Tutti vendono azioni NVDA. Cosa c’è che non sappiamo?

Tommaso Scarpellini

21 Luglio 2025 - 19:37

Strane vendite da parte degli insider su NVDA tra il 10 e il 17 luglio 2025 e altri titoli tech: cosa potrebbe significare? Ha senso preoccuparsi?

Tutti vendono azioni NVDA. Cosa c’è che non sappiamo?

Nelle ultime due settimane si è accesa una spia che nessun investitore può ignorare. Il titolo Nvidia (NVDA), protagonista assoluto della rivoluzione AI, sta vivendo una fase di vendite insider che definire anomala è poco.

Non parliamo di normali prese di profitto da qualche migliaio di dollari: parliamo di blocchi da decine di milioni, concentrati in un arco temporale ristretto.

E quando a vendere sono proprio quelli che dovrebbero credere di più nella crescita a lungo termine, la domanda sorge spontanea: cosa c’è che non sappiamo?

Dentro i numeri: il ruolo dei 144 Filings

Per capire questi movimenti bisogna guardare dove guardano i trader esperti: i 144 filings. Negli Stati Uniti, ogni volta che un insider, come un dirigente o un membro del board, vende una grossa posizione azionaria, deve presentare un modulo chiamato Form 144. Questo documento notifica alla SEC l’intenzione di vendere titoli in quantità rilevanti, permettendo al mercato di avere visibilità sulle mosse di chi conosce meglio di chiunque altro l’azienda.

Analizzando i più recenti 144 filings, emergono dettagli che non possono essere ignorati. Su NVDA, ad esempio, le vendite sono state eseguite in blocchi ripetuti da 75.000 azioni ciascuno, raggiungendo un valore complessivo superiore a 500 milioni di dollari in pochi giorni.

NVDA, 1W NVDA, 1W Grafico a candele settimanali del titolo NVDA. Fonte: baha.com

Anche realtà come Cloudflare, Palo Alto Networks e Carvana hanno registrato vendite insider superiori ai 100 milioni di dollari, mentre su MicroStrategy sono state vendute oltre 117.000 azioni in blocco. Sul fronte Alphabet si è trattato di circa 32.500 azioni per un controvalore di 9,55 milioni di dollari, mentre su Asana sono state cedute quasi 1,5 milioni di azioni, pari a 21,87 milioni di dollari, e su BJ’s Wholesale circa 128.853 azioni per un valore di 14,26 milioni di dollari.

Tutte queste operazioni risultano concentrate tra il 10 e il 17 luglio 2025. Non parliamo di panic selling, ma di vendite pianificate probabilmente tramite piani 10b5‑1, meccanismi che permettono agli insider di vendere in modo automatico a intervalli prestabiliti, riducendo così ogni sospetto di market timing. Tuttavia, la simultaneità e la portata di queste mosse fanno riflettere.

E adesso?

Non è detto che queste vendite insider siano l’anticamera di un crollo imminente. Spesso i manager monetizzano semplicemente una parte delle loro stock options per diversificare i propri patrimoni personali. Tuttavia, la portata e la concentrazione temporale delle vendite osservate negli ultimi giorni meritano attenzione.

Cosa c’è che non sappiamo? Forse si tratta solo di una fisiologica presa di profitto dopo un rally straordinario, oppure è il segnale di una possibile rotazione settoriale che solo chi sta ai vertici può cogliere per tempo.

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