3 azioni anti stagflazione che possono salire fino al 90%

Claudia Cervi

28 Aprile 2025 - 07:51

Dove investire quando il mercato azionario crolla? Ecco i titoli più stabili quando l’economia rallenta e l’inflazione aumenta (lontano da Wall Street).

3 azioni anti stagflazione che possono salire fino al 90%

Dazi, guerra commerciale, inflazione in crescita, crollo del dollaro: oggi investire sui mercati è diventato più complicato che mai. Nonostante le prospettive sempre più cupe, alcune aziende potrebbero non solo resistere alla tempesta, ma anche salire fino al 90%.

Quando si entra in un periodo di stagflazione, tutto si complica: i prezzi continuano a salire, ma l’economia frena. Un contesto così mette in difficoltà sia le famiglie che le imprese e spesso anche i mercati non sanno da che parte girarsi. Non è la prima volta che succede. Negli anni ’70, ad esempio, la stagflazione ha lasciato il segno: il Dow Jones è rimasto praticamente immobile per dieci anni. Chi aveva puntato sulle azioni sbagliate si è ritrovato con un portafoglio che perdeva valore anno dopo anno, schiacciato dall’inflazione.

Eppure, anche in quella fase difficile, non tutto è andato male. Alcuni settori hanno fatto meglio del mercato. Sanità, beni di prima necessità e poche altre aziende con margini solidi hanno continuato a crescere, registrando ottime performance.

Oggi la situazione ricorda per molti versi quella degli anni ’70. L’inflazione resta alta, la crescita rallenta e i mercati faticano a trovare una direzione. Ecco perché, dopo la fuga da Wall Street, molti investitori stanno puntando sul mercato azionario europeo.

1) Fresenius SE KGaA (XETRA, Germania)

Grafico Fresenius Grafico Fresenius Fonte Tradingview

Fresenius è uno dei player europei più interessanti nel settore sanitario dei prodotti elettromedicali. Dopo un periodo difficile, l’azienda sta completando un’importante ristrutturazione che le ha permesso di migliorare la redditività: ha dismesso attività a basso margine come Vamed e FMC, concentrandosi su unità più performanti come Helios (ospedali) e Kabi (farmaceutica). Nei prossimi cinque anni, Fresenius prevede una crescita del fatturato del 7% l’anno, con un miglioramento del ROE e dei flussi di cassa.
Gli analisti di JP Morgan hanno ribadito il rating “buy” sul titolo, indicando un prezzo obiettivo a 56,90 euro, distante il 42% dai valori attuali.

Il titolo ha recuperato la violenta correzione subita all’inizio del mese - dopo l’introduzione dei dazi americani - riaffacciandosi sui massimi di marzo a 40,80 euro. Oltre questo limite, atteso il test delle resistenze a 46 euro, 51 euro e 53 euro.

2) HEXPOL AB (Stoccolma, Svezia)

Grafico HEXPOL Grafico HEXPOL Fonte Tradingview

HEXPOL è un’azienda svedese specializzata in composti in gomma e plastica, con clienti in tutto il mondo. È una di quelle aziende capace di adattarsi ai diversi cicli economici, con margini stabili e una gestione prudente. Nel bilancio 2024, i ricavi hanno toccato i 20 miliardi di corone, in linea con le attese, mentre l’utile per azione (EPS) si è ridotto del 7,3%, a 6,45 corone. Nonostante ciò, gli analisti si aspettano una ripresa già nel 2025, con un fatturato in crescita a 21,2 miliardi di corone (+3,8%) e un utile per azione atteso in aumento del 10%, fino a 7,10 corone.

Un aspetto interessante è che, pur essendo quotata a Stoccolma, una parte significativa del suo business è legata al mercato americano. Pertanto, la svalutazione del dollaro può giocare a suo favore, rendendo i suoi prodotti più competitivi all’estero.

Oggi HEXPOL è scambiata a valutazioni inferiori alla media del settore, ma le ultime acquisizioni ne hanno migliorato l’outlook con margini netti intorno all’11% e un tasso di crescita medio annuo previsto del 7%. Il fair value medio è superiore del 32,6% rispetto alla quotazione attuale, ma alcuni analisti spingono il target price fino a 115 corone, distante il 36% dal prezzo attuale.

3) Novo Nordisk (Danimarca)

Grafico Novo Nordisk Grafico Novo Nordisk Fonte Tradingview

Novo Nordisk è uno dei nomi di riferimento a livello globale nel trattamento del diabete e dell’obesità – due mercati in fortissima espansione. Con prodotti di punta come Ozempic e Wegovy, l’azienda sta cavalcando una domanda in crescita esponenziale a livello globale.

Negli ultimi mesi però, il titolo ha subito un forte ridimensionamento, con una correzione di oltre il 50% in un anno, di cui il 30% solo nell’ultimo trimestre. La discesa ha riportato le valutazioni su livelli decisamente più interessanti: oggi Novo è scambiata con uno sconto del 59% rispetto alla sua media storica di prezzo/utili.

In vista dei prossimi risultati trimestrali, alcuni analisti ipotizzano una possibile reazione tecnica, anche perché i fondamentali restano solidi. Le stime parlano di una crescita dei ricavi del 68% nei prossimi cinque anni e un margine operativo stabile intorno al 40%. Numeri che continuano a fare gola, soprattutto in un momento in cui molti investitori cercano aziende resilienti e con una pipeline credibile.

Ecco perché banche d’affari come UBS e Stiefel hanno confermato un giudizio positivo sul titolo, con target price rispettivamente di 750 DKK (corone danesi) e 700 DKK, con un potenziale upside tra il 76% e il 90%.

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