Dopo il raddoppio scattato nel 2026, la manovra 2027 prevede un nuovo aumento della tassa sulle transazioni finanziarie. Sulle azioni acquistate in Borsa l’aliquota passerebbe dallo 0,2% allo 0,4%. Ecco cosa si sa, quanto costa un acquisto da 10.000 euro e chi non paga.
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Per chi compra azioni di società italiane a Piazza Affari, il conto della Tobin tax rischia di raddoppiare per il secondo anno di fila. La legge di Bilancio 2027, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, prevede un nuovo aumento dell’imposta sulle transazioni finanziarie. Presentando la manovra, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’ha indicato tra le coperture, accanto al contributo chiesto a banche e assicurazioni. Le due voci insieme valgono, secondo le sue parole, «circa 5 miliardi e più».
In conferenza stampa non sono state indicate le nuove aliquote, il Consiglio dei ministri parla genericamente di maggiori entrate dal settore finanziario.
Cos’è la Tobin tax e come funziona oggi
La Tobin tax italiana, in vigore dal 2013 e disciplinata dall’articolo 1, commi 491 e seguenti, della legge n. 228 del 2012, è un’imposta che si paga quando si acquistano azioni e strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti in Italia, cioè con sede legale nel nostro Paese. È dovuta da chi compra, a prescindere da dove risieda, ma a versarla è l’intermediario, la banca o l’impresa di investimento, che la addebita direttamente al cliente.
Sono escluse le società con una capitalizzazione media inferiore a 500 milioni di euro e il Ministero dell’Economia pubblica ogni anno l’elenco delle società esenti. L’imposta colpisce anche le operazioni sui derivati, con importi fissi per contratto, e le negoziazioni ad alta frequenza.
Il primo raddoppio è arrivato con la legge di Bilancio 2026, che dal 1° gennaio di quest’anno ha portato l’aliquota sulle azioni acquistate in Borsa o su sistemi multilaterali di negoziazione dallo 0,1% allo 0,2%, quella sugli acquisti fuori mercato dallo 0,2% allo 0,4% e quella sull’alta frequenza dallo 0,02% allo 0,04%.
Cosa cambia con la manovra 2027
Dal 2027 l’aliquota sulle azioni acquistate su mercati regolamentati e sistemi multilaterali raddoppierebbe di nuovo, dallo 0,2% allo 0,4%. Le versioni sulla stampa divergono invece sugli acquisti fuori mercato. Milano Finanza indica un raddoppio anche per questi, dallo 0,4% allo 0,8%. Le anticipazioni del Sole 24 Ore parlano di un aumento allo 0,6% e di un ritocco dell’aliquota sull’alta frequenza dallo 0,04% allo 0,06%.
Fino a quando la legge di Bilancio non sarà approvata in via definitiva dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, nessuna di queste aliquote può considerarsi certa, e il testo potrà ancora cambiare durante l’esame alla Camera e al Senato.
Quanto costa comprare azioni con la nuova Tobin tax
Per un risparmiatore che acquista in Borsa azioni di una società italiana soggetta all’imposta, l’effetto è semplice da calcolare. Su un acquisto da 10.000 euro la Tobin tax valeva 10 euro nel 2025, è salita a 20 euro nel 2026 e arriverebbe a 40 euro con la nuova aliquota. Su un investimento da 50.000 euro si passerebbe da 100 a 200 euro.
Il costo si aggiunge alle commissioni dell’intermediario e si paga solo sugli acquisti, non sulle vendite.
Chi è escluso dalla Tobin tax
L’aumento non riguarda tutti gli investimenti. Restano fuori dall’imposta le azioni di società estere, perché la Tobin tax colpisce solo i titoli emessi da società con sede legale in Italia, e quelle delle società italiane con capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro. Il decreto attuativo del ministero dell’Economia del 21 febbraio 2013 esclude espressamente le operazioni su obbligazioni e titoli di debito, e quindi anche quelle sui titoli di Stato. Lo stesso decreto lascia fuori il trasferimento di azioni o quote di organismi di investimento collettivo del risparmio, per cui le quote di fondi comuni ed Etf si comprano senza pagare la Tobin tax, anche se il fondo la sostiene quando a sua volta acquista azioni italiane.
Quanto incassa lo Stato?
Il primo raddoppio ha funzionato, almeno sul piano del gettito. Secondo il Bollettino delle entrate tributarie del dipartimento delle Finanze, nei primi otto mesi del 2026 la Tobin tax ha portato nelle casse pubbliche 917 milioni di euro, contro i 472 dello stesso periodo del 2025, con un aumento del 94,3%. In otto mesi il gettito ha già superato quello dell’intero 2025, che si era fermato a 710 milioni. La relazione tecnica della legge di Bilancio 2026 stimava invece maggiori entrate per 337,3 milioni l’anno.
Per il nuovo aumento, il governo punta a circa 500 milioni di euro nel primo anno, secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, e stima circa 1,7 miliardi nel triennio.
Le critiche degli intermediari
L’Associazione intermediari mercati finanziari (Amf Italia) parla di una «quadruplicazione del prelievo» in appena due anni e sostiene che l’imposta pesa sui risparmiatori, non sugli intermediari. Secondo l’associazione, su un acquisto da 10.000 euro si pagherebbero 40 euro in Italia contro zero a Francoforte o ad Amsterdam. Per limitare l’impatto sulle società più piccole, l’Amf chiede di alzare la soglia di esenzione da 500 milioni a 1 miliardo di euro di capitalizzazione.
Quando entra in vigore la nuova Tobin Tax?
Secondo le ricostruzioni, le nuove aliquote si applicherebbero dal 2027. La misura dovrà però passare l’esame del Parlamento, che deve approvare la legge di Bilancio entro il 31 dicembre, e potrebbe essere modificata con gli emendamenti. Aggiorneremo l’articolo appena sarà disponibile il testo del disegno di legge.
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