Saipem oggi quota intorno a è in pratica ad un +123% dai minimi di 52 settimane. Stellantis invece è al +16% ad 1 mese. Due titoli agli antipodi come storia recente, accomunati da una cosa sola: entrambi sono, o sono stati, nel mirino degli short seller. Eppure ultimamente stanno crescendo. E se dietro quella crescita ci fosse qualcosa che i grandi fondi hanno già visto prima di te? C’è un’opportunità reale dietro questa evidenza? Potrebbe esserci uno short squeeze epocale?
Se Saipem e Stellantis sono così pessime agli occhi del mercato, perché salgono? È una contraddizione solo apparente. Quello che succede sotto la superficie dei prezzi potrebbe essere molto più complesso, e molto più interessante, di quanto sembri. E Saipem resta il caso più evidente per massa di posizioni short aggregate, mentre i movimenti recenti mostrano che le ricoperture sono già iniziate su alcuni fronti.
Il titolo più shortato d’Italia: Saipem
Dall’ultimo aggiornamento Consob sulle posizioni nette corte, Saipem potrebbe essere il titolo più shortato di Piazza Affari, con 12 PNC che potrebbero coprire oltre il 10% del capitale. Per contestualizzare: il secondo titolo più shortato, Nexi, si fermerebbe al 6,79%. Non ci sarebbe paragone.
Ma c’è un dettaglio che potrebbe cambiare tutto. Le PNC dichiarate a Consob sarebbero frammentate tra almeno 9 hedge fund e investitori istituzionali, ognuno con una propria strategia di uscita. E la riduzione dal 12,6% all’11,24% sembrerebbe avvenendo mentre il prezzo è in rally. Questo non sembrerebbe un segnale da ignorare: quando le posizioni short calano mentre il titolo sale, potrebbe significare che qualcuno sta comprando per chiudere le scommesse al ribasso. E quella pressione d’acquisto si sommerebbe alla domanda ordinaria.
Sta accadendo qualcosa di insolito: sebbene Saipem sia storicamente al centro delle strategie short dei fondi, sembra che questo posizionamento si stia quanto meno allentando mentre il prezzo sale. La domanda è: fino a dove potrebbe andare?
Stellantis: il caso opposto, stessa logica
Su Stellantis la cosa potrebbe essere ancora più interessante. La narrativa dominante era chiara: titolo distrutto, dazi americani, crisi EV, dividendo sospeso. Uscire. Subito. Eppure si sta riprendendo, e non di poco.
Ma nelle ultime settimane anche lo scenario degli short sembrerebbe in evoluzione. Quando la narrativa dominante si incrina, e i numeri non la supportano più, potrebbe essere il momento in cui le cose si muovono nel verso opposto a quello atteso.
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Cos’è uno short squeeze e perché conta adesso
Uno short squeeze potrebbe essere uno dei movimenti più violenti e rapidi che esiste in Borsa. Un hedge fund vende allo scoperto un’azione che non possiede, scommettendo che scenda. Se il prezzo invece sale, il fondo perde denaro ogni giorno che passa. A un certo punto potrebbe essere costretto a comprare quelle azioni, anche a prezzi più alti, per chiudere la posizione e limitare le perdite. Questo acquisto forzato spingerebbe il prezzo ancora più su, obbligando altri short a fare lo stesso. È un effetto domino che potrebbe autoalimentarsi.
Le posizioni corte non sono solo una scommessa ribassista: in certe fasi potrebbero diventare carburante per il rialzo.
Quando molti fondi si concentrano sulle vendite allo scoperto e il contesto cambia improvvisamente, la ricopertura delle posizioni potrebbe trasformarsi in una spinta ulteriore ai prezzi.
Su Saipem le condizioni sembrerebbero esserci tutte: con oltre l’11% del capitale shortato ancora in campo e il prezzo già in rally, se il titolo rompesse i livelli chiave i fondi rimasti potrebbero essere costretti a coprirsi in fretta, innescando una wave violenta. Nulla di certo, ma il quadro tecnico e le dinamiche delle posizioni potrebbero renderlo uno scenario da tenere sotto osservazione.
Quindi …
Sapere che esistono posizioni short massicce su un titolo non significa automaticamente che un rimbalzo sia inevitabile. I mercati possono restare irrazionali più a lungo di quanto chiunque riesca a resistere. Quello che però vale la pena osservare, con attenzione e senza fretta, è la direzione in cui si stanno muovendo i grandi capitali: se chi ha scommesso al ribasso sta cominciando a coprirsi, potrebbe essere il segnale che qualcosa sta cambiando. Non una certezza. Un segnale. E spesso è tutto ciò che serve per non farsi trovare dalla parte sbagliata.