Il tennis è tornato ad avere una centralità importante nei discorsi sportivi italiani. Merito dei risultati sportivi degli ultimi anni, con uno scintillante Sinner in lotta per le primissime posizioni della classifica mondiale e una Nazionale in grado di vincere di nuovo la Coppa Davis dopo oltre 40 anni di attesa. Dietro a questi picchi più in generale c’è un movimento in crescita e che negli anni ha lavorato bene sulle proprie basi, allargando il bacino da cui attingere potenziali talenti da coltivare e crescere sotto ogni punto di vista, da quello tecnico fino a quello mentale. Alla luce di tutto questo il destino dei circuiti maschili e femminili del tennis mondiale riguarda da vicino anche il nostro Paese.
Si parla di destino perché ancora una volta l’Arabia Saudita potrebbe arrivare a cambiare radicalmente gli equilibri del tennis mondiali, se non altro da un punto di vista economico. Il piano di investimenti della famiglia reale saudita sullo sport è lì da vedere, sotto gli occhi di tutti: calcio, motori, golf, le risorse economiche non mancano e allora ecco che le proposte indecenti che come minimo fanno riflettere e vacillare arrivano una dietro l’altra alle più varie federazioni internazionali. Il tennis maschile, dopo l’epoca dei Federer, Nadal, Djokovic e in parte Murray, sembrava essersi inserito in un sentiero di transizione senza particolari picchi o personaggi da cui ripartire per una nuova narrazione emotiva e sportiva. Invece grazie a nomi come quello di Sinner, o Alcaraz, ecco che i riflettori sono tornati ad accendersi con poderosa intensità sul circuito e sui suoi protagonisti. Più variegata la situazione al femminile, dove si alternano volti e nomi senza che nessuno sia in grado di porsi come riferimento per l’intero movimento nel suo complesso.
Arabia Saudita, pronto 1 miliardo di dollari da investire nel tennis mondiale
Nuova era al maschile e potenziale da riscoprire al femminile. Che sia stato questo, o altro, fatto sta che a metà marzo, come raccontato dal quotidiano britannico The Telegraph, Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, ha informato i rappresentanti dei principali tornei mondiali (ad esclusione di quelli dello Slam) di un’offerta faraonica da parte di PIF che avrebbe messo sul piatto un miliardo di dollari per unire i circuiti maschili e femminili, rispettivamente ATP e WTA.
Un’offerta che non arriva dal nulla, visto che a fine febbraio era stata annunciata una partnership pluriennale tra ATP e PIF, con il fondo saudita sponsor degli eventi dell’Atp Tour a Indian Wells, Miami, Madrid, Pechino e alle Next Gen Atp Finals, ospitate a Gedda fino al 2027. La classifica ATP, inoltre, prende ufficialmente il nome di PIF ATP Rankings. Le grandi manovra sono quindi cominciate e l’Arabia Saudita, per rimanere in termini tennistici, non sembra volersi limitare a un ruolo da Master 1000, puntando invece a una sorta di Grande Slam economico per mettere le mani, e la propria metaforica racchetta, su ogni scambio del tennis mondiale.
Le Finals WTA intanto sono già diventate arabe, a rischio anche le maschili a Torino
Se il circuito maschile valuta e soppesa una proposta di quelle che ti fanno fermare a pensare, al femminile la situazione viaggia in modo più spedito. A inizio aprile, infatti, è arrivato l’annuncio ufficiale che nel triennio 2024-2026 le WTA Finals si giocheranno a Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita. La Federtennis saudita ha messo sul piatto 15,25 milioni di dollari di montepremi per l’edizione 2024, promettendo ulteriori aumenti in vista del 2025 e del 2026. Cifre che non si erano mai viste prima per l’atto finale della stagione al femminile.
Anche le Finals al maschile sembrano essere nelle mire arabe. E qui l’Italia osserva da molto vicino la questione perchè fino al 2025 è Torino la città designata per questo straordinario appuntamento che riunisce il meglio del tennis mondiale al maschile. E che ragionevolmente vedrà come grande protagonista anche Jannik Sinner. L’idea torinese sarebbe quella di prolungare l’accordo per altri due anni, si rincorrono però sempre più solide le voci secondo cui le ATP Finals cambieranno destinazione al termine dell’attuale accordo. Naturalmente con direzione Arabia Saudita.