Le richieste di Elliott dopo superamento del 2,5% di Pernod Ricard

Luca Fiore

12/12/2018

Pernod Ricard in evidenza a Parigi dopo che il Fondo Elliott ha portato la quota detenuta nel colosso degli alcolici sopra il 2,5%. Elliott ha le idee chiare: la società dovrebbe cedere i brand non strategici e considerare operazioni straordinarie.

Le richieste di Elliott dopo superamento del 2,5% di Pernod Ricard

Azione Pernod Ricard in particolare evidenza sul listino parigino con un rialzo del 3,63% a 145,60 euro. Gli acquisti sono dettati dalla notizia che il fondo Elliott Management possiede una partecipazione superiore al 2,5% nel secondo gruppo mondiale nel settore degli alcolici.

Nonostante la perdita di importanti quote di mercato, il gruppo, rileva la nota del fondo, “ha un significativo potenziale di miglioramento” e rappresenta “una delle opportunità di investimento più interessanti del settore”.

Elliott, che ha asset in gestione per 35 miliardi di dollari, ritiene che il gruppo, che tra i brand annovera lo champagne Mumm, il whisky Jameson e la vodka Absolut, potrebbe prendere in considerazione la cessione di marchi non più strategici e valutare altre opzioni, tra cui la fusione con un’altra grande azienda di alcolici.

Governance inadeguata e mancanza di prospettive

“Un contesto caratterizzato da una corporate governance inadeguata e da una mancanza di prospettive esterne ha contribuito ad una sottoperformance”, rileva il fondo. “Miglioramenti in seno alla governance e a livello operativo potrebbero permettere a Pernod di sbloccare gran parte del valore della società”.

Elliott ha inoltre annunciato di aver scritto al board della società “per condividere le analisi e le prospettive per la creazione di valore”.

Pernod Ricard è nata dalla fusione delle omonime aziende: la famiglia Ricard detiene ancora la maggioranza delle azioni (15,19%).

Shopping anche in Germania?

L’annuncio del superamento del 2,5% in Pernod Ricard arriva a pochi giorni dall’indiscrezione dello shopping di azioni Bayer. In questo caso, il fondo guidato da Paul Singer avrebbe proposto una scissione del colosso tedesco.

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