ACEA pubblica i dati sulle immatricolazioni dei veicoli commerciali in Europa nei primi 9 mesi del 2026. Male il mercato dei furgoni, mentre volano camion e bus.
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Il mercato UE dei veicoli commerciali viaggia a velocità molto diverse. Secondo i dati pubblicati dall’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA) il 28 ottobre 2026, da gennaio a settembre le immatricolazioni di furgoni sono rimaste sostanzialmente stabili, mentre quelle di autocarri e autobus sono cresciute rispettivamente del 7,5% e del 15,2%.
Il quadro si completa con una forte avanzata dei mezzi elettrici, in un mercato in cui il diesel resta comunque dominante, e con differenze marcate tra un Paese e l’altro.
Furgoni fermi al palo
La situazione più complicata è quella dei veicoli commerciali leggeri, cioè i mezzi fino a 3,5 tonnellate più utilizzati dalle piccole e medie imprese. Nei primi 9 mesi del 2026 ne sono stati immatricolati 1.073.427, appena 227 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
ACEA inquadra questi numeri in un contesto di aumento dei prezzi dell’energia, che pesa sui conti delle imprese e sulle loro scelte di investimento.
Tra i quattro mercati principali l’andamento è stato molto diverso. La Spagna è andata in controtendenza con un aumento delle immatricolazioni del 6,3%, mentre la Germania ha perso il 4,1%, l’Italia il 5,1% e la Francia il 5,6%, risultato peggiore del gruppo.
Volano autocarri e autobus
Di segno opposto i numeri degli autocarri, che nei primi 9 mesi del 2026 hanno toccato quota 245.079 immatricolazioni, il 7,5% in più dello scorso anno. Una crescita che secondo ACEA riflette soprattutto la ripresa da livelli bassi e che è stata trainata dai mezzi pesanti (+8,5%). Tra i mercati più grandi spiccano la Polonia, con un aumento del 20,5%, e la Spagna, che ha segnato un +13,2%.
In Germania la crescita è stata più contenuta (+2,5%), mentre la Francia è stata tra i pochi mercati con il segno meno (-1,6%).
Ottimi risultati anche per gli autobus, saliti del 15,2% su base annua a 32.695 unità. Tra i mercati più grandi a correre più veloce è l’Italia, dove le immatricolazioni sono cresciute del 34,4%, tanto che il nostro Paese è diventato il primo mercato europeo del settore. Seguono la Francia (+10,5%) e la Germania (+10,1%), mentre la Polonia ha messo a segno un balzo del 68,6% che l’ha portata al quinto posto nell’Unione.
Il boom dei veicoli commerciali elettrici
A unire le tre categorie di mezzi, furgoni, autocarri e autobus, è la crescita delle motorizzazioni elettriche.
Tra i veicoli leggeri quelli elettrici e ibridi plug-in sono aumentati del 38,2%, portando la quota di mercato al 14,1% dal 10,2% di un anno fa, mentre gli ibridi tradizionali hanno messo insieme un +35,6%, pur restando fermi al 3,4% del mercato. Il diesel resta la scelta principale con il 78,1% delle immatricolazioni, in calo però dall’81,7% del 2025.
Il fenomeno riguarda, un po’ a sorpresa, anche i camion, dove i mezzi a ricarica elettrica hanno raggiunto il 5,3% del mercato grazie a una crescita del 49,8% delle immatricolazioni. Ancora più netto il peso dell’elettrico negli autobus, che con un aumento del 37,6% arrivano a rappresentare il 26,4% delle nuove immatricolazioni, con l’Italia a fare da locomotiva.
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