Scandalo New financial technology: si possono recuperare i soldi persi?

10 Agosto 2022 - 22:35

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Sarebbe la prima truffa nel mondo dei Bitcoin quella portata avanti dalla società New financial technology. Ma è possibile per gli investitori recuperare i soldi? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Scandalo New financial technology: si possono recuperare i soldi persi?

Non è mai esistito alcun investimento in Bitcoin da parte della New Financial Technology (Nft), società di Silea, Treviso, che prometteva dei rendimenti mensili del 10% grazie a un complesso algoritmo per le criptovalute. Società che sembra essere svanita nel nulla così come i risparmi di numerosi investitori. Sarebbe questo il primo caso di truffa legato al mondo dei Bitcoin in Italia.

Sono, infatti, più di seimila i risparmiatori italiani che avendo creduto nelle potenzialità della società, avrebbero perso il proprio capitale. Le perdite vanno dai 10.000 euro fino addirittura a 300.000 euro per alcuni investitori, e per alcuni ciò ha significato la perdita di tutti i propri risparmi.

Stando ai primi calcoli, il buco lasciato dalla società sarebbe di 100 milioni di euro, cifra ancora da verificare. E se per adesso non è possibile sapere con sicurezza la cifra precisa, una certezza esiste: dei fondatori della New Financial Technology, nata nel trevigiano, ma con una sede legale a Londra al momento non c’è alcuna traccia. Davanti a una simile notizia cerchiamo di capire cosa è successo e se è possibile per i risparmiatori recuperare i soldi persi. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Scandalo New financial technology: cosa è successo?

Spariti i fondatori della Nft e con loro anche anche tutti i risparmi che avrebbero ottenuto da piccoli investitori tra Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardi e Lazio, lasciando dietro di sé un buco da quasi 100 milioni di euro, stando ai primi calcoli ancora da verificare.

La storia della New Financial Technology è, con ogni probabilità, una replica dell’illegale schema di Ponzi - nome che prende origine dall’uomo che lo inventò negli anni Trenta. Lo schema prevede un sistema di vendite piramidali, i nuovi investitori della società finanziano inconsapevolmente i rendimenti di chi ha investito precedentemente.

Eppure questo sistema apparentemente “perfetto” presenta un’enorme falla: quando per qualsiasi motivo la società non riesce più ad attrarre nuovi investitori, la macchina truffaldina smette di funzionare e tutto si blocca. È probabilmente in questo modo che oltre seimila risparmiatori italiani hanno perso i propri soldi, convinti di investire il proprio capitale in un investimento dato per “sicuro”, a fronte di un investimento da almeno 10mila euro.

La società prometteva rendimenti mensili del 10% grazie a un algoritmo che avrebbe investito il denaro in criptovalute, utilizzando la tecnica dell’arbitraggio. Il Bitcoin infatti può valere in un determinato momento qualche dollaro in più o in meno su una piattaforma piuttosto che su un’altra.

Come spiegato dal presidente di Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, la truffa in sé non riguarda le criptovalute, il Bitcoin sarebbe stato usato solo come specchietto per le allodole, “sfruttando il grande entusiasmo che c’è dietro a questi prodotti”. Altro indizio che mette in dubbio la natura della società è il fatto che i contratti firmati dai clienti non siano stati accompagnati da alcun prospetto informativo - obbligatorio in Italia. E adesso oltre 6mila cittadini italiani dovranno fare i conti con la possibilità di aver perso i propri soldi.

Scandalo New financial technology: si possono recuperare i soldi persi?

Prima di capire se i risparmiatori potranno recuperare i soldi persi, è importante sottolineare che “non esistono soldi facili, neanche con le criptovalute”, come spiegato dal Massimiliano Dona, anzi, oggi i Bitcoin rappresentano l’investimento più rischioso in assoluto.

Al momento diversi studi legali in Italia si starebbero preparando ad assistere i propri clienti in tribunale contro la società. E se c’è chi ha perso alcune migliaia di euro, l’investimento minimo era di 10.000 euro, qualcuno ha perso addirittura fino a 300.000 euro. E se in molti sperano ancora che la società restituisca indietro i risparmi, come riportato anche da altre testate come Repubblica, i risparmiatori dovranno fare i conti con la possibilità - se non certezza - di non recuperare i soldi persi. Gli unici modi per riaverli indietro potrebbe essere la decisione della società di restituire gli investimenti iniziali, oppure nel caso in cui i risparmiatori vadano in tribunale. Intanto i risparmiatori, quasi sicuramente truffati, si dicono preoccupati se non abbattuti per aver perso tutti i loro risparmi.

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