Si può lasciare tutta l’eredità solo a una persona?

Simone Micocci

14 Settembre 2026 - 15:20

Una zia lascia tutta l’eredità a un solo nipote. È tutto legittimo, vi spieghiamo perché.

Si può lasciare tutta l’eredità solo a una persona?

Sta facendo molto rumore la notizia di una zia che ha scelto di lasciare tutta l’eredità a un solo nipote: circa 800 mila euro tra immobili e conti correnti, escludendo gli altri parenti.

Una decisione che ha aperto uno scontro in famiglia e riportato l’attenzione su una domanda: si può destinare l’intero patrimonio a una sola persona attraverso il testamento?

La risposta dipende dalla situazione familiare di chi fa testamento. Quando si parla di eredità, infatti, bisogna distinguere tra quota di legittima, che la legge riserva a determinati familiari, e quota disponibile, che il testatore può lasciare a chi preferisce.

Non tutti i parenti hanno quindi diritto a una parte del patrimonio: la tutela riguarda il coniuge, anche la parte dell’unione civile, i figli e, nelle condizioni previste dalla legge, i loro discendenti oppure gli ascendenti. I nipoti intesi come figli di fratelli e sorelle, invece, non sono legittimari.

In assenza di familiari ai quali la legge riserva una quota, la libertà di scelta può quindi estendersi all’intera eredità. Restano però da rispettare i requisiti di validità del testamento, comprese le regole sulla forma e sulla capacità del testatore, che al momento della redazione deve essere capace di intendere e di volere.

Il caso di queste ore aiuta a capire proprio quando è possibile lasciare tutto a una sola persona e quali contestazioni possono sollevare i parenti esclusi.

Nella vicenda dell’anziana modenese, infatti, gli altri nipoti hanno impugnato il testamento sostenendo che i suoi problemi alla vista le impedissero di scriverlo autonomamente e che la sua mano fosse stata guidata da qualcuno. Come vedremo, però, i giudici hanno respinto queste contestazioni, confermando la validità delle ultime volontà della donna.

Come è stato possibile per la zia lasciare tutto al nipote

Alla luce di quanto spiegato sopra, è chiaro perché la zia abbia potuto lasciare tutto a un solo nipote: in assenza di eredi legittimari, l’intero patrimonio può essere assegnato attraverso il testamento.

I nipoti intesi come figli di fratelli e sorelle, infatti, non hanno diritto a una quota riservata. Possono ereditare secondo le regole della successione legittima quando manca un testamento, ma la loro presenza non impedisce di destinare tutti i beni a uno solo di loro.

La vicenda è comunque arrivata davanti ai giudici perché gli altri nipoti contestavano l’autenticità del testamento. La donna era affetta da maculopatia essudativa, una patologia che compromette la vista: secondo i parenti esclusi, non avrebbe potuto scrivere autonomamente le proprie volontà e il documento sarebbe stato redatto con la mano guidata da un’altra persona.

Tuttavia, prima il Tribunale di Modena e poi la Corte d’appello di Bologna hanno respinto le contestazioni, in quanto la perizia ha ricondotto alla donna la scrittura dell’intero testamento, mentre dalla documentazione clinica non sono emerse compromissioni cognitive o alterazioni motorie tali da impedirle di scrivere autonomamente.

I problemi alla vista, quindi, non sono stati sufficienti a dimostrare l’invalidità del documento: la scelta di lasciare tutto al nipote è stata confermata.

Quando si può lasciare tutta l’eredità tramite testamento

Ricapitolando, in assenza di legittimari l’intero patrimonio può essere lasciato liberamente a una sola persona, anche estranea alla famiglia. È quanto può accadere quando gli unici parenti rimasti sono fratelli, sorelle o i loro figli, ai quali la legge non riserva una quota di legittima.

Se invece ci sono legittimari, bisogna rispettare i loro diritti. Nel dettaglio, la quota riservata non è sempre uguale, ma cambia in base alla composizione della famiglia. La parte restante, chiamata quota disponibile, può essere destinata a chi si preferisce, anche per favorire uno degli stessi familiari.

Familiari presenti Quota di legittimaQuota disponibile
Solo un figlio, senza coniuge ½ al figlio ½
Due o più figli, senza coniuge ⅔ ai figli, in parti uguali ⅓
Solo il coniuge, senza figli né ascendenti ½ al coniuge ½
Coniuge e un figlio ⅓ al coniuge e ⅓ al figlio ⅓
Coniuge e due o più figli ¼ al coniuge e ½ ai figli, in parti uguali ¼
Solo ascendenti, senza coniuge né discendenti ⅓ agli ascendenti ⅔
Coniuge e ascendenti, senza discendenti ½ al coniuge e ¼ agli ascendenti ¼

Al coniuge, o alla parte di unione civile, ricorrendone i presupposti, spettano anche i diritti di abitazione sulla casa familiare e di uso dei mobili che la arredano.

Pensiamo, ad esempio, a una persona che ha tre figli, non ha un coniuge e vuole lasciare a uno di loro la maggior parte del suo patrimonio netto di 400 mila euro. In questo caso, ai figli sono riservati complessivamente i due terzi del patrimonio, da dividere in parti uguali: a ciascuno spetta quindi una quota di legittima di circa 88.889 euro.

Il terzo restante, pari a circa 133.333 euro, costituisce invece la quota disponibile e può essere assegnato interamente al figlio che si vuole favorire, aggiungendolo alla sua legittima.

Attraverso il testamento, quindi, questo figlio potrebbe ricevere complessivamente circa 222.222 euro, mentre agli altri due andrebbero circa 88.889 euro ciascuno. Una distribuzione che permette di attribuire a una sola persona più della metà del patrimonio, rispettando comunque i diritti degli altri figli.

Questo esempio ci dimostra come in presenza di legittimari non è comunque vietato regolare tutta l’eredità con un testamento: è possibile farlo, a patto di riservare le quote riservate.

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