Ricorso voto esame Maturità: quando si può fare, come e quanto costa

Antonella Ciaccia

09/06/2022

09/06/2022 - 11:45

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Chi prenderà un voto che non pensava di meritare o sarà bocciato ingiustamente potrà presentare ricorso al Tar provando gli errori della commissione o l’ingiustizia subita. Vediamo come fare.

Ricorso voto esame Maturità: quando si può fare, come e quanto costa

Anche quest’anno si avvicinano le date per l’esame di maturità: speriamo per tutti in un esame tranquillo, commissioni ben disposte e colloqui orali meno stressanti di quanto ci si potrà aspettare. Però purtroppo ci sono anche situazioni in cui l’esito dell’esame si conclude con un voto troppo basso rispetto alle aspettative o addirittura una bocciatura non proprio attesa o prevista. Cosa fare in questi casi?

La legge ci spiega come, quando e perché si può ricorrere contro la bocciatura all’esame di Stato o un voto troppo basso.

Prima del ricorso al tribunale amministrativo tuttavia, è bene richiedere l’accesso agli atti all’Istituto scolastico e verificare se siano stati commessi davvero errori di calcolo/valutazione e ingiustizie.

Vincere il ricorso contro la bocciatura alla Maturità non è cosa da poco: i genitori e lo studente ricorrente dovranno provare in tribunale eventuali errori formali della commissione o disparità di trattamento rispetto ad altri studenti, cosa non facile da dimostrare.

Ci sono poi i costi da affrontare che non sono marginali e per questo bisogna percorrere la strada del ricorso al Tar soltanto se si è convinti che il voto attribuito o la bocciatura siano palesemente ingiusti.

In questa guida spiegheremo come fare, le tempistiche e altre informazioni utili.

Chiedere l’accesso agli atti dell’esame

Prima di procedere con le vie legali, è consigliabile richiedere gli atti relativi all’esame di Maturità, sia gli scritti che i verbali dell’interrogazione orale. L’accesso agli atti è un diritto che la Scuola non può negare ai genitori, purché la richiesta sia conforme e motivata. La procedura di richiesta accesso agli atti occorrono 30 giorni all’istituto scolastico.

Dopo aver verificato i verbali e confermata l’idea di non meritata bocciatura si potrà ricorrere al Tribunale amministrativo della Regione di residenza in cui si è svolto l’Esame di Stato.

Spesso è lo stesso Istituto a predisporre il modulo da consegnare presso la segreteria per richiedere l’accesso agli atti e ai documenti dell’esame.

Una volta ricevuta la documentazione i genitori e lo studente potranno farsi una prima idea sulle ragioni della bocciatura o del voto inferiore alle aspettative e decidere se procedere con il ricorso oppure no.

Ricordiamo che l’accesso agli atti scolastici è gratuito, eccetto il costo della riproduzione delle fotocopie.

Esame di maturità: come fare ricorso in caso di bocciatura

Se la bocciatura è meritata non c’è nulla da fare, bisognerà ripetere l’anno.

Se si sceglie di fare ricorso al Tar per una bocciatura però si pensa di esser stati vittima di un’ingiustizia. In tal caso si può fare ricorso al Tribunale amministrativo della Regione di residenza in cui si è svolto l’Esame di Stato.

Con la sentenza 7262 del 2008, il Tar del Lazio ha così spiegato i casi in cui è possibile presentare ricorso in caso di bocciatura all’esame di maturità:

«Le valutazioni sulla preparazione degli studenti sono espressione di valutazioni di natura tecnico/didattica non sindacabili nel merito, se non in caso di manifeste contraddizioni o illogicità nel procedimento. Nel caso di impugnazione di valutazioni provenienti da Commissione di maturità, non è sufficiente contestare vizi di natura formale della valutazione negativa espressa potendo questa risultare illegittima solo qualora si possa dimostrare che, a causa dei lamentati vizi della specie su riferita, la determinazione e/o il giudizio finale risultassero irrimediabilmente infirmati per erroneità dei presupposti, per travisamento dei fatti, per manifeste contraddizioni, per disparità di trattamento tra candidati ovvero, ancora, per illogicità manifesta»

Cosa significa? I casi in cui è possibile fare ricorso contro la bocciatura sono stati delineati come segue:

  • irregolarità amministrative/formali, ad esempio la mancanza di una firma o l’irregolare composizione della commissione esaminatrice;
  • manifesta illogicità nella valutazione;
  • evidente disparità di trattamento rispetto agli altri studenti ad esempio quando un professore prende di mira un alunno e lo discrimina per qualsivoglia motivo.

Vincere il ricorso in caso di bocciatura è un’ipotesi difficile da realizzare, ed è bene saperlo per non creare false illusioni. Tuttavia, se alla base della doglianza ci sono seri, gravi e comprovate ragioni, è giusto far valere i propri diritti.

Pensiamo, ad esempio, agli errori commessi nell’attribuzione del punteggio se non vengono rispettare a dovere le griglie di valutazione.

Ricorso contro un voto ingiusto e troppo basso

C’è anche chi sceglie di fare ricorso anche per un voto troppo basso e quanto detto per la bocciatura vale anche in caso di voto ingiusto.

Anche in questa situazione, prima di fare ricorso al Tar, bisogna essere certi che l’ingiustizia sia palese, evidente e non di poco conto, altrimenti le possibilità di vincere e ottenere una seconda valutazione sono davvero poche.

Anche in caso di voto ingiusto, lo studente deve provare:

  • irregolarità amministrative/formali, ad esempio la mancanza di una firma su un verbale;
  • manifesta illogicità nella valutazione;
  • evidente disparità di trattamento rispetto agli altri studenti.

Come si può desumere però, è più difficile riuscire a portare avanti il ricorso perché bisognerà ottenere più prove a favore per l’ingiusta e scorretta valutazione da parte dei professori.

La ragione della valutazione non obiettiva della commissione dell’esame di maturità, ossia per disparità di trattamento con gli altri candidati è difficile da provare.

La disparità di trattamento è un evidente indice sintomatico di un particolare vizio dell’atto amministrativo, ossia l’eccesso di potere, ma come provarlo è cosa ardua.

I criteri, in generale, sono quelli indicati sopra ma la valutazione deve essere ben pensata perché di base l’esame è passato e la strada del ricorso richiede motivazioni ben solide.

Come si fa e quanto costa il ricorso al Tar

Per promuovere un ricorso al Tar occorre rispettare una tempistica ben precisa: entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione dei quadri dove si apprende la bocciatura o il voto d’esame.

Come abbiamo anticipato, fare ricorso al Tar può essere molto costoso, anche perché è necessario rivolgersi ad un avvocato specializzato in diritto amministrativo.

Mediamente il ricorso al Tar costa dai 3.500 ai 4.000 euro, ma la parcella dell’avvocato può salire sensibilmente se ci si rivolge ad uno studio prestigioso e specializzato.

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