I due più importanti centri finanziari dell’Asia coincidono con Singapore e Hong Kong, rispettivamente al terzo e quarto posto dell’ultima edizione del semestrale Global Financial Centres Index (GFCI), ed entrambe alle spalle di Londra e New York.
In termini di competitività, Singapore è stata ritenuta migliore della città cinese in tutti e cinque i criteri utilizzati: ambiente imprenditoriale, capitale umano, infrastrutture, sviluppo del settore finanziario, reputazione e generale. Shanghai è salita di una posizione fino al sesto posto, proprio come Seoul, decima, mentre Pechino ha perso due slot scendendo al 15esimo posto.
Tornando al confronto Singapore-Hong Kong, subito dopo aver ottenuto l’indipendenza (1965) Singapore ha lavorato per trasformarsi in uno dei luoghi chiave della finanza mondiale, un rifugio per la ricchezza nonché casa prediletta dei gestori di fondi. La «Svizzera d’Asia» è riuscita ad accumulare abbastanza successi da diventare la regina indiscussa del continente. Come se non bastasse, le dure politiche Zero Covid varate da Pechino durante la pandemia e l’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong, hanno consentito alla città-stato di prosperare ulteriormente.
Già, perché di recente la metropoli ha attratto un non indifferente afflusso di operatori finanziari e imprese in fuga dal Porto Profumato. Certo, Singapore ha ancora molta strada da fare prima di sostituire Hong Kong come centro commerciale e base per le banche globali in cerca di una porta d’ingresso verso la Cina, ma intanto sta continuando ad allargare il divario con la rivale asiatica.
Il ruggito di Singapore
Nel periodo compreso tra il 2017 e il 2023, a Singapore la ricchezza supervisionata dal settore della gestione patrimoniale è raddoppiata, raggiungendo circa i 4mila miliardi di dollari (circa l’80% della ricchezza proviene dall’estero). BlackRock si sta espandendo a queste latitudini, così come l’Ontario Teachers’ Pension Plan, che ha chiuso il suo team azionario a Hong Kong. Anche le banche svizzere stanno entrando in azione: gli uffici di UBS Group AG dominano un intero isolato in un quartiere commerciale privilegiato, con uno staff di 3.000 persone, una palestra privata e un bar.
Secondo il Boston Consulting Group, Singapore vedrà la ricchezza straniera accumulata sul proprio territorio crescere del 9% nei prossimi cinque anni. Un boom che non può passare inosservato e che merita un piccolo approfondimento. Ad esempio, quali sono i segreti della megalopoli? Semplice: come ha ricordato il Time, Singapore vanta molte delle attrazioni della Svizzera, compresa la stabilità politica e una forza lavoro altamente istruita. Presenta inoltre basse aliquote fiscali sul reddito, zero prelievi sulle plusvalenze o sulle eredità e incentivi per le aziende multinazionali che stabiliscono sedi centrali in Asia.
La sua posizione geografica è inoltre privilegiata, sorgendo nel mezzo del sud-est asiatico. Nel 2020 il governo locale ha introdotto un nuovo tipo di struttura giuridica denominata società a capitale variabile che fornisce incentivi fiscali e legali per la creazione in loco di hedge fund, venture capital e società di private equity.
L’eclissi di Hong Kong
E a Hong Kong che cosa sta succedendo? Banchieri e investitori sono sempre più preoccupati per la repressione politica da parte della Cina. In attesa di capire se i timori sono reali o gonfiati dalle narrazioni mediatiche, Hong Kong ha perso la sua posizione - durata cinquant’anni - di economia più libera al mondo a favore di Singapore, secondo la classifica compilata dal think tank canadese Fraser Institute (che, tra le ragioni dell’eclissi del Porto Profumato, ha citato normative più restrittive e l’erosione dell’indipendenza giudiziaria).
Il calo degli affari nella Cina continentale, dove è in corso un rallentamento economico e una crisi immobiliare, sta inoltre spingendo le società finanziarie con sede a Hong Kong a tagliare posti di lavoro. “Negli ultimi anni, l’economia di Hong Kong ha vissuto molteplici stress test, le manifestazioni del 2019, poi il Covid e ora un’economia in rallentamento. Ma ci sono solo pochi centri finanziari internazionali e Hong Kong è uno di questi. Non dobbiamo perdere questo posto”, ha dichiarato Victor Li Tzar-kuoi, presidente di CK Hutchison e CK Asset Holdings, ma soprattutto uomo più ricco di Hong Kong.
La megalopoli è ancora la prima tappa per le aziende che sognano di far breccia in Cina, mentre il cortile economico di Singapore è molto più piccolo. La regione, composta da 10 nazioni, ha una popolazione di 680 milioni di abitanti e un’economia di 3mila miliardi di dollari, rispetto agli 1,4 miliardi di abitanti del Dragone e ad un’economia di 18mila miliardi di dollari. Come se non bastasse, anche Singapore ha i suoi nodi da sciogliere. La sua reputazione è stata colpita da alcuni scandali, tra arresti di politici, indagini per casi di corruzione e accuse di riciclaggio di denaro. Per il momento, tuttavia, i riflettori restano puntati sulla Svizzera dell’Asia, ancora prima piazza finanziaria del continente.