Il pane non potrà più essere venduto nei supermercati: in quali casi e cosa prevede il divieto

Stefano Rizzuti

10 Novembre 2021 - 13:14

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Una sentenza del Consiglio di Stato stabilisce che nei supermercati non potrà più essere venduto il pane precotto sfuso che i clienti acquistano in modalità self-service: vediamo cosa cambia.

Il pane non potrà più essere venduto nei supermercati: in quali casi e cosa prevede il divieto

I supermercati italiani non potranno più vendere pane precotto sfuso. Di fatto vuol dire che i clienti della grande distribuzione non potranno più imbustarsi in autonomia il pane da loro scelto ma potranno acquistare solamente quello già imbustato.

Il pane sfuso non verrà quindi più venduto nei supermercati. A stabilirlo è una sentenza del Consiglio di Stato che è stata accolta molto positivamente dai panificatori artigiani italiani che da anni conducono una battaglia contro la distribuzione del pane nei supermercati.

I panettieri avevano già ottenuto, in passato, il divieto per i supermercati di denominare il pane precotto con la dicitura “pane fresco”. La sentenza del Consiglio di Stato sancisce una nuova vittoria per i panificatori dando loro ragione anche sulla vendita sfusa che viene ritenuta non conforme alle norme igienico-sanitarie.

Cosa cambia per la vendita del pane nei supermercati

Nei grandi supermercati e nei centri commerciali non sarà più possibile trovare il pane sfuso e non sarà possibile acquistarlo in modalità self-service. Un divieto che varrà in tutte le zone d’Italia dopo la sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, dà ragione alle tesi esposte in questi anni da Confartigianato. I clienti, quindi, non troveranno più il pane sfuso come le singole baguette, tartarughe o panini di vario genere.

La sentenza del Consiglio di Stato

La sentenza del Consiglio di Stato fa riferimento a fatti avvenuti nel 2020, quando i carabinieri del Nas di Lecce hanno sequestrato 23 chili di pane in un supermercato. Venne stabilita la sospensione della vendita in modalità self-service e il distributore decise di presentare subito ricorso.

Il Consiglio di Stato ha però rigettato il ricorso ritenendolo inammissibile. Secondo i giudizi la modalità di vendita del pane sfuso self-service è “del tutto inidonea a garantire le più elementari esigenze di sicurezza alimentare”.

Il Consiglio di Stato stabilisce che il pane sfuso derivante dal completamento della cottura del pane precotto deve essere confezionato prima della messa in vendita e non può, quindi, essere confezionato dal cliente.

Stop vendita nei supermercati, per quale tipo di pane

La sospensione della vendita riguarda il pane “parzialmente cotto, surgelato o non surgelato”, come si precisa nella sentenza del Consiglio di Stato. E si tratta del pane venduto sfuso e in modalità self-service, ovvero da ora in poi sarà vietato per i clienti scegliere il pane e imbustarlo.

Come si potrà vendere il pane nei supermercati

Il pane dovrà essere quindi distribuito e messo in vendita in comparti separati rispetto al pane fresco e in imballaggi preconfezionati. Se l’operazione del completamento della cottura e del preconfezionamento del pane non sono realizzabili in aree separate da quelle di vendita del prodotto, allora sarà possibile fare tutto in un’unica area ma solamente comunicandolo tramite apposito cartello alla clientela. Chi mette in vendita il pane sfuso precotto rischia invece sanzioni altissime e anche la sospensione dell’attività.

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