La reazione di Trump alla decisione della Fed di alzare i tassi USA per la prima volta dal 2023. I commenti su Warsh e sul FOMC.
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Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha perso tempo per attaccare la Federal Reserve, dopo il primo rialzo dei tassi USA dal 2023 annunciato ieri, mercoledì 16 settembre 2026, dalla banca centrale americana.
Nel mirino non è finito tuttavia il Presidente della Fed Kevin Warsh, nei confronti del quale ha rimarcato la propria fiducia.
Trump ha attaccato piuttosto l’intera commissione di politica monetaria dell’istituzione, ovvero il FOMC.
Trump rimarca fiducia in Warsh. L’attacco è contro l’intero FOMC
Ai giornalisti che gli hanno chiesto se avesse ancora fiducia in Warsh dopo il rialzo dei tassi di 25 punti base con cui la Federal Reserve ha portato i tassi alla nuova forchetta compresa tra il 3,75% e il 4%, Trump ha risposto affermativamente, scagliandosi piuttosto contro il board responsabile delle decisioni di politica monetaria, ovvero contro il Federal Open Market Committee (FOMC):
“Mi fido di Kevin ma, vedete, lui opera all’interno di un comitato molto difficile, ha un board che è stato messo lì da altre persone. E io l’ho detto, ho parlato con Kevin e gli ho detto: ’Tanto vale che tu voti insieme al consiglio. Non farà alcuna differenza’”.
Trump ha aggiunto che “la Commissione è molto ostile, molto politicizzata, e sta facendo la cosa sbagliata”, nel senso che “sta alzando i tassi per far sì che le cose per Trump vadano nel modo peggiore possibile”.
Trump alla Fed: tassi dovrebbero essere dell’1% o meno. Abbassateli in fretta!
Il presidente USA ha risposto alle domande dei giornalisti prima di recarsi a un evento elettorale a sostegno di Michael Whatley, candidato repubblicano al Senato, in vista delle imminenti elezioni midterm per il rinnovo del Congresso degli Stati Uniti.
Trump ha lanciato inoltre un chiaro appello alla Fed dal suo social Truth, scrivendo a caratteri cubitali “LOWER THE INTEREST RATES FOR THE UNITED STATES OF AMERICA, AND FAST!”, chiedendo dunque alla Fed di “abbassare i tassi di interesse degli Stati Uniti, e in fretta”.
Nel post su Truth, il Presidente americano ha scritto che “i tassi di interesse negli Stati Uniti dovrebbero essere pari all’1%, o anche meno, perché siamo di gran lunga il Paese con il miglior merito creditizio al mondo”.
Ieri la Federal Reserve ha alzato i tassi sui fed funds motivando la decisione con il trend dell’inflazione degli Stati Uniti che, come ha detto lo stesso Presidente Kevin Warsh, “è troppo alta”.
Trump torna a minacciare stop commercio con Paesi con cui USA è in deficit
Il Capo della Casa Bianca ha continuato, facendo notare che gli Stati Uniti stanno vivendo una fase di “pieno BOOM grazie ai nuovi investimenti!”, risfoderando poi la minaccia di interrompere i rapporti commerciali con tutti i Paesi nei confronti dei quali gli Stati Uniti sono in deficit:
“Se smettessimo di commerciare con tutti i Paesi con cui abbiamo un deficit commerciale, cioè la maggior parte di essi, guadagneremmo almeno 1.500 miliardi di dollari all’anno”.
Non è mancata la seguente puntualizzazione: “La parola ’deficit’ non è altro che un termine elegante per dire ’perdita’”.
Trump ha poi rincarato la dose, scrivendo nel post pubblicato su Truth che “stiamo ’sostenendo’ quasi tutti i Paesi del mondo, qualcosa che non può continuare ancora a lungo”.
Il trend dell’EUR-USD, USD-JPY e GBP-USD post Fed e in attesa Bank of England e Bank of Japan
La reazione di Wall Street e dei Treasury al rialzo dei tassi USA è stata negativa, mentre il dollaro è salito nei confronti dell’euro, balzando al record delle ultime sette settimane, con il cambio EUR-USD sceso fino a quota $1,1456.
Occhio al trend del dollaro nei confronti della sterlina, in attesa dell’annuncio sui tassi che arriverà oggi dalla Bank of England.
In evidenza anche il rapporto dollaro-yen, alla vigilia dell’annuncio sui tassi da parte della Bank of Japan.
Lo yen è sceso nei pressi dei minimi delle ultime due settimane nei confronti del dollaro dopo l’annuncio della Fed, per poi recuperare terreno. Il rapporto USD-JPY è infatti in calo dello 0,30% circa, a quota 155,75.
Recupera anche l’euro-dollaro, poco mosso a $1,1468, mentre il cambio GBP-USD è anch’esso ingessato, oscillando attorno a $1,3380.
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