1 novembre, che festa è? Ecco cosa si festeggia
Il 1° novembre è il giorno di Tutti i Santi. Scopriamo origini, tradizioni e significato di questa festa che viene celebrata in molti Paesi (e come funziona sul piano lavorativo).
Il 1° novembre, giorno di Tutti i Santi, è festa: in Italia le scuole e gli uffici sono chiusi e ai lavoratori è riconosciuto il diritto di astenersi dal lavoro.
Quest’anno non si potrà godere del classico “ponte dei Morti”, perché il 1° novembre 2026 cade di domenica. Proprio questa coincidenza, però, porta con sé una voce in più nella busta paga di molti dipendenti. Ma se anche voi vi siete chiesti che festa è il 1° novembre, cosa si festeggia e perché, ecco tutte le cose da sapere su origini, significato e regole di questa festività, che esiste in tutto il mondo anche se con tradizioni diverse.
Che festa è il 1° novembre
Il 1° novembre è Tutti i Santi, o Ognissanti. Si tratta di una festa cristiana che celebra per l’appunto tutti i santi, anche quelli non canonizzati (ossia quelli non dichiarati ufficialmente santi dalla Chiesa cattolica). Sebbene sia una festa di origine religiosa, è riconosciuta anche come festività civile: compare tra i giorni festivi indicati dalla legge 27 maggio 1949, n. 260, e dal Dpr 28 dicembre 1985, n. 792, e quindi non si lavora.
Il giorno di Ognissanti è preceduto da Halloween (31 ottobre), ricorrenza che anche in Italia ha ormai un proprio giro d’affari tra costumi, dolci e feste, ed è seguito dal giorno dei Morti, che cade il 2 novembre e che a differenza del 1° novembre non è festivo ma feriale. Nel 2026 il 2 novembre è un normale lunedì lavorativo ed è anche il termine per inviare la dichiarazione dei redditi: la scadenza del 31 ottobre cade di sabato e slitta al primo giorno utile, con sanzioni per chi presenta il Modello Redditi in ritardo.
Perché il 1° novembre si festeggia Tutti i Santi
Già nel IV secolo diverse Chiese commemoravano i martiri: le prime tracce di questa celebrazione arrivano da Antiochia. È probabile che nella Chiesa occidentale la ricorrenza derivi dalla festa romana per l’anniversario della trasformazione del Pantheon in chiesa dedicata alla Vergine e a tutti i martiri, avvenuta il 13 maggio del 609 o 610. In origine infatti la festa cadeva a maggio.
Si pensa che la celebrazione di Tutti i Santi a novembre si sia diffusa ai tempi di Carlo Magno. Fu papa Gregorio III (731-741) a scegliere la data del 1° novembre, anniversario della consacrazione di una cappella in San Pietro dedicata alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Solo nell’835 il sovrano franco Ludovico il Pio decretò il 1° novembre festa di precetto.
Secondo alcuni studiosi, però, in Inghilterra e in Germania la festa in onore di tutti i santi veniva già celebrata il 1° novembre da tempo. La data era stata scelta forse per creare una continuità cristiana con la Samhain, o Capodanno celtico, festa che cadeva tra il 31 ottobre e il 1° novembre ed era dedicata ai defunti. Questi, secondo le leggende celtiche, quel giorno potevano tornare nei luoghi che frequentavano in vita.
È un giorno festivo
In Italia, così come in altri Paesi d’Europa, il giorno di Ognissanti (1° novembre) è un giorno festivo, ma non lo è il giorno della Commemorazione dei defunti che cade il 2 novembre. Ecco perché in genere il 1° novembre, e non il 2, le persone vanno al cimitero a trovare i propri cari defunti, portare fiori e accendere candele.
È nell’America Centrale che il giorno di Ognissanti è particolarmente sentito e festeggiato. In Messico la festa coincide con il primo giorno della celebrazione del Giorno dei Morti (Día de Muertos), in cui si commemorano i bambini morti. Il secondo giorno è dedicato agli adulti defunti. Dal 2008 le feste indigene dedicate ai morti sono iscritte nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
In Guatemala, dove il 1° novembre è festa nazionale, oltre a visitare i cimiteri e accendere candele sulle tombe dei propri cari, è consuetudine far volare gli aquiloni come simbolo di unione tra il nostro mondo e l’aldilà. A Sumpango e Santiago Sacatepéquez si tiene il festival dei barriletes gigantes, aquiloni di carta velina e bambù lunghi anche più di 18 metri, la cui tecnica di costruzione è stata iscritta dall’UNESCO tra i patrimoni immateriali dell’umanità nel dicembre 2024.
1° novembre di domenica: cosa cambia in busta paga
Quando una festività nazionale cade di domenica, il lavoratore perde di fatto un giorno di riposo e la legge lo compensa con un’integrazione economica. Lo prevede l’articolo 5, terzo comma, della legge n. 260/1949, come modificato dalla legge 31 marzo 1954, n. 90: ai dipendenti con retribuzione fissa mensile spetta, salvo diversa previsione del contratto collettivo, una quota aggiuntiva pari a 1/26 della retribuzione mensile, mentre per chi è pagato a ore l’importo corrisponde a 1/6 dell’orario settimanale. Alcuni CCNL adottano parametri propri: per gli impiegati dell’edilizia, ad esempio, la quota del 1° novembre 2026 è pari a 1/25 della retribuzione mensile lorda. Le somme sono soggette a contributi e Irpef.
L’integrazione spetta anche a chi, nei casi consentiti, lavora abitualmente di domenica e gode del riposo compensativo in un altro giorno della settimana. Chi presta servizio domenica 1° novembre riceve inoltre la retribuzione delle ore lavorate con la maggiorazione per il lavoro domenicale fissata dal proprio contratto. Nessun compenso extra, invece, per i dipendenti pubblici: l’articolo 1, comma 224, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, ha incluso la norma tra quelle non più applicabili dopo i contratti collettivi del pubblico impiego, e la Cassazione ha confermato questa lettura.
Nel 2026 la coincidenza riguarda anche il 4 novembre. La legge 5 marzo 1977, n. 54, ha spostato alla prima domenica di novembre la celebrazione dell’Unità nazionale, che quest’anno cade quindi proprio il 1°: molti contratti collettivi riconoscono per questa giornata lo stesso trattamento delle festività coincidenti con la domenica. Ognissanti è inoltre la seconda festività dell’autunno a cadere di domenica, dopo il 4 ottobre dedicato a San Francesco d’Assisi, tornato festa nazionale con la legge n. 151/2025.
Negozi aperti il 1° novembre
Per il commercio non esiste un obbligo di chiusura. L’articolo 31, comma 1, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (il cosiddetto Salva Italia, convertito dalla legge n. 214/2011), ha liberalizzato in tutto il territorio nazionale orari e giorni di apertura degli esercizi commerciali, domeniche e festivi compresi. Supermercati, centri commerciali e negozi possono quindi restare aperti il 1° novembre, ma la decisione spetta a ogni singola attività: conviene verificare in anticipo gli orari del punto vendita. Le proposte di legge per reintrodurre un numero minimo di chiusure festive, presentate in più legislature, finora non sono state approvate.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Ultima revisione il a cura di Emanuele Di Baldo
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.