Vediamo spesso pubblicità di metodi di trading infallibili, tattiche, strategie e opportunità su vari strumenti finanziari, ma il vero e proprio segreto per guadagnare è solamente uno: prima di guadagnare bisognerebbe concentrarsi sul non perdere soldi, ossia il principio di preservazione del capitale di investimento.
Moltissimi traders, o aspirati tali, si concentrano sul guadagnare, sul fare molti soldi, sulla ricerca dell’investimento migliore, ma di base non si può fare un investimento senza prima aver calcolato quanto capitale allocare e se l’investimento presuppone la preservazione del capitale nel lungo periodo. Vediamo insieme questo principio e come comporta un cambiamento radicale nello sviluppo di un proprio metodo di trading.
Il presupposto sbagliato
Molti traders, aspiranti tali, partono dal presupposto sbagliato secondo cui per fare soldi con il trading si deve cercare lo strumento perfetto, la strategia e il metodo migliore per “sbancare” il mercato, un qualcosa che di fatto non esiste all’interno del panorama dei mercati finanziari. Questa ricerca spasmodica della ricetta perfetta per fare trading distoglie l’attenzione dai principi cardine del trading che riguardano principalmente i presupposti basilari del money management e del risk management.
Secondo queste due discipline, che consistono nella gestione del rischio e delle proprie posizioni sul mercato, si devono misurare i rischi e aggiustarli in base a una certa regolarità che prevede una crescita del capitale di tipo esponenziale nel lungo periodo. Anche se queste due discipline risulteranno fondamentali per l’operatività di un trader, non serviranno comunque a sradicare la convinzione secondo cui esista un metodo infallibile o una strategia di trading formidabile.
Il problema si trova quindi nel primo approccio. Facciamo un esempio secondo il quale un trader ha un’ottima strategia, un buon money management e un buon risk management. A questo punto, se questo trader ha un mindset volto alla ricerca del gain a tutti i costi, arriverà al punto in cui probabilmente compirà errori grossolani, cosa che è successa alla maggior parte di quei trader che sono poi diventati professionisti.
Se questo trader si fosse focalizzato sul non perdere soldi, invece che cercare di farne il più possibile, avrebbe ridotto drasticamente la quantità di sbagli. Nel trading, l’errore è una componente fondamentale per quella che gli anglosassoni definiscono come “consistency”, ossia la costanza nel risultato e nella redditività della propria track record. Il principio secondo cui non bisogna perdere soldi è fondamentale proprio per evitare quegli errori apparentemente ininfluenti a livello di money management e di risk management, ma che fanno la differenza nella costanza e nella redditività di lungo periodo.
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“Non perdere soldi” e la gestione del capitale
Questo principio è tutto per coloro che fanno del trading la propria professione. Sicuramente anche ai professionisti capita un periodo dove si incappa nell’errore, ma è un errore solitamente misurato a priori e che rientra in una gestione del rischio che prevede la preservazione del capitale.
La differenza tra un trader che non riesce a guadagnare nel lungo periodo e uno che professionalmente guadagna in modo consistente, è puramente mentale e risiede nel vedere il trading come quell’attività che prevede la perdita minore possibile di capitale a fronte di un investimento.
Il trader professionista, che risulta consistente nel lungo periodo, fa in modo tale da compiere operazioni che intacchino il minimo possibile il proprio capitale e prevede a priori una perdita minima e un profitto potenziale multiplo della perdita potenziale. In pratica, oltre a settare un risk/reward vantaggioso, entra a mercato sapendo che riuscirà a coprire il rischio della sua posizione nel più breve tempo possibile.
Come applicare questo principio?
Cambiare prospettiva sull’attività di trading non è difficile, visto che questo è un lavoro dove la componente mentale/emotiva risulta essere determinante. Bisogna quindi focalizzarsi sul cercare una buona opportunità che sia in linea con un money management e con un risk management misurati e calcolati a priori, e che rientri all’interno di uno schema che prevede una perdita potenziale che non intacchi il capitale in modo consistente.
Inoltre, il trader si dovrebbe concentrare sulla parte che riguarda la possibilità di tagliare il suo rischio il prima possibile, ossia cercare di fare in modo che la sua posizione non vada in perdita. Questo lavoro lo si può compiere in diversi modi e con diverse modalità, tutte dipendenti dal tipo di strategia di trading e dalla tempistica media di investimento. Alla fine, cambiando il proprio approccio dal “voglio guadagnare molto” al “voglio preservare il mio capitale”, si arriverà a un cambiamento radicale nella propria visione del lavoro, che porterà inevitabilmente a un miglioramento dei risultati nel lungo periodo.
Inoltre, nelle prime fasi, si potrà ravvisare anche un enorme cambiamento circa l’operatività e il proprio modo di vedere i mercati finanziari.
Questo principio è quindi, molto probabilmente, il “segreto” vero e proprio che serve per migliorare e per avere risultati in questo lavoro oramai bistrattato e sporcato da false credenze, che ne screditano l’importanza e il prestigio.
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