Uber e Hyundai si uniscono nel progetto taxi volanti

Uber e Hyundai hanno svelato il piano per la nascita di un taxi volante che potrebbe dare vita al cosiddetto «ride-sharing del cielo». I dettagli

Uber e Hyundai si uniscono nel progetto taxi volanti

Uber e Hyundai si uniscono nel progetto taxi volanti. A comunicare il piano le due stesse compagnie, nell’ambito del Consumer Electronics Show di Las Vegas, di scena nel pomeriggio di ieri.

Sono infatti a lavoro su un modello di veivolo a quattro posti che un giorno - assicurano - sarà in grado di garantire agli utenti un viaggio tra i cieli prenotabile tramite l’app di Uber.

Il primo vero prototipo sarà pronto nel 2023, secondo quanto rivelato da un portavoce di Hyundai. In un primo tempo, sarà un pilota a guidarlo, fino a quando le compagnie non finalizzeranno il software per il controllo autonomo.

Hyundai è solo l’ultima grande azienda ad annunciare lo sviluppo di un taxi volante per viaggi in città e nelle periferie. Il prototipo di Boeing ha portato a termine il suo primo volo nel 2019, in un piccolo aeroporto fuori Washington.

Mentre Larry Page, cofondatore di Google, ha investito in diverse startup, tra cui Kitty Hawk e Opener, che stanno sviluppando tecnologie per auto volanti.

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Uber e Hyundai si uniscono nel progetto taxi volanti

A ottobre Hyundai ha nominato Jaiwon Shin, figura storica della NASA, a capo della sua divisione aerotaxi, di recente creazione.

Il partner di Hyundai nell’iniziativa, Uber, prevede di formare una rete di taxi aerei nel 2023. Uber ha già avviato collaborazioni con il produttore di elicotteri Bell e la compagnia aerospaziale brasiliana Embraer.

Eppure - evidenziano gli esperti - la data stimata sembra al momento un azzardo.

“Ci vorrà un po’, se le cose vanno bene è probabile che il tutto possa realizzarsi nei prossimi 10 anni”,

ha dichiarato William Crossley, professore della Purdue University che si occupa quotidianamente di progettazione aerospaziale.

Gli ostacoli sono molti; su tutti, è necessario sviluppare un software in grado di gestire in maniera autonoma il pilotaggio dei taxi aerei. In più, l’industria dovrà determinare il giusto design del veicolo, e le batterie dovranno fornire prestazioni di gran lunga migliori di quelle attualmente disponibili.

Sul fronte commerciale, infine, le aziende dovranno dimostrare che le corse dei taxi volanti possono rappresentare un’attività redditizia.

Sanjiv Singh, professore della Carnegie Mellon University e CEO di Near Earth Autonomy, startup che sviluppa software per i taxi aerei, si aspetta che il business diventi praticabile solo quando i veivoli saranno in grado di volare autonomamente.

È infatti eccessivamente costoso pagare un pilota, e le compagnie possono puntare davvero a elevare i profitti solo se curano quest’aspetto.

Oltre a queste sfide, l’Authority di settore dovrà approvare i veicoli, un procedimento che potrebbe richiedere anni.

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Uber Hyundai Car Sharing

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