L’analisi tecnica sul petrolio WTI indica che i corsi potrebbero essere pronti per una nuova gamba ribassista, continuando l’impulso ribassista iniziato nelle scorse ottave
Petrolio WTI
Ieri le quotazioni del petrolio WTI hanno effettuato la violazione del supporto statico a 57,55 dollari al barile, lasciato in eredità dai top del 20 febbraio scorso.
Petrolio WTI, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
La struttura del ribasso iniziato nella seconda parte di aprile 2019 evidenzia la debolezza dell’oro nero, come si nota dalla rottura della linea di tendenza ottenuta con i minimi del 24 e quelli del 26 dicembre 2018 e dalla struttura delle barre ribassiste, che presentano corpi ben più ampi di quelle rialziste.
Il breakout del supporto menzionato prima corrispondeva peraltro al 38,2% del ritracciamento di Fibonacci disegnato con i minimi del 24 dicembre 2018 e i massimi del 23 aprile 2019. In analisi tecnica, questa violazione è propedeutica al raggiungimento nel breve termine di area 54,48 dollari. A quel punto, se ci dovesse essere un rimbalzo, questo potrebbe far prendere respiro all’intenso movimento bearish, fino a portarsi verso i 57,55 dollari per poi proseguire con la discesa.
In tal senso, le entrate long, se non con obiettivi di brevissimo periodo, non sembrano avere buone possibilità di successo, anche perché i corsi si trovano al di sotto della media mobile semplice a 200 giorni, che tradizionalmente separa un uptrend da un downtrend.
Strategie operative sul petrolio WTI
Da quanto emerso dall’analisi, si potrebbero valutare strategie di matrice short da quota 57,55 dollari con stop loss sopra 60,24 dollari e obiettivo principale a 54,80 dollari. Il target più ambizioso andrebbe invece posto a 51,61 dollari al barile. Per trarre vantaggio da questa strategia, si potrebbe puntare sul certificato Turbo Short di BNP Paribas con ISIN NL0013491186 e leva 3,02.
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