Rimborso 730 in arrivo a marzo 2027: scopri chi riguarda lo slittamento, i motivi dei controlli dell’Agenzia delle Entrate e le regole per i modelli senza sostituto.
Chi rischia di ricevere il rimborso del 730/2026 solo a marzo 2027? Il momento del rimborso Irpef è l’appuntamento fiscale più atteso da milioni di lavoratori dipendenti e pensionati perché consente di recuperare le imposte versate in eccesso e di fruire delle detrazioni e delle deduzioni maturate nel corso dell’anno d’imposta precedente.
Di norma le operazioni di conguaglio fiscale sono molto veloci e avvengono nei mesi estivi o al massimo all’inizio dell’autunno (dipende da quando si presenta la dichiarazione dei redditi) direttamente in busta paga per i lavoratori dipendenti o con il cedolino della pensione per i pensionati.
Il calendario dei rimborsi fiscali, però, non si applica in modo uniforme e in alcuni casi l’accredito delle somme subisce uno slittamento fino al marzo dell’anno successivo a quello di presentazione del modello dichiarativo. Il ritardo nell’erogazione dell’importo non deriva da disservizi, da ritardi accidentali o da un intoppo burocratico, ma dall’applicazione rigorosa dei criteri normativi previsti dall’Agenzia delle Entrate. Il superamento di determinate soglie del credito o la presenza di elementi di incoerenza fanno scattare, infatti, controlli preventivi da parte dell’amministrazione tributaria.
Vediamo chi rischia di veder sfumare la possibilità di ricevere il rimborso entro il 2026 e perché questo accade.
Ritardi per chi presenta la dichiarazione senza sostituto
Ovviamente è necessario sfruttare il sostituto di imposta poiché se si presenta la dichiarazione dei redditi senza sostituto per avere le somme spettanti è necessario attendere fine anno. In alcuni casi, alcuni contribuenti, con o senza sostituto d’imposta, dovranno attendere fino a marzo 2026 per ricevere il rimborso.
Indipendentemente dalla presenza del sostituto di imposta, infatti, per chi ha un rimborso che supera i 4.000 euro potrebbero esserci ritardi abbastanza corposi nella liquidazione. La regola vale sia per chi attende il rimborso dall’Agenzia delle Entrate, sia per chi lo attende in busta paga, tanto per chi lo presenta in autonomia, quanto per chi si avvale dell’ausilio di Caf e patronati. Lo stesso ritardo, inoltre, lo rischiano anche i contribuenti le cui dichiarazioni presentano elementi di incoerenza (detrazioni troppo alte rispetto alle spese comunicate all’Agenzia delle Entrate da soggetti terzi).
I controlli dell’Agenzia delle Entrate sui rimborsi
Quando si tratta dei rimborsi fiscali, l’Agenzia delle Entrate effettua dei controlli mirati alla prevenzione delle frodi. L’attenzione si focalizza in modo particolare sui crediti di importo superiore al 4.000 euro.
I controlli che il Fisco opera sul modello 730 sono essenzialmente tre:
- controllo automatico (tramite sistemi che verificano la coerenza dei dati dichiarati con quelli presenti nell’Anagrafe tributaria);
- controllo formale (con cui si verificano anche i documenti a supporto della dichiarazione e, solitamente, vengono realizzati a campione);
- controllo di merito (se si riscontrano anomalie nei controlli automatici e formali, si richiedono ulteriori verifiche).
Quando dal 730 risulta un rimborso che supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate avvia procedure e controlli aggiuntivi per andare a verificare che i dati dichiarati corrispondano a verità. A prevedere i controlli aggiuntivi è l’articolo 5, comma 3-bis del Dlgs 175 del 21 novembre 2014.
Dalla scadenza del termine ultimo per inviare la dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate ha quattro mesi di tempo per effettuare i controlli preventivi (possono essere automatizzati oppure richiedere la presentazione della documentazione che attesta redditi e spese). I rimborsi, a questo punto, sono congelati fino al termine dei controlli, ma devono essere erogati entro sei mesi dalla scadenza di presentazione del modello.
Quando il rimborso del 730 slitta a marzo?
Supponiamo che un contribuente che presenta un 730/2026 da cui risulta un rimborso di importo superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate ha a disposizione quattro mesi dalla scadenza di presentazione (fino alla fine di gennaio 2026). Il rimborso è erogato al termine dei controlli, ma non oltre marzo 2026 (ovvero entro sei mesi dalla scadenza per la presentazione del modello).
Va chiarito che non necessariamente i rimborsi oltre i 4.000 euro sono soggetti a ritardo: se dai controlli automatizzati non emergono anomalie il Fisco potrebbe anche non effettuare altri approfondimenti in merito e il rimborso potrebbe essere liquidato anche prima.