Finanza e transizione climatica: «Occorre dstinguere le quotate che mettono la sostenibilità fra le loro priorità», l’intervista a Samuel Grantham

Sara Bracchetti

17 Novembre 2022 - 17:06

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Per l’analista finanziario di Abrdn, protagonista al Lugano Finance Forum, è giunto il momento che la finanza contribuisca a tutelare la salute del pianeta.

Finanza e transizione climatica: «Occorre dstinguere le quotate che mettono la sostenibilità fra le loro priorità», l'intervista a Samuel Grantham

Quale ruolo deve assumere la finanza nella transizione climatica che, sempre di più, rappresenta una priorità del vivere collettivo?
Di equilibrio, specialmente attraverso il comportamento più o meno virtuoso delle compagnie che la fanno. A sostenerlo è Samuel Grantham, Chartered Financial Analyst di Abrdn, società di investimento globale nel Regno Unito, quotata alla Borsa di Londra. In una lunga intervista concessa a Moneymag.ch, Grantham - che sarà tra i relatori del Lugano Finance Forum in programma il 22 novembre - ha chiarito come i problemi ambientali, o i comportamenti virtuosi che li contrastano, sono responsabili anche della stabilità economica internazionale.

Gestione del problema

Se dunque il riscaldamento globale non sarà gestito in maniera efficace, inevitabilmente saranno intaccati anche i bilanci delle istituzioni finanziarie. Preservare l’ambiente dunque, rappresenta una priorità anche per la finanza.
«Il significato va cercato all’interno della condizione economica attuale - sostiene Grantham -. C’è la ricerca di un equilibrio fra la finanza e il comportamento più o meno virtuoso delle compagnie che la fanno. Bisogna cominciare a distinguere e prendere in considerazioni quelle società che, quotate in Borsa, mettono l’efficienza e la sostenibilità fra le loro priorità».

Un bivio obbligato

Le strade definite dall’analista di fronte alle quali si apre il destino dell’uomo sono essenzialmente due: medicina o adattamento; curare oppure adeguarsi.
La domanda sul tavolo è dunque: che cosa abbiamo bisogno di fare? «Se oggi fermassimo le emissioni e l’inquinamento, ci sarebbe comunque bisogno di tempo per trovare un equilibrio. Il percorso è lungo. Noi, però, abbiamo bisogno di rimanere concentrati sull’obiettivo. Non abbassare la guardia e capire come possiamo aiutare la finanza ad aiutare il clima, attraverso gli investitori e gli investimenti».

Il ruolo delle banche

Uno sforzo non da poco visto che, per stessa ammissione di Grantham, «Le banche non sono abbastanza sensibili alle green emission. L’80% non prende in adeguata considerazione il cambiamento climatico. Il target dev’essere la decarbonizzazione. Quindi, tornando alle strade da prendere di cui si parlava all’inizio, il 98% dovrà essere cambiamento, il 2% adattamento».

La transizione energetica si prefigura dunque come un viaggio cruciale per l’esistenza stessa dell’uomo, destinato a coinvolgere tutti i settori, finanza inclusa. L’obiettivo? La riduzione delle emissioni.

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