Le quotazioni di Eni sono inserite in una congestione dallo scorso 5 novembre. Dal punto di vista operativo, si potrebbero valutare strategie con i Turbo Certificates di BNP Paribas basate sull’ipotesi di un movimento direzionale dei prezzi in caso di uscita dalla lateralità
Eni
Dal 5 novembre, le azioni Eni hanno assunto un andamento laterale, limitato dal supporto a 14,04 euro e dalla resistenza a 14,29 euro.
Eni, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
Questa congestione è particolarmente importante in quanto la sua violazione potrebbe determinare un impulso direzionale, anche piuttosto deciso.
In generale, le quotazioni sono inserite in una fase ascendente da agosto 2019, con la serie di minimi crescenti evidenziata dalla linea di tendenza che collega i lows del 16 agosto a quelli del 31 ottobre.
Se per i venditori l’unico ostacolo è rappresentato dal livello di concentrazione di domanda citato prima, il quale sembra aver subito una rottura ieri, per i compratori il discorso è diverso, in quanto si trovano a dover fare i conti sia con i 14,29 euro che con la media mobile semplice a 200 giorni, la quale dallo scorso aprile respinge tutti i tentativi di superamento in maniera pressoché chirurgica.
Oltre a questo, l’obiettivo rialzista potrebbe già essere stato raggiunto: se si traccia una trendline collegando i massimi dell’11 luglio a quelli del 20 settembre, si noterà come i prezzi siano stati rifiutati proprio sull’intorno di tale ostacolo.
Strategie operative su Eni
Dall’analisi, sembra interessante valutare strategie di natura short in caso di ritorno ai minimi del 18 novembre scorso, a 14,052 euro. Lo stop loss andrebbe posto a 14,373 euro, mentre l’obiettivo principale a 13,73 euro (proprio a ridosso della linea di tendenza supportiva identificata prima). Il target finale invece potrebbe essere individuabile a 13,60 euro.
Per questo tipo di operatività, si adatta particolarmente bene il Certificato Turbo Short di BNP Paribas di ISIN NL0014035875 e leva 3,84.
© RIPRODUZIONE RISERVATA