3 azioni da comprare per battere il mercato ribassista

Flavia Provenzani

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3 titoli da avere in portafoglio quando il mercato azionario è in fase ribassista.

3 azioni da comprare per battere il mercato ribassista

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Esistono società capaci di generare entrate e trasformarle in profitti, indipendentemente dal contesto economico. Sono questi i titoli da preferire in un portafoglio investimenti ben strutturato e orientato al lungo termine.

In un momento in cui il mercato azionario sta scendendo, prevedere i prossimi movimenti si fa sempre più difficile e la volatilità spaventa molti investitori, è opportuno ricercare equilibrio e prospettive solide durante il proprio stock picking.

Niente panico, dunque: ecco 3 titoli efficaci da inserire in portafoglio per renderlo più difensivo in un contesto ribassista, con il potenziale necessario per battere il mercato.

1) Azioni Coca-Cola

Il titolo Coca-Cola ha tutto il potenziale per battere un mercato ribassista. Se il consumatore può rinunciare a una vacanza o rimandare l’acquisto di una nuova auto in un contesto economico debole che spinge al ribasso il mercato azionario, tende comunque a continuare ad acquistare beni di consumo capaci di dargli un “semplice conforto”, come una lattina di Coca-Cola.

Ma la società Coca-Cola è molto di più. È molto brava nel suo lavoro di branding e a ispirare fedeltà. Secondo Kantar, società di ricerche di mercato, Coca-Cola è nella top 10 dei brand di maggior valore al mondo nel 2023 grazie alla sua “grande resilienza”. Per TradingPlatforms Coca-Cola è stato il brand più forte degli Stati Uniti nel 2022, sulla base della percezione del marchio da parte dei consumatori, nonché della lealtà nei suoi confronti.

Chiaramente la società riesce a lavorare bene anche in momenti di crisi.

Ma oltre la lealtà dei suoi consumatori, c’è un altro motivo per cui avere azioni Coca-Cola in portafoglio durante una fase ribassista del mercato, ed è il suo dividendo. Non solo Coca-Cola paga un dividendo ogni trimestre ormai da decine di anni, ma ha anche aumentato gli importi ogni anno negli ultimi 61 anni.

2) Azioni Johnson & Johnson

Anche quello di Johnson & Johnson può essere definito un titolo difensivo. I consumatori continuano a comprare i suoi prodotti indipendentemente dal contesto economico o dalla direzione del mercato azionario a lungo termine.

La società è nota in tutto il mondo per i suoi shampoo e lozioni per bambini, oltre che per cerotti, il collutorio Listerine e diversi farmaci. Tuttavia, molti prodotti non fanno più parte, concretamente, di Johnson & Johnson: di recente gran parte dell’attività produttiva è stata scorporata e fatta convogliare in una società quotata separatamente, Kenvue (KVUE), lasciando in Johnson & Johnson le unità operative legate alla tecnologia medica e farmaceutica su prescrizione. Quest’ultime sono le attività più solide e redditizie e, con il business rivolto al consumatore in mano alla Kenvue, Johnson & Johnson può finalmente concentrarsi sull’ottimizzazione e la generazione di maggior valore dall’attività farmaceutica, il cui potenziale è evidente quanto sottostimato.

Il portafoglio di farmaci da prescrizione della società comprende Stelara per il trattamento dell’artrite psoriasica, Darzalex per la terapia del mieloma e Xarelto per la prevenzione del rischio cardiaco e tutti e tre sono tra i 20 farmaci più venduti al mondo nel 2022. J&J ha in mano anche il farmaco Remicade contro l’artrite e il morbo di Crohn, Trevicta e Imbruvica, antitumorali. Nel complesso, l’anno scorso i farmaci da prescrizione di J&J hanno generato 52,6 miliardi di dollari di entrate e un utile netto di quasi 4,9 miliardi di dollari.

3) Azioni British American Tobacco

Nonostante molti fumatori siano pienamente coscienti dei danni che apportano alla propria salute e che i soldi spesi sarebbero ben più utili per altre necessità, non riescono a fare a meno delle sigarette.
La maggior parte dei consumatori continua a fumare, bere e a giocare d’azzardo indipendentemente dal contesto economico. Ed è questo il motivo per cui le azioni di società legate a tabacco, alcol e casinò spesso reggono molto bene le fasi ribassiste del mercato.

British American Tobacco è una società britannica che raccoglie diverse marche di sigarette come Camel, Lucky Strike e Pall Mall. Opera anche nel fiorente mercato delle sigarette elettroniche con i suoi prodotti Glo e nel mercato dello svapo con Vuse. Le sigarette tradizionali, tuttavia, rimangono la fonte di business principale, rappresentando oltre l’80% (al 2022).

È bene tuttavia considerare che il settore in cui opera è destinato ad avere vita breve. Lo sforzo a livello mondiale per far smettere di fumare sta funzionando: la percentuale di persone che usano regolarmente tabacco continua ad essere in calo rispetto al picco degli anni ’60, ed anche il numero totale di fumatori in tutto il mondo continua a diminuire rispetto ai massimi più recente. E sempre meno persone iniziano a fumare.

Ma la British American Tobacco è ben lontana dall’essere in rovina nel prossimo futuro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il numero di fumatori in tutto il mondo sia destinato a scendere dai circa 1,30 miliardi del 2021 a 1,27 miliardi entro il 2025. A questo ritmo, l’attività potrebbe rimanere redditizia per decine e decine di anni.

Nonostante la società sia chiamata a lottare contro un forte vento contrario, circa il 40% dei suoi ricavi viene ancora costantemente trasformato in utile operativo e circa un quarto dei suoi ricavi viene convertito in un utile netto. Si tratta di molta liquidità capace di compensare senza problemi gli effetti dello stop al fumo, pur continuando a pagare i dividendi.

Parliamo di un dividendo che attualmente si traduce in un rendimento dell’8,6%, più di quanto la maggior parte delle obbligazioni stia pagando in questo momento, senza esporsi ad un deciso aumento del rischio.

C’è da tener presente, tuttavia, che prima o poi arriverà il momento in cui British American Tobacco andrà in difficoltà. Per questo motivo è un titolo difensivo da tenere in considerazione durante un mercato ribassista, ma non per il lungo termine.

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