Taglio parlamentari: con la riforma maggioranza di centrodestra ma la Lega da sola non vince

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una simulazione di come sarebbe il Parlamento, in base ai risultati delle europee, se si dovesse votare dopo il taglio dei parlamentari: M5S sfavorito, ampia maggioranza centrodestra ma Lega che da sola non vince.

Taglio parlamentari: con la riforma maggioranza di centrodestra ma la Lega da sola non vince

Come sarà il prossimo Parlamento dopo la riforma del taglio dei Parlamentari? Con la sforbiciata che dovrebbe essere ufficiale prima della fine dell’anno, a meno di un improbabile ricorso al Referendum, quando si svolgeranno delle nuove elezioni ci saranno 230 deputati e 115 senatori in meno.

Federico Fornaro per il Il Fatto Quotidiano ha quindi simulato come potrebbe essere la composizione del prossimo Parlamento, tenendo conto dei risultati delle elezioni europee di maggio e dell’attuale sistema elettorale denominato Rosatellum.

Secondo la simulazione, il centrodestra avrebbe una maggioranza sia alla Camera che al Senato, ma la Lega senza i suoi alleati Forza Italia e Fratelli d’Italia ancora non avrebbe i numeri per governare da sola.

Il più svantaggiato sarebbe il Movimento 5 Stelle visto il forte ridimensionamento alle ultime europee, mentre in proporzione il Partito Democratico non subirebbe forti scossoni con il tandem formato da +Europa e Italia in Comune che sarebbe oltre la soglia di sbarramento.

Il taglio dei parlamentari aiuta la Lega

Ormai manca soltanto la quarta lettura alla Camera, dove i gialloverdi godono di un’ampia maggioranza, poi la riforma del taglio dei parlamentari dovrebbe diventare legge visto che, a differenza di quanto avvenuto nel 2016, nessuno dovrebbe provare a proporre un Referendum.

Alle prossime elezioni politiche quindi si voterà sempre con il Rosatellum, a meno di improbabili accordi per cambiare la legge elettorale, che verrà adattato a questa sforbiciata di parlamentari: i deputati passeranno da 630 a 440, mentre i senatori da 315 a 200.

Considerando i voti ottenuti dai vari partiti alle recenti elezioni europee e questa cura dimagrante per il Parlamento, Federico Fornaro per Il Fatto Quotidiano ha simulato come potrebbe essere la prossima composizione di Camera e Senato nel caso si tornasse alle urne.


Elaborazione di Federico Fornaro per Il Fatto Quotidiano

Il centrodestra se si presentasse unito come nel 2018 avrebbe quindi un’ampia maggioranza sia alla Camera, 258 deputati su 400, che al Senato visti i 129 senatori attribuiti su un totale di 200.

Nella parte maggioritaria della legge elettorale il centrodestra unito otterrebbe 62 senatori e 123 deputati. Se la Lega si dovesse presentare da sola alle prossime elezioni potrebbe ottenere un buon numero di questi seggi, ma al momento sembrerebbe essere molto dura ottenere una maggioranza assoluta senza l’alleanza almeno con Fratelli d’Italia.

Nonostante sia atato il partito che ha voluto questa riforma, il 17% preso alle europee porterebbe a un forte ridimensionamento per il Movimento 5 Stelle. I pentastellati secondo la simulazione infatti passerebbero da 111 a 28 senatori e da 227 a 54 deputati. Da questo si capisce anche il perché del timore dei grillini che possa cadere l’attuale governo.

Il 22,7% ottenuto alle elezioni europee terrebbe a galla il Partito Democratico, che anzi in proporzione andrebbe ad aumentare la propria rappresentanza in Parlamento visto il miglior risultato di maggio rispetto le politiche.

La soglia di sbarramento del 3% verrebbe superata di un soffio da +Europa e Italia in Comune, mentre al momento sarebbero sotto sia i Verdi che La Sinistra anche se, in caso di un listone rossoverde, alla fine non ci dovrebbero essere problemi ad andare oltre l’asticella e quindi potrebbe cambiare qualcosa nei calcoli fatti in questa simulazione.

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