I tre vantaggi del BTP Valore 2032 che paga il 2,60%, 3,20% e 3,80% annuo a biennio

Stefano Vozza

10/09/2026

Il Dipartimento del Tesoro sta pagando gli interessi di periodo per i titolari dell’ultima serie del BTP valore, il 1° (ad oggi) del 2026

I tre vantaggi del BTP Valore 2032 che paga il 2,60%, 3,20% e 3,80% annuo a biennio

Sabato 5 settembre il Tesoro ha staccato e pagato gli interessi trimestrali sul Valore della 3° serie in scadenza a marzo del 2030. Tempo neanche una settimana e ci risiamo con gli interessi periodali del Valore nato agli inizi dell’anno e, almeno ad oggi, l’unica serie del 2026. In verità passati i prossimi 15-30 giorni potrebbe arrivare qualche Comunicato MEF relativo al lancio di una serie tutta nuova. Si tratterebbe dell’ottava, magari in arrivo nel mesetto compreso tra il 10-15 ottobre e il 10-15 di novembre come avvenuto in passato per altre emissioni “speciali”.

È stato il caso dei BTP Valore 2028 (data godimento: 10/10/’23) e Valore 2032 (28/10/’25), e dei BTP Futura 2028 (17/11/’20) e Futura 2033 (16/11/’21).
Al momento nulla è dato sapere ma l’eventuale tempo di suspense non dovrebbe essere tanto. Laddove fossimo nel giusto, entro i prossimi due mesi il neo bond retail dovrebbe essere fruttifero, per cui tra l’annuncio, il collocamento e il regolamento i giochi son fatti. Intanto vediamo i 3 vantaggi del BTP Valore 2032 che paga il 2,60%, 3,20% e 3,80% annuo a singolo biennio.

Il BTP Valore 2032 della 7° serie

Il riferimento è all’ultimo Valore nato ai primi di marzo ’26, in collocamento dal 2/03 al 6/03 con ISIN speciale IT0005696320. Nell’occasione il Tesoro raccolse 16.222,584 milioni di euro a fronte dei 522.214 contratti registrati, per un taglio medio a contratto di 31.065 euro. Il regolamento (e insieme: data di godimento) avvenne martedì 10 marzo, quando gli fu attribuito l’ISIN ordinario IT0005696338.

L’obbligazione nacque con una durata complessiva di 6 anni scissa in 3 bienni, con data scadenza per il 10 marzo 2032. Inoltre a collocamento ultimato furono rivisti e ritoccati al rialzo i tassi nominali annui annunciati alla vigilia. Essi erano pari al 2,50%, 2,80% e 3,50% annuo a biennio, per un 3,067% annuo lordo ponderato, premio finale incluso.

Tuttavia, dopo i 5 giorni di acquisto furono rivisti “per colpa” dell’inizio delle ostilità USA-Iraq ai primi di marzo. Detta brutalmente, a sua insaputa il MEF sbagliò timing nel senso che se lo avesse lanciato 7-10 giorni prima avrebbe tenuto i tassi della vigilia e pagato meno come interessi. In tal caso, e con il senno del poi, a rimetterci sarebbe stato il sottoscrittore che dopo pochi giorni si sarebbe ritrovato un bond dai corsi svalutati sul MOT.

I tassi nominali annui del Valore 2032 e il rendimento attuale

I tassi nominali annui definitivi, invece, furono portati al 2,60% per il 1° e 2° anno, al 3,20% per il 3° e 4° e al 3,80% nel 5° e 6° (sequenza: 2-2-2). Rimase immutato allo 0,8% del debito sottoscritto l’entità del premio fedeltà finale, e per il solo stock di bond tenuti in portafoglio fino al termine.

Pertanto dal 10 marzo 2026 (incluso) sino al 10 marzo 2028 (escluso) il bond produce 26 € lordi annui per ogni 1.000 nominali. Le date di stacco sono il 10 di giugno, di settembre, di dicembre e marzo, per cui giovedì 10 il MEF pagherà lo 0,65% lordo del debito posseduto.

Il rialzo dei tassi post-collocamento giovò al ritorno complessivo del titolo. Infatti cumulando le 24 cedole e l’extra bonus finale, e dividendo tutto per 6, si ottiene un ritorno medio ponderato del 3,333% annuo lordo. In soldoni il ritocco comportò un +0,266% di interessi medi annui in più, per un +1,595% lordo complessivo.

3 vantaggi del BTP Valore 2032 che paga il 2,60%, 3,20% e 3,80% annuo a biennio

Ora soffermiamoci sui 3 vantaggi che l’attuale contesto di mercato associa al BTP Valore Sc Mar32. Il primo è anche il più banale, ossia l’assenza di rateo (da corrispondere) per chi compra il titolo il giorno stesso dello stacco cedola. Al termine del periodo intercorso dal 10 di giugno al 9 settembre, i due estremi inclusi, il rateo si completa e viene a coincidere con il tasso trimestrale. Per cui da un alto il Tesoro paga gli interessi ai titolari del BTP, mentre il rateo riparte dallo 0,00% fino al prossimo 0,65% pagato il 10 dicembre ’26.

Il secondo attiene alle quotazioni di mercato, che in data 9 settembre hanno formato un nuovo minimo YTD. Alle ore 17.25.20, a ridosso della chiusura della giornata di contrattazioni, il low (di giornata e di sempre) segnato dalle quotazioni è stato a 96,93.

A cascata, infine, ecco il terzo vantaggio del maggior rendimento effettivo a scadenza dato dai corsi attuali a sconto rispetto al valore di emissione e di rimborso. A seconda dell’effettivo millesimo di acquisto, siamo a ridosso del 3,8% annuo lordo, ben oltre il guadagno medio annuo di chi lo comprò in origine. In pratica anche senza premio fedeltà l’acquirente odierno incasserà di più di chi lo comprò 6 mesi fa. Anzi, tenuto conto del minor tempo di impiego del capitale, ossia 5,50 anni contro i 6,00 di allora, l’operazione ne guadagna in ulteriore profittabilità.