Videosorveglianza, quali sono le regole previste per i cartelli

Caterina Gastaldi

3 Settembre 2022 - 15:22

Viene richiesto dal Garante della Privacy di porre cartelli di videosorveglianza nel momento in cui si installano delle telecamere.

Videosorveglianza, quali sono le regole previste per i cartelli

Quando si sceglie di installare un sistema di sicurezza dotato di telecamere, o anche le sole telecamere, viene richiesto dal Garante della Privacy di apporre degli specifici cartelli di videosorveglianza. Lo scopo di questi cartelli è quello non solo di avvisare della presenza delle telecamere i terzi che potrebbero trovarsi nella loro area di ripresa, ma anche di condividere alcuni dati relativi all’utilizzo delle riprese, la loro conservazione, e il periodo entro cui verranno eliminate, per esempio.

Questi cartelli non sono da confondersi con quelli dissuasori, con intento diverso, e devono rispettare specifiche regole. Ecco cosa c’è da sapere al riguardo, quando vanno utilizzati, perché, e quali informazioni è obbligatorio condividere.

Perché servono

La necessità della presenza dei cartelli di videosorveglianza è legata al bisogno di avvisare chiunque passi nelle vicinanze delle telecamere, poiché potrebbe venire ripreso e quindi le sue immagini rimarranno tra le registrazioni svolte, fino al momento in cui saranno cancellate. Lo scopo è quindi quello di tutelare la privacy dei cittadini, oltreché informarli riguardo all’uso che sarà fatto di tali riprese, le loro modalità di conservazione, tempistiche di cancellazione, e informazioni simili.

Queste immagini infatti sono considerate dati sensibili e come tali vanno trattate. Proprio per questo l’installazione di sistemi di videosorveglianza deve avvenire nel rispetto delle regole della privacy, informando opportunamente le persone che potrebbero transitare nel raggio delle riprese.

Cartelli di videosorveglianza e dissuasori

I cartelli di videosorveglianza non vanno confusi con quelli dissuasori. Quest’ultimi infatti hanno lo scopo di dissuadere i malintenzionati, come si intuisce anche dal nome, avvisando della presenza di allarmi e telecamere. Inoltre, vengono utilizzati in caso di allarmi collegati alla Centrale Operativa di un Istituto di Vigilanza, andando a indicare come viene svolta l’attività e quali siano le caratteristiche dell’allarme. Riportano anche i dati dell’istituto di vigilanza.

Diversamente invece quelli di videosorveglianza, come accennato, sono sempre obbligatori e hanno lo scopo di informare e tutelare la privacy. La presenza di una tipologia non esclude la necessità dell’altra.

Quando posizionarli

Per installare un sistema di videosorveglianza non è obbligatorio richiedere un permesso al Garante della Privacy, tuttavia ci sono diverse regole da dover rispettare relative ai cartelli obbligatori. Queste regole prevedono:

  • quali informazioni inserire;
  • quando utilizzarli;
  • dove andare a posizionarli.

L’obbligo di utilizzo, in questo caso, è previsto sia per i privati cittadini, sia per le istituzioni pubbliche, nel momento in cui vengono riprese aree aperte a terzi. Questo significa che in caso di impianti puramente domestici non è necessario installare i cartelli a patto che le riprese includano solo ed esclusivamente spazi propri e privati.

Sarà obbligatorio affiggere i cartelli quando, per poter permettere un controllo valido, vengono ripresi: come:

  • marciapiedi o strade;
  • parcheggi o androni comuni;
  • in generale, quando viene ripreso qualsiasi luogo non sia di proprietà, e venga attraversato da persone terze (come dipendenti, collaboratori, o persone con diritto di passaggio). Questi infatti dovranno essere sempre avvisati della presenza di telecamere e dell’uso che si farà dei dati.
    Bisognerà posizionare le telecamere in modo che l’angolo di ripresa eviti il più possibile le zone comuni. Nel caso in cui le riprese, anche in ambito privato, siano oggetto di comunicazione a terzi allora sarà comunque necessario avvisare le persone coinvolte.

Si ricorda, inoltre, che i datori di lavoro non possono installare telecamere e impianti al solo scopo di controllare l’operosità dei propri dipendenti e quest’ultimi devono essere sempre resi partecipi della presenza dei sistemi di sicurezza.

Dove posizionarli

Il posizionamento dei cartelli deve avvenire contestualmente con quello delle telecamere e prima della loro area di ripresa, avvertendo quindi dell’immediata vicinanza del sistema in questione. Devono essere di dimensioni tali da permetterne la visibilità e una chiara leggibilità, quindi pur potendo essere variabili non sono consentite misure inferiori ai 20×30 centimetri.

La posizione deve essere di facile visione, in una zona illuminata. In caso di aree molto estese sarà necessario procedere con l’apposizione di più cartelli, anche all’interno del territorio. Il font da utilizzarsi deve essere chiaro e leggibile, e i cartelli rovinati, consumati, o persi dovranno essere sostituiti prontamente. Le informazioni dovranno sempre essere mantenute aggiornate.

Informazioni contenute

Le informazioni da inserire sono diverse. Prima di tutto, deve essere indicato il nome del titolare dell’area videosorvegliata e le finalità perseguite, oltre a dover essere riportata l’immagine stilizzata di una videocamera su sfondo giallo, così che possa avere il massimo risalto.

Gli altri dati da dare sono:

  • il nome dell’azienda, dell’esercizio commerciale, o più in generale quello di chi che effettua la registrazione;
  • il periodo di tempo di conservazione (solitamente è previsto che questo non sia superiore alle 72 ore);
  • codice QR o link che porti all’informativa della privacy completa;
  • i diritti della persona registrata;
  • il nome e i dati del «Data protection officer» (DPO), ovvero il responsabile della protezione dei dati se presente;
  • l’eventualità (e motivazione) di archiviazione dei dati, oltre che la possibilità di inviare i dati ad agenzie di videosorveglianza.

Si possono anche inserire informazioni o immagini stilizzate aggiuntive, allo scopo di rendere il cartello più chiaro. Questi cartelli, che possono venire acquistati, possono anche venire fatti in maniera autonoma. Non esiste un modello standard, ma è necessario che al loro interno siano presenti tutte le informazioni richieste. In caso di dubbi, sul sito del Garante della Privacy, si possono trovare informazioni ulteriori.

Argomenti

# Legge

Iscriviti a Money.it

Fai sapere la tua opinione e prendi parte al sondaggio di Money.it

Partecipa al sondaggio
icona-sondaggio-attivo