La soglia pericolo per i rendimenti dei Treasury a 10 anni è stata appena toccata. Per la prima volta dall’ottobre del 2023, i rendimenti decennali USA sono balzati fino al 5%, a seguito dei forti smobilizzi che hanno colpito di nuovo i Titoli di Stato USA.
Alta la tensione, per l’effetto contagio, anche sui BTP e su altri bond sovrani dell’Eurozona.
Vendite pesanti sui BTP, rendimenti + 7 pb al 4,42%. Sell anche su Bund, OAT, Titoli Spagna e Grecia
I rendimenti dei BTP a 10 anni balzano di 7 punti base al 4,42%, mentre i rendimenti dei Bund tedeschi avanzano di 3 punti base al 3,53%.
Di conseguenza lo spread BTP-Bund si attesta a 89 punti base.
Puntano verso l’alto anche gli yield degli OAT francesi (+6 punti base al 4,51%), dei Titoli spagnoli (+5pb al 4,01%), dei bond sovrani del Portogallo (+5 pb al 3,91%) e della Grecia (+8 punti base al 4,29%).
Tra i Titoli di Stato principali dell’intera Europa, vengono attaccati dai sell, di nuovo, anche i Gilt, ovvero i bond UK: il risultato è che i rendimenti a 10 anni segnano un balzo di 7 punti base al 5,42%.
Smobilizzi sui Treasury in attesa annuncio tassi Fed. Il livello da monitorare per gli yield a 10 anni
I ribassi generalizzati che stanno colpendo i Treasury e anche i Titoli di Stato dell’Eurozona e dell’Europa intera si spiegano con l’arrivo del grande market mover di questa settimana, ovvero con la riunione del FOMC, il braccio di politica monetaria della Fed, che inizierà domani, martedì 15 settembre, per concludersi dopodomani, mercoledì 16 settembre.
I dati relativi all’inflazione USA pubblicati la scorsa settimana, uniti al balzo continuo dei prezzi del petrolio portano i mercati a considerare inevitabile, ormai, un rialzo dei tassi da parte della Banca centrale americana guidata dal Presidente Kevin Warsh. Dopo essere saliti la scorsa settimana del 9%, oggi i prezzi del Brent e del WTI sono schizzati rispettivamente fino a oltre $109 e a un soffio da $104 al barile.
Vendite dunque anche sui Treasury a 2 anni, i Titoli di Stato più sensibili agli annunci sui tassi USA da parte della Fed, con i rendimenti che viaggiano al 4,66%, dopo aver toccato il record dal luglio del 2024 nelle ultime sessioni. Gli smobilizzi sul debito USA fanno salire inoltre gli yield dei Treasury a 30 anni al 5,374%.
La prossima soglia pericolo per i Treasury a 10 anni è stata intanto già individuata: è quella del 5,02%.
La CNBC ha riportato infatti che, se i rendimenti salissero oltre questo livello, toccherebbero il record dal luglio del 2007, ovvero dal periodo che ha preceduto la crisi finanziaria globale del 2008-2009.
Ansia per effetto boom rendimenti su conti pubblici. In Italia rendimenti BTP 10y +101 pb in un anno
In vista di un contesto che si teme possa essere caratterizzato da strette monetarie anche da parte di altre banche centrali - focus anche sul BCE Day dello scorso 10 settembre - gli investitori scaricano i bond, anticipando l’arrivo di Titoli di Stato con rendimenti più in linea con i tassi e dunque più appetibili rispetto a quelli in circolazione.
Monta la paura per i conti pubblici di Paesi già vulnerabili, in quanto caratterizzati da elevati livelli di debito pubblico e/o di deficit, come Italia e Francia, in vista di emissioni di Titoli di Stato che presenteranno rendimenti più alti, aumentando così la spesa per gli interessi sostenuta dai governi.
Nel caso dell’Italia, basti pensare che, nell’ultimo mese, i rendimenti dei BTP a 10 anni hanno riportato uno scatto di 45 punti base, volando di 91 punti base in un anno.
Nel caso della Francia e della Germania, lo scatto dei rendimenti è stato rispettivamente di 47 e 34 punti base nell’ultimo mese e di ben +101 e +83 pb su base annua.