Saudi Pro League, il calciomercato non è più lo stesso di prima

Francesco Nasato

12/09/2024

Rispetto alla pazza estate del 2023 il campionato arabo ha cambiato strategia nelle sue operazioni di calciomercato.

Saudi Pro League, il calciomercato non è più lo stesso di prima

Ne avevamo parlato già lo scorso marzo e i mesi estivi del calciomercato hanno solo confermato quello che già si sussurrava e raccontava negli scorsi mesi. Il calciomercato 2024 della Saudi Pro League sarà ricordato, ma non per gli stessi motivi che hanno inciso nella memoria di molti le operazioni del calcio saudita dell’estate 2023. Se lo scorso anno la strategia delle squadre arabe era stata molto aggressiva su cartellini e ingaggi dei giocatori, la sessione che si è conclusa lo scorso 2 settembre ha presentato a conti fatti uno scenario profondamente mutato.

I segnali, però, come dicevamo, erano affiorati già in primavera e raccontati da Bloomberg che spiegava come le indicazioni della famiglia reale avessero come obiettivo chiaro quello di ridurre le perdite in modo da costruire un calciomercato interno più sostenibile. I numeri con cui si è chiusa la campagna acquisti delle squadre del campionato arabo sono lì a dimostrare che sì l’approccio è stato diverso rispetto a quanto avvenuto nel 2023. Con inevitabili ricadute anche a livello europeo, con molte squadre che si sono ritrovate «prive» delle risorse provenienti dall’Arabia Saudita, magari in seguito a una cessione a peso d’oro, per avviare con più convinzione trattative in entrata. Un domino che si è interrotto quasi subito perché, semplicemente, la Saudi Pro League non ha fatto cadere la prima tessera.

Rispetto al 2023 le spese per il calciomercato sono dimezzate

La metà. Il calciomercato in Arabia Saudita per il 2024 si è concluso con i club che hanno speso di fatto la metà di quanto avevano fatto rispetto al 2023. Il conto finale dice 960 milioni lo scorso anno contro i 480 della finestra appena terminata. Molto diversi per peso, palmares e interesse mediatico anche i nomi che hanno accettato le offerte provenienti dall’Arabia. Il trasferimento più oneroso è stato quello di Moussa Diaby dell’Aston Villa, per il quale l’Al-Ittihad ha speso 60 milioni di euro. Siamo lontani da nomi come Neymar. Certo ci sono stati altri acquisti a cifre importanti e che hanno coinvolto nomi abbastanza conosciuti in Europa: Simakan all’Al Nassr per 45 milioni, Toney all’Al Ahli per 42 milioni, mentre l’Al Hilal campione in carica si è regalato Joao Cancelo dal Manchester City per 30 milioni. Per completezza bisogna anche sottolineare che alcune regole del campionato saudita, insieme alle spese esagerate del 2023, hanno in parte contribuito a questo «rallentamento». Nel dicembre 2023 infatti la lega Araba ha allargato a 10 il numero dei giocatori stranieri tesserabili dai club, ma due devono essere nati dal 2003 in poi. Inoltre è stato ridotto da 30 a 25 il numero di giocatori tesserabili. Inevitabile quindi che dopo lo shopping sfrenato del 2023, con tantissimi giocatori stranieri portati in Arabia, molti club si siano trovati con pochi slot disponibili ancora da poter occupare.

Niente più stato: i club della Saudi League saranno privatizzati

Attenzione poi ad un’altra situazione che probabilmente si svilupperà nei prossimi e che potrebbe avere ricadute significative anche sugli investimenti dei club e in generale sul calciomercato. Nelle scorse settimane infatti il Ministero dello sport saudita ha annunciato che tutte le squadre di calcio della Saudi Pro League saranno privatizzate. Al momento il campionato conta 18 squadre, di cui 4 già venduti e acquistati dal Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano del regno, mentre 6 sono in vendita da agosto e gli altri 8 saranno messi sul mercato in un secondo momento. Sempre il Ministero ha precisato che gli obiettivi principali del “Privatization Program” nel calcio sono il miglioramento della governance amministrativa e finanziaria dei club sportivi, la creazione di un ambiente favorevole agli investimenti sportivi e l’aiutare i club a essere finanziariamente sostenibili. Obiettivo dichiarato a suo tempo è quello negli anni di portare il campionato arabo nell’elite delle competizioni sportive a livello internazionale.