Riunione BoE: QE in espansione, nuovi stimoli da 150 miliardi di sterline

Bank of England interviene in modo massiccio per sostenere l’economia del Regno Unito: le ultime decisioni della riunione BoE su QE e tassi di interesse.

Riunione BoE: QE in espansione, nuovi stimoli da 150 miliardi di sterline

Bank of England sotto i riflettori nel Regno Unito: oggi, 5 novembre, l’istituto centrale ha dato nuove indicazioni sulla politica monetaria.

BoE ha deciso di intervenire in modo massiccio, con un’espansione del QE in parte inaspettata.

Sullo sfondo, infatti, c’è una nazione in difficoltà: il blocco recentemente imposto da Johnson, che appare come un vero e proprio lockdown per frenare la diffusione del coronavirus, potrebbe schiacciare l’economia già in affanno.

Ieri, 4 novembre, il PMI dei servizi del Regno Unito ha mostrato un ribasso allarmante, lasciando intravedere segni di contrazione.

Quali sono, quindi, le decisioni e le previsioni di BoE valutate nella riunione di oggi?

Bank of England: le decisioni su QE e tassi interesse

Bank of England ha potenziato il suo programma di acquisto di obbligazioni di 150 miliardi di sterline (195 miliardi di dollari), espandendo la politica del QE più del previsto più grandi del previsto.

I funzionari guidati dal governatore Andrew Bailey hanno votato all’unanimità per aumentare il loro obiettivo di acquisto di asset a 895 miliardi di sterline e mantenere il tasso di interesse di riferimento allo 0,1%.

L’acquisto di obbligazioni extra, rispetto ai 100 miliardi di sterline stimati dagli economisti, inizierà a gennaio e terminerà entro la fine del 2021.

La banca centrale sarà pronta ad accelerare il ritmo degli acquisti se le condizioni economiche e di mercato mostreranno ulteriori segni di peggioramento.

BoE ha così allentato la politica monetaria quattro volte da marzo, inondando l’economia del Regno Unito di liquidità per mantenere bassi i costi dei prestiti e aiutare il Governo a sostenere la lotta alla pandemia.

Le previsioni di BoE sull’economia: cosa aspettarsi?

La banca centrale prevede che l’economia del Regno Unito si ridurrà dell’11% nel 2020, con una contrazione più pesante di quanto previsto ad agosto (-9,5%). I rischi per la ripresa sono orientati al ribasso nelle valutazioni dei funzionari BoE.

La disoccupazione è stata prevista al picco del 7,75% nel secondo trimestre del prossimo anno, molto al di sopra della sua lettura più recente del 4,5%.

Il prodotto interno lordo dovrebbe crescere del 7,25% nel 2021, in modo più debole della previsione precedente del 9%.

Per quanto riguarda l’inflazione, in media i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,5% nei dodici mesi fino a settembre, al di sotto dell’obiettivo del 2%.

La diffusione del Covid e la crescita più lenta dell’economia britannica hanno probabilmente ridotto l’inflazione, perché quando le persone non spendono tanto, le imprese tendono ad aumentare meno i prezzi.

In questa cornice, l’intervento della BoE ha lo scopo di riportare in target i prezzi.

L’azione monetaria dell’istituto centrale arriva lo stesso giorno in cui il Regno Unito entra in un nuovo blocco parziale di quattro settimane per contenere un’ondata di infezioni da virus.

Il Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak si è rivolto proprio oggi al Parlamento sul sostegno del Governo alle imprese e alle famiglie proprio. L’annuncio più importante è stato l’estensione del programma governativo di copertura dell’80% dei salari per i lavoratori delle aziende costrette a chiudere.

Il piano di acquisto di obbligazioni, che ora è più del doppio della sua dimensione pre-crisi, è stata la misura preferita dalla BoE. Assorbendo la maggiore emissione di debito del Governo, mantiene stabili i mercati e bassi i costi di prestito.

Lo stimolo fungerà anche da ammortizzatore per eventuali interruzioni causate dall’uscita del Regno Unito dal mercato unico dell’Unione Europea alla fine dell’anno. Anche la Brexit, infatti, resta un nodo tutto da sciogliere che aumenta l’instabilità economica.

Il seguente paragrafo è stato scritto prima della riunione BoE.

Riunione BoE: cosa deciderà? Occhio ai mutui

Con la chiusura di attività non essenziali da questa settimana, gli economisti stanno riducendo le loro stime per la crescita del Regno Unito nei prossimi tre mesi.

Ciò porterà a un aumento della disoccupazione, rendendo i consumatori più preoccupati per il loro futuro finanziario e gli istituti di credito ipotecario ancora più diffidenti riguardo alla tenuta e alla garanzia dei loro libri di prestito.

Per la Banca d’Inghilterra, questo è un problema. L’istituto ha ridotto i tassi di interesse ufficiali a un minimo storico dello 0,1% nel tentativo di stimolare i prestiti.

Ma nel mercato dei mutui del Regno Unito, le banche e le società di costruzione hanno aumentato costantemente l’importo che addebitano sui mutui immobiliari a tasso fisso più diffusi. Per una famiglia che prende in prestito il 90% del valore della sua casa, il costo di un mutuo fisso di due anni è salito al 3,32%, il livello più alto in più di cinque anni.

Quindi gli sforzi della banca centrale sono stati vani nel tentativo di alleviare il peso del debito supportato dalla maggior parte dei consumatori.

Un ulteriore motivo di incertezza e criticità, quindi, per il futuro prossimo dell’economia del Regno Unito. E una valutazione in più per la decisione della Bank of England nella riunione di domani, 5 novembre.

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