Le quotazioni del mais nel grafico si riferiscono al contratto future con scadenza più vicina negoziato al Chicago Board of Trade (CBOT), parte del gruppo CME, con simbolo ZC. La quotazione è espressa in centesimi di dollaro per bushel: per il mais un bushel corrisponde a 56 libbre, circa 25,4 chilogrammi. Ogni contratto riguarda 5.000 bushel e le scadenze cadono a marzo, maggio, luglio, settembre e dicembre.
Produzione e usi del mais
Il mais è il cereale più prodotto al mondo. Gli Stati Uniti forniscono circa un terzo del raccolto globale, con le aree più importanti nella cosiddetta Corn Belt del Midwest; seguono Cina, Brasile, Unione europea, Argentina e Ucraina. Tra gli esportatori i protagonisti sono Stati Uniti, Brasile, Argentina e Ucraina.
La quota principale del mais viene usata per l’alimentazione animale. Negli Stati Uniti una parte rilevante è destinata alla produzione di etanolo da miscelare con la benzina; il resto diventa amido, dolcificanti come lo sciroppo di glucosio, olio e altri prodotti alimentari e industriali.
Cosa muove il prezzo
Il fattore principale è il meteo durante la stagione di crescita negli Stati Uniti, in particolare a luglio, quando la pianta è in fioritura ed è più sensibile al caldo e alla siccità. Il mercato segue i rapporti del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense: il WASDE mensile, le stime sulle superfici seminate di fine marzo e fine giugno e i dati settimanali sulle condizioni delle colture e sulle esportazioni.
Contano inoltre i raccolti di Brasile e Argentina, la domanda cinese, le politiche sui biocarburanti, il prezzo del petrolio, i dazi commerciali e il cambio del dollaro.