Il Governo rinvia al primo ottobre 2027 il blocco dei veicoli diesel Euro 5 nel Bacino Padano. Le regole, i Comuni coinvolti e l’impatto della proroga.
Il Consiglio dei Ministri del 24 settembre 2026 ha approvato un decreto legge che rinvia di un ulteriore anno il blocco della circolazione per i veicoli Euro 5 nel Bacino Padano. La nuova scadenza per l’entrata in vigore del divieto è stata fatta slittare dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027.
Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, in conferenza stampa ha espresso soddisfazione per il provvedimento, evidenziando come la misura eviti il blocco di centinaia di migliaia di lavoratori e conceda un anno in più alle Regioni per attuare interventi alternativi di mitigazione dell’inquinamento.
Stop diesel Euro 5, quali Regioni interessa?
Il divieto di circolazione con veicoli Euro 5 coinvolge Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. In particolare riguarda i Comuni con oltre 100.000 abitanti in cui avrebbero dovuto smettere di circolare i veicoli alimentati a gasolio Euro 5. Si tratta di vetture immatricolate tra il 2011 e il 2015 di categoria N1, N2 e N3.
Con l’intervento del Governo si salvano dalla limitazione oltre 1,4 milioni di veicoli.
Il provvedimento contenente «misure urgenti a tutela del comparto automobilistico e per la continuità operativa dei trasporti» (o più genericamente come «Decreto Euro 5 2026») non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il testo interviene modificando l’articolo 1, comma 2 del decreto legge n. 121 del 12 settembre 2023 che aveva fissato lo stop strutturale per i veicoli nel Bacino Padano.
Perché lo stop ai veicoli Euro 5 in Pianura Padana?
Lo stop strutturale riguarda le Regioni del Bacino Padano a causa di una sfavorevole conformazione geografica e delle procedure di infrazione dell’Unione Europea.
La Pianura Padana è circondata dalle Alpi e dagli Appennini che bloccano i venti e ostacolano un ricambio di aria. In autunno e in inverno questo fa in modo che gli inquinanti emessi dalle industrie, dall’agricoltura, dai riscaldamenti rimangano bassi accumulandosi. Questo rende la zona una delle aree con la peggiore qualità dell’aria.
Superando sistematicamente i limiti giornalieri e annuali per le polveri sottili e il biossido di azoto, l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia dell’Ue. Per evitare le sanzioni economiche le quattro Regioni della Pianura Padana hanno sottoscritto un accordo con il Ministero dell’Ambiente che prevede l’obbligo di adottare misure che abbattano le emissioni. I vecchi motori diesel sono stati individuati come uno dei bersagli per limitare le emissioni.
L’impatto dello stop in Lombardia
Questo secondo rinvio allo stop della circolazione dei veicoli Euro 5 regala un anno di respiro soprattutto alla Lombardia. Il blocco alla circolazione dal 1° ottobre 2026 avrebbe colpito i comuni con più di 100.000 abitanti: oltre a Milano, anche Brescia, Bergamo e Monza.
Anche se il decreto del Governo ha rimandato di un anno lo stop, questo non cancella i regolamenti comunali indipendenti. A Milano il divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5 nell’Area B e C è in vigore dal 1° ottobre 2024 e rimane attivo.
I 18 Comuni interessati
Il divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5 riguarda i Comuni con una popolazione superiore a 100.000 abitanti. Nel Bacino Padano si contano 18 Comuni, ovvero:
- Piemonte: Torino e Novara;
- Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo, Monza;
- Veneto: Venezia, Verona, Padova e Vicenza;
- Emilia Romagna: Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Rimini, Ferrara, Forlì, Piacenza.
I divieti riguarderanno anche i Comuni con più di 30.000 abitanti ad alta densità di smog stabiliti dalle delibere regionali.
Cosa accadrà il 1° ottobre 2027?
Il 1° ottobre 2027 scadrà la proroga concessa dal Governo e le quattro Regioni dovranno inserire le limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5.
Le auto interessate non potranno più circolare liberamente nelle aree urbane dei Comuni con più di 100.000 abitanti e in quelli segnalati dalle Regioni. I divieti si applicheranno soprattutto nei giorni dal lunedì al venerdì e nelle fasce orarie diurne.
Nel frattempo le Regioni dovranno tenere bassi i livelli di PM10 per cercare di rientrare nei parametri europei evitando il blocco definitivo dei veicoli. Se questo non accadrà lo stop che ha interessato i veicoli più vecchi (come gli Euro 4) si estenderà anche a quelli con motori Euro 5.