Siri AI debutta il 14 settembre con iOS 27, ma solo in inglese e non nell’Unione Europea: come funziona, quanto costa e perché in Italia bisogna aspettare
Apple ha annunciato alla WWDC 2026 una versione rivista da zero del suo assistente digitale. Si chiama Siri AI e vuole rappresentare una rivoluzione totale rispetto a come abbiamo conosciuto fino a oggi l’assistente di Cupertino. L’azienda ha spiegato che si tratta di un sistema costruito sull’architettura di Apple Intelligence aggiornata e sviluppata in collaborazione con i modelli di Google Gemini.
Dal keynote del 9 settembre 2026, quello che ha portato sul palco iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e il pieghevole iPhone Duo, sappiamo anche quando arriva e a quali condizioni. Il debutto è fissato per lunedì 14 settembre 2026 insieme a iOS 27, ma in versione beta e soltanto in lingua inglese.
L’accesso rimane invariato tramite il comando vocale Hey Siri, col pulsante laterale o con il menu dedicato dalla Dynamic Island, ma a cambiare sono le sue capacità. Questo nuovo assistente è infatti in grado di integrare la comprensione del contesto personale, la capacità di azione sulle app e la consapevolezza di ciò che viene mostrato sullo schermo, oltre all’interpretazione delle immagini e a un più ampio accesso alle informazioni.
In Italia e in Europa, però, ci sarà ancora da aspettare, e non solo per una questione di lingua. Per via del Digital Markets Act, Apple non distribuisce Siri AI nell’Unione Europea con il rilascio di iOS 27 e iPadOS 27, e non ha fornito alcuna tempistica. Vediamo insieme in questa guida tutto quello che c’è da sapere sul nuovo assistente AI per iPhone, incluse le novità sui limiti d’uso giornalieri confermati da Apple a settembre.
Come funziona Siri AI
Il nuovo assistente Siri AI è stato progettato per essere più conversazionale e capace di eseguire attività direttamente sulle app e su iPhone. A differenza delle versioni viste fino a oggi, Siri è in grado di attingere al contesto personale dell’utente tra messaggi, email e foto, di capire cosa viene mostrato sullo schermo, di accedere a conoscenze sul web più ampie e di compiere azioni.
Sul palco del 9 settembre Apple ha quantificato la portata dell’operazione: l’assistente è compatibile con oltre 300.000 app di terze parti e riceve più di 2,5 miliardi di richieste al giorno.
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Integrata direttamente nella Dynamic Island, Siri è accessibile scorrendo verso il basso. In alternativa, rimangono validi i comandi Hey Siri o il tasto laterale. Parliamo in generale di un motore vocale ridisegnato da zero che rende l’assistente più espressivo, con impostazioni regolabili durante la configurazione iniziale.
Andando nel pratico, durante la WWDC 2026 è stata mostrata sul palco una demo generale. L’utente ha chiesto a Siri AI come ottenere i biglietti per un concerto e, dopo la prima risposta, l’assistente ha automaticamente creato un promemoria sul calendario per ricordarsi di iscriversi al momento giusto.
Arriva anche la possibilità di rivedere e continuare conversazioni precedenti, proprio come succede con gli altri chatbot già presenti sul mercato. È il compito della nuova app dedicata a Siri, che raccoglie le conversazioni passate e le sincronizza in modo privato tra i dispositivi tramite iCloud, con l’obiettivo di competere con i colossi del settore come ChatGPT, Claude e Google Gemini.
Nell’app Fotocamera debutta poi la modalità Siri, che affianca le opzioni Foto, Video, Ritratto e Panorama e permette all’assistente di vedere ciò che l’utente inquadra per rispondere a domande e compiere azioni su quello che si trova davanti all’obiettivo.
Su iPhone Duo, il pieghevole presentato il 9 settembre e in vendita dal 23 ottobre, il display interno abilita un’altra possibilità: conversare con Siri AI su metà schermo mentre si consulta un contenuto sull’altra metà, grazie allo Split View introdotto da iOS 27.
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Quanto costa Siri AI
Siri AI è disponibile gratuitamente con l’aggiornamento a iOS 27. Non serve quindi sottoscrivere abbonamenti aggiuntivi come succede per altri chatbot: basta avere un dispositivo compatibile e aggiornare il software a iOS 27, iPadOS 27, macOS 27, watchOS 27 e visionOS 27.
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iOS 27 supporta iPhone 11 e modelli successivi, oltre a iPhone SE di seconda generazione e successivi, mantenendo la stessa compatibilità di iOS 26. Ma per le funzionalità avanzate di Siri AI serve un dispositivo che supporti Apple Intelligence: Apple indica come requisito iPhone 15 Pro e iPhone 15 Pro Max, oppure un iPhone 16 o successivo, quindi anche le linee iPhone 17, iPhone Air, iPhone 18 Pro e iPhone Duo.
C’è poi un requisito che non riguarda l’hardware: Siri AI non è accessibile agli utenti sotto i 13 anni.
I limiti d’uso giornalieri e l’accesso a pagamento
La gratuità, però, ha un perimetro definito. Nelle note ai comunicati pubblicati il 9 settembre, Apple ha confermato che alcune funzioni di Apple Intelligence che si appoggiano ai modelli eseguiti sui server saranno soggette a limiti d’uso giornalieri. Nell’elenco figurano:
- Siri AI;
- gli strumenti intelligenti di modifica delle foto, ossia Ripulisci, Extend e Spatial Reframing;
- Image Playground, che genera immagini da descrizioni testuali;
- i modelli AFM 3 Cloud utilizzati nell’app Comandi rapidi;
- le app di terze parti che sfruttano gli Apple Foundation Models tramite Private Cloud Compute.
Nel documento di supporto dedicato, Apple aggiunge due precisazioni. La prima è temporale: i limiti verranno applicati in futuro e non da subito, senza però indicare né la data né le soglie. La seconda riguarda il comportamento al raggiungimento del tetto: la funzione interessata diventa temporaneamente non disponibile per un certo periodo, dopo il quale l’accesso viene ripristinato. Non ci sono quindi rallentamenti o versioni ridotte, ma uno stop.
I limiti possono variare in base alla funzione, alla complessità della richiesta, al carico dei sistemi, alle politiche di sistema e ad altri fattori. E soprattutto Apple mette nero su bianco che un accesso ampliato a queste funzioni sarà disponibile a pagamento, senza però chiarire quanto costerà né come verrà proposto. Un indizio era già arrivato alla WWDC, quando l’azienda aveva spiegato che i piani iCloud+ più capienti avrebbero incluso un accesso ampliato alle funzioni soggette a limiti.
Un precedente concreto esiste già ed è quello delle telecamere di casa: alcune funzioni di Apple Intelligence nell’app Casa, come i riassunti dei video, sono disponibili per un numero di telecamere legato al piano sottoscritto, fino a 1 telecamera con il piano da 2 TB (9,99 euro al mese), fino a 2 con quello da 6 TB (29,99 euro al mese) e fino a 5 con quello da 12 TB (59,99 euro al mese). Apple precisa che numero di telecamere e caratteristiche dei piani potrebbero cambiare nel tempo.
Va infine ricordato che l’utilizzo è regolato dalle Apple Intelligence Usage Terms. Il passaggio più rilevante riguarda quello che l’azienda definisce uso irragionevole: un utilizzo eccessivo, abusivo, automatizzato, fraudolento o illegale, compreso quello che incide in modo sostanziale sulla disponibilità del servizio o sugli altri utenti, può essere limitato, rallentato, sospeso o sottoposto a vincoli aggiuntivi. A stabilire cosa sia irragionevole è Apple stessa, sulla base di volume di utilizzo, frequenza, complessità delle richieste, carico del sistema e schemi d’uso.
Quali sono i vantaggi rispetto al Siri di oggi
Siri AI ridisegna da zero ciò che è stato l’assistente vocale per iPhone fino a oggi. Ma quali sono i vantaggi concreti? Per prima cosa, le conversazioni sono reali e non semplici comandi. Col vecchio Siri era necessario pronunciare frasi precise, con poca tolleranza per le riformulazioni.
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Siri AI ha invece una comprensione profonda del contesto e vede cosa appare sullo schermo, per poter gestire anche azioni più complesse. Altro punto di forza è l’integrazione tra le app: Siri può eseguire azioni su più applicazioni, senza che l’utente debba passare manualmente dall’una all’altra.
Con Visual Intelligence, il nuovo assistente integra la comprensione delle immagini. Cosa vuol dire? Che se per esempio trovi un’immagine interessante, puoi chiedere a Siri di analizzare ciò che appare sullo schermo per avere informazioni dettagliate.
La privacy rimane al centro. L’elaborazione avviene con una combinazione di on-device processing e Private Cloud Compute, l’infrastruttura che secondo Apple estende alla nuvola le stesse garanzie di sicurezza del dispositivo, senza rendere i dati accessibili neppure all’azienda.
Infine non si può non menzionare l’integrazione con Google Gemini. Questo accordo tra due aziende da sempre competitor, confermato da Apple alla WWDC 2026, dà modo di sfruttare la potenza dei modelli di Big G su un assistente progettato da Apple, con l’elaborazione che resta all’interno dell’infrastruttura Private Cloud Compute di Cupertino.
Quando arriva in Italia Siri AI?
Ora la domanda sorge spontanea: ma quando arriva in Italia Siri AI? La risposta, purtroppo, è ancora la stessa di giugno: non si sa. E i motivi sono due, uno linguistico e uno normativo.
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Sul fronte delle lingue, Apple ha confermato durante il keynote del 9 settembre, per voce della VP of AI Product Marketing Lilian Rincon, che Siri AI debutta il 14 settembre soltanto in inglese. Da ottobre si aggiungeranno altre cinque lingue: francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo. L’italiano non compare in nessuna delle due tappe.
Attenzione a non confondere i due piani. Apple Intelligence nel suo complesso, di cui Siri AI è soltanto una parte, resta disponibile in sedici lingue, italiano compreso: cinese semplificato e tradizionale, coreano, danese, francese, giapponese, inglese, italiano, norvegese, olandese, portoghese, spagnolo, svedese, tedesco, turco e vietnamita.
Sul fronte normativo, il nodo è quello già noto. Siri AI non viene rilasciata nell’Unione Europea a causa del Digital Markets Act, e la nota ufficiale allegata ai comunicati di settembre è netta: inizialmente l’assistente non sarà disponibile nell’UE su iOS, iPadOS e watchOS, e con esso non lo saranno le funzioni che vi si appoggiano. La funzione non è disponibile nemmeno in Cina.
Nel pratico, agli utenti europei mancheranno la nuova app dedicata, i miglioramenti di Visual Intelligence, gli strumenti di scrittura, la modalità Siri nella fotocamera e le altre funzionalità annunciate alla WWDC 2026.
Si arriverà a un punto d’accordo? Il nodo è tutto di carattere legale. Secondo Apple, l’interpretazione del DMA da parte dei regolatori richiederebbe di concedere a qualsiasi sistema AI di terze parti un accesso pressoché illimitato al dispositivo dell’utente, senza garanzie sufficienti sul piano di privacy e sicurezza.
Apple ha proposto come soluzione alternativa un intermediario tecnico che avrebbe permesso agli assistenti virtuali di terze parti di sfruttare le medesime funzionalità di Siri AI sui dispositivi venduti nell’Unione Europea. I regolatori europei non hanno accettato nessuna delle proposte pervenute.
Siamo profondamente delusi dal fatto che i nostri utenti europei non potranno utilizzare Siri AI su iPhone o iPad con i nuovi aggiornamenti software che rilasceremo entro la fine dell’anno. La nostra speranza è di poter rendere disponibile Siri AI nell’UE in futuro e continueremo a collaborare con le autorità di regolamentazione europee per trovare una soluzione. Tuttavia, il loro rifiuto di collaborare in modo costruttivo su soluzioni che tutelino la privacy e la sicurezza significa che al momento non siamo in grado di fornire una tempistica per la disponibilità di Siri AI su iOS e iPadOS nell’UE
Le parole di Craig Federighi, vicepresidente senior Software Engineering di Apple, lasciano intendere che per il momento non ci sono margini di dialogo. Dall’altra parte, la Commissione Europea ha replicato che il diritto dell’Unione non è negoziabile e che non concederà esenzioni, respingendo l’idea che un solo assistente possa godere di un accesso privilegiato al dispositivo.
Resta comunque possibile utilizzare Siri AI su macOS 27 e su visionOS 27, ma non su iPhone e iPad.
Quando esce la versione definitiva di Siri AI
Il 9 giugno 2026, subito dopo il keynote di apertura della WWDC, Apple ha lanciato la beta per sviluppatori di Siri AI, seguita dalla beta pubblica nel mese di luglio.
Per la versione destinata a tutti, la data è ormai ufficiale: iOS 27 viene distribuito come aggiornamento gratuito lunedì 14 settembre 2026, quattro giorni prima dell’arrivo nei negozi di iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, previsto per venerdì 18 settembre. Insieme a iOS 27 debutta anche la nuova generazione di Apple Intelligence, disponibile in italiano.
Siri AI, però, arriva in versione beta e non come funzione finita. E per gli utenti italiani e del resto dell’Unione Europea la situazione non cambia: al momento non ci sono date né garanzie, i dialoghi con Bruxelles non sembrano andare avanti.