Nei giorni scorsi si è tornati a parlare di Optimus, il robot umanoide di Tesla che era stato presentato per la prima volta da Elon Musk all’evento AI Day di Tesla nel 2021.
A che punto è Optimus?
Allo stato attuale, l’azienda non ha ancora condiviso una tempistica per il lancio ufficiale del modello.
Durante il debutto iniziale, il robot si era rivelato essere ancora un prototipo molto grezzo, ma durante l’evento dell’Investor Day è stata mostrata una versione molto più avanzata del robot che ha spiazzato il pubblico.
Il robot umanoide costruito da Tesla è ora in grado di percorrere brevi distanze in modo indipendente, di trasportare un oggetto grande almeno quanto una delle sue braccia e di utilizzare strumenti di base. In un video si vedono due umanoidi che non solo camminano: costruiscono altri robot. Così Optimus #1 prende un braccio di un robot da una scrivania, si avvicina e lo tiene in posizione, mentre Optimus #2 lo avvita al corpo di un terzo Optimus ancora in fase di assemblaggio. Alla fine del filmato, entrambi gli Optimus guardano una foto di loro stessi al lavoro, prima di allontanarsi verso la telecamera.
“Un giorno ci saranno più robot che esseri umani”
Tuttavia, gli aggiornamenti degli androidi fanno parte di un video pre-prodotto e non si è visto nulla dal vivo, sul palco, come la volta precedente. Musk ha tenuto a precisare che, nonostante i progressi, l’azienda sta facendo un passo alla volta.
L’affermazione più forte del CEO di Tesla riguarda il numero di robot che, in un futuro troppo lontano, potrebbe superare quello degli esseri umani. Musk ha infatti predetto che il rapporto tra robot umanoidi alimentati dall’intelligenza artificiale e desseri umani «potrebbe essere maggiore di uno a uno».
La startup Figure
E a offuscare i proclami di Musk, in una settimana burrascosa per il magnate, ci ha pensato Figure, una startup con sede a Sunnyvale, una delle principali città della Silicon Valley, fondata con un primo investimento (incredibile in casi simili) di 100 milioni di dollari, nel 2022 da Brett Adcock, che è anche uno dei co-fondatori della Archer Aviation che sviluppa e commercializza velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale.
Figure sembra spuntata dal nulla eppure nel giro poco sta già oscurando i robot di Tesla e molti altri competitor.
A vederli, i suoi robot umanoidi somigliano molto ai Teslabot: Adcock, però, sostiene che i suoi modelli sono i più avanzati mai creati. La startup rende noto che il sistema è attualmente in grado di svolgere una vasta gamma di attività manuali. L’obiettivo finale di Figure, naturalmente, è l’uso «universale» di questi robot umanoidi, e non per compiti specifici.
Al momento, il suo staff di sviluppo conta già 40 ingegneri, molti dei quali provengono da aziende del calibro di Boston Dynamics, Tesla, Waymo e Google, e hanno già significative esperienze pregresse nel campo della robotica e sistemi autonomi. Tra questi, Jerry Pratt, il CTO di Figure, che ha lavorato per circa 20 anni al Florida Institute for Human and Machine Cognition (IHMC) lavorando a diversi progetti.
Il robot umanoide Figure 01
Come anticipato, Figure sta lavorando alla creazione di un robot umanoide bipede multiuso, Figure 01, il primo al mondo «commerciabile» e «pensato per scopi generici».
Figure 01 avrà la capacità di «pensare, imparare e interagire con il suo ambiente ed è progettato per essere inizialmente utilizzato come forza lavoro per combattere la carenza di manodopera e, nel tempo, consentire l’eliminazione di lavori non sicuri e non desiderati».
Inizialmente, le applicazioni di Figure 01 si focalizzeranno su produzione, spedizioni, logistica e vendita. Figure 01 sarà completamente elettrico, alto 1,60 m, peserà 60 kg, potrà sollevare circa 20 kg e avrà circa 5 ore di autonomia con una singola ricarica.
Insomma, l’era dei robot umanoidi è appena iniziata. Questo è il primo periodo nella Storia in cui sembra possibile raggiungere l’obiettivo di poter dare vita a una serie di umanoidi da mettere in commercio, a un prezzo moderato (Optimus costerebbe meno 20 mila dollari, quanto un’auto). Un obiettivo che sembra possibile conseguire ancora più velocemente di quanto ci si poteva immaginare.