Truffa fiscale e capolarato: amministrazione giudiziaria per BRT e Geodis. “Migliaia di lavoratori sfruttati”

Enrica Perucchietti

30 Marzo 2023 - 08:00

Secondo gli inquirenti i due colossi della consegna di pacchi «approfittavano dello stato di necessità dei lavoratori e li sottoponevano a orari e ritmi di lavoro estenuanti, peraltro sottopagandoli»

Truffa fiscale e capolarato: amministrazione giudiziaria per BRT e Geodis. “Migliaia di lavoratori sfruttati”

Migliaia di lavoratori sfruttati da BRT e Geodis, due aziende leader nelle spedizioni internazionali e nei servizi di logistica, gestite da due gruppi francesi.

È quanto è emerso dall’inchiesta della procura di Milano, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, che ha disposto l’amministrazione giudiziaria per un anno nei confronti delle due società con l’accusa di caporalato e truffa fiscale realizzata attraverso l’impiego di manodopera priva di tutele fornita da cooperative in subappalto.

Niente tredicesima, nessun giorno di ferie pagato, molti lavoratori retribuiti a “cottimo”, senza diritti a visite mediche né a corsi di formazione.

Dalle indagini risulta che le due società abbiano per anni risparmiato denaro a discapito dei lavoratori e della loro salute, sottopagandoli e obbligandoli a turni infiniti e serrati.

«In caso di infortuni sul lavoro BRT (ex Bartolini) evitava di chiamare l’ambulanza e l’infortunato veniva portato in ospedale da una persona di fiducia» scrivono i giudici sulla base del racconto di alcuni lavoratori del colosso della logistica.

Il Tribunale di Milano, si legge in una nota, «stante la gravità e il perdurare delle situazioni accertate, le imponenti dimensioni aziendali in termini di fatturato e lavoratori impiegati ha ritenuto necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria per consentire un controllo sugli organi gestori delle due multinazionali».

Tutti dettagli emersi da un’indagine partita per far luce su un’ipotetica frode fiscale «caratterizzata dall’utilizzo di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti e dalla stipula di contratti di appalto che simulavano una somministrazione di manodopera violando così la normativa di settore», ma che, invece, ha portato a scoprire il sistema di sfruttamento dei lavoratori che, in totale, avrebbe portato nelle tasche di BRT circa 100 milioni di euro, «tutto a detrimento dei lavoratori e dell’Erario».

Oltre a BRT, anche per Geodis – già colpita in passato da un sequestro di 37 milioni di euro – è prevista l’amministrazione giudiziaria, con il preciso scopo di evitare che l’azienda continui ad agevolare il reato di riciclaggio di cui è accusata una delle cooperative di riferimento per l’azienda.

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