Riscaldamento globale: entro il 2100 il 3,3% dei ghiacci in meno

2 Settembre 2022 - 17:03

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Un innalzamento di 27cm del livello del mare entro il 2100. Lo studio su Nature Climate Change dimostra come lo scioglimento dei ghiacci artici sia stata sottostimata.

Riscaldamento globale: entro il 2100 il 3,3% dei ghiacci in meno

Anche se il mondo dovesse smettere da oggi di emettere gas a effetto serra, la fusione dei ghiacci polari è ormai inesorabile. E la conseguente risalita del livello dei mari sarà ben peggiore rispetto alle previsioni sulle quali si è finora basato l’Ipcc, il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.

I ghiacci della Groenlandia perderanno almeno il 3,3 per cento del loro volume

A spiegarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Climate Change, secondo il quale la fusione della calotta glaciale della Groenlandia potrebbe raggiungere livelli “allarmanti” e, appunto, sottostimati in precedenza. I glaciologi autori del paper hanno spiegato infatti che il riscaldamento globale attuale provocherà la perdita del 3,3% del volume complessivo dei ghiacci dell’isola nordica. Il che produrrà una crescita del livello dei mari pari a 27,4 centimetri.

E ciò, appunto, anche qualora il mondo dovesse adottare misure drastiche e immediate di contenimento delle emissioni, al fine di limitare da subito la crescita della temperatura media globale. Non è possibile sapere con precisione quando si produrrà la risalita degli oceani, ma i ricercatori indicano che la maggior parte del fenomeno si verificherà entro il 2100.

Le stime sulla risalita del livello dei mari considerate “prudenti”

Jason Box, principale autore dello studio e scienziato presso il Servizio geologico nazionale della Danimarca e della Groenlandia, ha sottolineato come gli stessi dati indicati dall’analisi siano “prudenti”. Se infatti venissero mantenuti ogni anno i livelli di fusione registrati nel 2012, la crescita del livello dei mari potrebbe raggiungere i 78 centimetri. E molto di più considerando non solo la Groenlandia ma gli effetti delle fusioni glaciali di tutto il mondo.

Tutto ciò provocherà la sommersione di immense aree costiere in tutto il mondo, con la conseguente perdita non solo di territorio disponibile ma anche di ecosistemi. Verranno distrutte inoltre infrastrutture, messe in pericolo vite umane e si genereranno immensi flussi migratori sia all’interno delle nazioni che all’esterno. Senza dimenticare la sorte di alcuni atolli del Pacifico, che rischiano – letteralmente – di sparire dalle carte.

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