Ricorso voto esame Maturità: quando si può fare, come e quanto costa

Isabella Policarpio

19/06/2020

09/06/2021 - 17:00

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Contro un voto troppo basso o una bocciatura all’esame di Maturità si può fare ricorso al Tar, ma bisogna provare gli errori della commissione o l’ingiustizia del voto. Tutte le info utili.

Ricorso voto esame Maturità: quando si può fare, come e quanto costa

Fare ricorso contro un voto ingiusto all’esame di Stato o la bocciatura è possibile, ma attenzione, prima di intraprendere la procedura - che può rivelarsi molto costosa - è bene sapere quando è possibile e quali sono le ipotesi in cui si hanno maggiori probabilità di vincere.

In caso di accoglimento del ricorso, il Tar (che è il tribunale amministrativo competente per esami e concorsi pubblici) ordinerà una valutazione ulteriore del candidato in base alla prova d’esame già sostenuta.

Il ricorso al Tar contro il voto della commissione, la bocciatura o la non ammissione all’esame è una procedura complessa di cui andremo a spiegare i vari step.

Ma prima di ricorrere alle vie legali ricordiamo che bisogna essere spinti da validi e concreti motivi come una forte antipatia da parte del professore o errori formali in sede di correzione degli elaborati, ragioni che non sempre è facile provare.

Se sei convinto a procedere con il ricorso, ecco cosa devi sapere e quello che devi fare.

Esame di maturità: come fare ricorso in caso di bocciatura

Se la bocciatura è meritata non c’è nulla da fare, bisognerà ripetere l’anno. Invece se si ritiene di essere stati vittima di un’ingiustizia si può fare ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo della Regione di residenza in cui si è svolto l’Esame di Stato.

I casi in cui è possibile fare ricorso contro la bocciatura sono disciplinati da una sentenza del 2008 del Tar Lazio e sono i seguenti:

  • irregolarità amministrative/formali, ad esempio la mancanza di una firma o l’irregolare composizione della commissione esaminatrice;
  • manifesta illogicità nella valutazione;
  • evidente disparità di trattamento rispetto agli altri studenti ad esempio quando un professore prende di mira un alunno e lo discrimina per qualsivoglia motivo.

    Vincere il ricorso in caso di bocciatura è un’ipotesi difficile da realizzare, ed è bene saperlo per non creare false illusioni. Tuttavia se alla base della doglianza ci sono seri, gravi e comprovate ragioni è giusto far valere i propri diritti. Pensiamo ad esempio agli errori commessi nell’attribuzione del punteggio se non vengono rispettare a dovere le griglie di valutazione.

Ricorso contro un voto ingiusto e troppo basso

Quanto detto per la bocciatura vale anche in caso di voto ingiusto. Questo significa che, prima di fare ricorso al Tar, bisogna essere certi che l’ingiustizia sia palese, evidente e non di poco conto, altrimenti le possibilità di vincere e ottenere una seconda valutazione sono davvero poche.

Anche in caso di voto ingiusto, lo studente deve provare:

  • irregolarità amministrative/formali, ad esempio la mancanza di una firma su un verbale;
  • manifesta illogicità nella valutazione;
  • evidente disparità di trattamento rispetto agli altri studenti.

Per fare chiarezza, riportiamo il testo della sentenza 7262/2008 del Tar che recita:

“Le valutazioni sulla preparazione degli studenti sono espressione di valutazioni di natura tecnico/didattica non sindacabili nel merito, se non in caso di manifeste contraddizioni o illogicità nel procedimento. Nel caso di impugnazione di valutazioni provenienti da Commissione di maturità, non è sufficiente contestare vizi di natura formale della valutazione negativa espressa potendo questa risultare illegittima solo qualora si possa dimostrare che, a causa dei lamentati vizi della specie su riferita, la determinazione e/o il giudizio finale risultassero irrimediabilmente informati per erroneità dei presupposti, per travisamento dei fatti, per manifeste contraddizioni, per disparità di trattamento tra candidati ovvero, ancora, per illogicità manifesta”.

Come si fa e quanto costa il ricorso al Tar

Per promuovere un ricorso al Tar occorre rispettare una tempistica ben precisa: entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione dei quadri dove si apprende la bocciatura o il voto d’esame.

Come abbiamo anticipato, fare ricorso al Tar può essere molto costoso, anche perché è necessario rivolgersi ad un avvocato specializzato in diritto amministrativo.

Mediamente il ricorso al Tar costa dai 3.500 ai 4.000 euro, tuttavia non ci sono vincoli alla parcella dell’avvocato e quindi il prezzo può salire sensibilmente in base all’esperienza e al prestigio del legale a cui ci si rivolge.

Per maggiori dettagli, si consiglia di consultare l’articolo “Come si fa ricorso al Tar: tempi e costo”

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