Sanremo e il fenomeno delle meteore: successo effimero o vero valore?

Guido Giaume

12 Febbraio 2025 - 07:15

Il successo immediato non è sinonimo di valore duraturo, così come la popolarità politica o la notorietà finanziaria non garantiscono necessariamente competenza e risultati nel lungo periodo.

 Sanremo e il fenomeno delle meteore: successo effimero o vero valore?

Il Festival di Sanremo si sta aprendo in questi giorni, e come ogni anno si ripropone il fenomeno delle cosiddette «meteore».

Ma chi sono le meteore?

Sono quei cantanti che riescono a ottenere un grande successo in un’edizione del festival, salvo poi scomparire quasi completamente dal panorama musicale nei mesi o negli anni successivi. Il fenomeno delle meteore è affascinante e porta con sé una serie di riflessioni che vanno oltre la musica, toccando anche la politica e persino gli investimenti.

Il piano cartesiano del valore e del successo

Albert Einstein distingueva tra «persone di successo» e «persone di valore», sostenendo che le due categorie non coincidessero necessariamente. Immaginiamo di rappresentare questo concetto su un piano cartesiano:

- Asse orizzontale: Valore, inteso come il possesso di alte doti intellettuali e morali, unite a un elevato grado di capacità professionale.
- Asse verticale: Successo, inteso come la capacità di riconoscere e interpretare il sentire comune, ovvero di connettersi emotivamente con un vasto pubblico.

Da questa rappresentazione emergono quattro quadranti:

1. Persone di valore ma non di successo: Artisti di grande talento che per varie ragioni non riescono a ottenere un riconoscimento ampio. Magari non hanno la giusta esposizione mediatica, non si adattano alle mode o semplicemente non hanno l’intelligenza emotiva necessaria per coinvolgere il grande pubblico. Restano spesso nel settore musicale, in nicchie di culto, senza però sfondare nel mainstream.

2. Persone di valore e di successo: Gli artisti che possiedono sia talento che la capacità di farsi riconoscere. Sono coloro che resistono nel tempo, diventando «big» della musica italiana e ritornando al Festival di Sanremo anche dopo decenni.

3. Persone di successo ma non di valore: Le vere meteore. Non hanno un talento straordinario, ma riescono a cogliere il momento giusto. Magari propongono una canzone che interpreta il sentire popolare di un preciso istante storico, ma non riescono a replicare il successo nel tempo. Una volta passato il momento di gloria, spesso abbandonano il settore musicale per dedicarsi ad altro.

4. Persone né di valore né di successo: Questi semplicemente non arrivano al Festival di Sanremo. Come direbbe Don Mariano nel romanzo Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, sono i «quaquaraquà», privi sia di talento che di rilevanza pubblica.

Il parallelo con la politica e gli investimenti

Questo schema non si applica solo alla musica. Anche la politica è dominata da un meccanismo simile. In una democrazia il voto spesso premia non chi ha valore, ma chi ha successo. Molti governanti emergono solo per la loro capacità di intercettare il sentimento popolare del momento. E a votarli sono spesso persone che restano abbagliate. Non sorprende che questo poi conduca a scelte miopi e dannose nel lungo periodo.

Lo stesso ragionamento si applica al mondo degli investimenti.
La massa anziché valutare il valore si lascia attrarre da chi si presenta come consulente di successo e investe in strumenti finanziari «di moda».
Un tempo almeno ci si poteva affidare alla regola spannometrica dell’anzianità di servizio per distinguere le istituzioni finanziarie serie da quelle meno affidabili.
Se una banca o una società di investimento avevano una lunga storia alle spalle, ciò era visto come una garanzia almeno parziale di serietà e stabilità.

Purtroppo, da quando le banche hanno cambiato pelle e da cassaforte della famiglia sono diventati consulenti che dirottano il risparmio dei clienti verso chi li paga di più, il mondo finanziario è diventato estremamente complicato: nuovi attori emergono rapidamente, e le realtà consolidate possono perdere o hanno già perso affidabilità.
Questo rende impossibile applicare il vecchio metodo dell’anzianità e aumenta il rischio di affidarsi a chi ha solo «successo» momentaneo.
Quindi una prima regola spannometrica oggi è di diffidare da chi si fa pubblicità. Perché la pagano i clienti.

Il Festival di Sanremo quindi non è solo uno spettacolo musicale, ma uno specchio della società. Ogni anno emergono nuovi artisti e, tra loro, alcune meteore destinate a brillare per un istante e poi scomparire.
Ma il successo immediato non è sinonimo di valore duraturo, così come la popolarità politica o la notorietà finanziaria non garantiscono necessariamente competenza e risultati nel lungo periodo.

Einstein ci aveva visto giusto: il successo e il valore non coincidono sempre, e distinguerli è essenziale per fare scelte consapevoli, in musica come nella vita.