Vodafone: pressione competitiva in Italia e Spagna rallenta la crescita

La compagnia telefonica mobile annuncia i conti del trimestre chiuso al 30 giugno: ricavi in calo, colpa della concorrenza sempre più aggressiva soprattutto in Italia e Spagna

Vodafone: pressione competitiva in Italia e Spagna rallenta la crescita

Era tutto previsto. I conti del trimestre che si è chiuso il 30 giugno scorso, per Vodafone non sono molto lusinghieri e segnano un rallentamento nella crescita del fatturato del Gruppo.

Calano le vendite e i ricavi totali scendono di oltre mezzo miliardo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Colpa di quella che Bloomberg definisce pressione competitiva in Spagna e in Italia.

I conti

Per Vodafone, il trimestre in esame si chiude con una diminuzione dei ricavi totali che si attestano a 10,9 miliardi rispetto agli 11,4 miliardi dello stesso periodo del 2017 e che segnano un -4,9% su base annua.

Tra i dati positivi annunciati dal gruppo di telecomunicazioni, ci sono quelli relativi alle attivazioni in banda larga che raggiungono le 196 mila unità. In aumento anche il traffico dati mobile, in crescita di un considerevole 57%.

A fronte del calo dei ricavi totali, crescono invece quelli provenienti da servizi Enterprise, che - grazie alle buone performance nei mercati emergenti e alla crescita dell’IoT (Internet of Things) - fanno segnare un +0,9%.

Vodafone prevede, infine, di ottenere un ebitda adjusted in crescita tra l’1% e il 5%.

La pressione competitiva

Il rallentamento nelle vendite era previsto, ma a cosa è stato dovuto? Secondo Bloomberg, Vodafone ha dovuto fronteggiare una “ pressione competitiva ” in Paesi strategici come Italia e Spagna, compensando in qualche modo la frenata con le buone performance ottenute in Germania e in Asia.

Nel nostro Paese, infatti, la compagnia telefonica ha dovuto contrastare le aggressive offerte di Iliad. L’operatore francese sbarcato poco prima dell’estate sul mercato italiano ha fin da subito mostrato grande spirito competitivo, promettendo una rivoluzione low cost.

Ma l’ingresso in Italia non è stato privo di ostacoli. Per fronteggiarne l’avanzata, i due principali concorrenti, Tim e Vodafone, hanno affilato le armi, portando Iliad davanti al Gran Giurì della Pubblicità per presunte pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole.

In Spagna, invece, il competitor più temuto è Orange, che si sta dimostrando piuttosto agguerrito sul fronte della concorrenza.

Colao fiducioso

Nonostante uno scenario di mercato alquanto dinamico, resta fiducioso l’amministratore delegato di Vodafone, Vittorio Colao che ha dichiarato:

“La crescita del fatturato dei servizi organici del Gruppo è rallentata durante il primo trimestre, in linea con le aspettative. La maggior parte delle nostre operazioni hanno registrato buoni risultati, con lo slancio in corso in Germania, un ulteriore recupero sottostante nel Regno Unito e una buona crescita in AMAP, che ha contribuito a compensare l’aumento della concorrenza in Italia e Spagna. La nostra performance commerciale è stata solida, con ulteriori guadagni di quote di mercato a banda larga in Europa, un numero record di clienti che hanno adottato le nostre proposte convergenti e il continuo successo della nostra piattaforma IoT leader a livello mondiale”.

Ma la competizione, spiega ancora Colao, resta intensa oltre che in Europa, anche in India dove:

“Abbiamo ora ricevuto l’approvazione condizionata dal Dipartimento delle Telecomunicazioni per la fusione di Vodafone India e Idea Cellular, che intendiamo chiudere entro la fine di agosto, consentendoci di sbloccare sostanziali sinergie. Le prestazioni complessive del Gruppo (inclusi buoni progressi nella riduzione dei costi operativi assoluti per il terzo anno consecutivo) ci forniscono la fiducia necessaria per ribadire le nostre previsioni per l’anno”.

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