casi in cui questa percentuale scende a livelli estremi (es. inferiore al 20-30%), si possono intravedere segnali di capitolazione che, storicamente, hanno spesso anticipato rimbalzi di mercato. Attualmente, l’S&P 500 ha sempre più del 50% dei titoli sopra la media a 50 e 200 periodi.

Cosa monitorare?

Se il numero di titoli sotto la media a 50 e 200 giorni è inferiore al 50%, il mercato è sotto stress. Allo stesso modo, se la percentuale scende vicino al 20-30%, potrebbe essere un segnale di un eccessiva pressione ribassista.

3. Il ritorno del P/E su media mobile a 10 anni tra 18x e 21x

Dal punto di vista fondamentale, il rapporto prezzo/utili (P/E ratio) è un indicatore chiave per valutare se il mercato è sopravvalutato o sottovalutato. Attualmente, il P/E basato sulla media mobile a 10 anni dell’S&P 500 è intorno a 25x, un livello elevato rispetto agli standard storici.

Storicamente, quando il P/E si riporta su livelli più in linea con la media di lungo periodo, intorno a 18x-21x, il mercato tende a essere in una zona più equa di valutazione, spesso in concomitanza con i minimi di mercato.

Perché è rilevante?

Un P/E superiore a 25x potrebbe segnalare una sopravvalutazione e aumentare la vulnerabilità del mercato a correzioni ma se il P/E scendesse tra 18x e 21x, il mercato potrebbe essere più attraente per gli investitori di lungo periodo.