Ieri le quotazioni del principale indice a stelle e strisce hanno dato due segnali ribassisti: un bearish Engulfing e un doppio massimo. I venditori potrebbero quindi avere l’occasione di palesarsi e innescare una serie di prese di profitto
Ieri i corsi di S&P 500 hanno avuto un forte incremento della volatilità che ha portato le quotazioni a formare una candela a range molto più ampio dei precedenti.
S&P 500, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
Questo ha permesso ai venditori di creare un pattern di bearish Engulfing a ridosso del coriaceo livello di concentrazione di offerta ottenuto collegando i massimi del 17 ottobre a quelli del 7 novembre 2018.
Oltre a ciò, ieri si è palesato un potenziale segnale di inversione con un doppio massimo. Questa figura verrebbe confermata nel caso in cui i corsi dovessero riportarsi al di sotto dei minimi di ieri. La struttura stessa delle candele indica che la presenza dei venditori si sta facendo sempre più pesante.
Dal punto di vista algoritmico, l’RSI settato a 14 periodi è in una fase di ipercomprato e indica una divergenza di inversione bearish.
Tutti questi elementi potrebbero contribuire ad un ritracciamento del listino americano, che riuscirebbe in tal modo a prendere delle correzioni fisiologiche prima di proseguire l’andamento ascendente di lungo periodo, che al momento non dà segni di cedimento.
Strategie operative su S&P 500
Da quanto emerso dall’analisi, si potrebbero valutare delle strategie di matrice short nel caso in cui i prezzi dovessero tornare al di sotto di 2.767,65 punti. In tal caso, lo stop loss andrebbe posto sopra 2.817 punti, mentre l’obiettivo principale sarebbe individuabile a 2.715 punti. Un target più ambizioso sarebbe invece individuabile a 2.704 punti.
Per questo tipo di operatività, il certificato Turbo Short di BNP Paribas di ISIN NL0013134810 e leva a 4,69 si adatta bene.
Nel caso in cui i livelli di stop loss venissero raggiunti prima di quello di ingresso, questa strategia verrebbe invalidata.
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