Niente più modulo da stampare, firmare e ricaricare, niente copia del documento d’identità. Per entrare nella Rete del lavoro agricolo di qualità (RLAQ), l’elenco tenuto dall’INPS delle aziende agricole in regola con lavoro, contributi e fisco, dal 20 ottobre 2026 basta una domanda online semplificata. L’Istituto lo ha comunicato con una notizia pubblicata il 4 novembre. Per avere un’idea delle dimensioni della Rete: secondo l’ultimo elenco pubblicato, al 22 ottobre le imprese già iscritte erano 13.668.
La semplificazione tocca la procedura, non le regole per entrare, che restano severe. Ed è su quelle che si decide se la domanda viene accolta, accolta con riserva o respinta.
Cosa cambia con la domanda semplificata
Le novità indicate dall’INPS sono tre: l’esonero dall’obbligo di allegare il documento di identità, la domanda interamente digitale (che elimina stampa e sottoscrizione cartacea) e la verifica automatica della posizione INPS agricola attiva. In pratica il sistema controlla da sé che l’azienda abbia una posizione aperta nella gestione agricola, senza che il richiedente debba dimostrarlo.
Resta invece indispensabile una PEC: l’indirizzo va indicato, confermato o modificato all’interno della procedura, ed è lì che arriverà l’esito. Per entrare nel servizio servono le credenziali digitali richieste dalla pagina di accesso INPS (SPID, CIE o CNS). La domanda si invia dal servizio «Rete del lavoro agricolo di qualità - Iscrizione», raggiungibile dalla scheda dedicata sul portale INPS, e il suo stato si può seguire in ogni momento: compila modulo, trasmessa, presa in carico, accolta, accolta con riserva (quando servono ulteriori verifiche), respinta.
Un dettaglio da tenere d’occhio: la stessa scheda, aggiornata il 3 novembre, nella parte espansa delle istruzioni descrive ancora il caricamento del documento di riconoscimento, mentre poche righe sopra dice che dal 20 ottobre non serve più. Chi trova ancora il campo nel modulo farà bene a seguire quello che chiede la procedura online.
Chi può iscriversi e con quali requisiti
La Rete è stata istituita dall’articolo 6 del decreto-legge 91/2014, poi rafforzato dalla legge 199/2016 contro il caporalato. Possono chiedere l’iscrizione le imprese agricole dell’articolo 2135 del Codice civile, cioè chi coltiva il fondo, alleva animali o fa selvicoltura e attività connesse. Il regolamento della Cabina di regia adottato il 15 gennaio 2025 aggiunge che l’impresa deve essere iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese: le domande di imprese non agricole vengono dichiarate irricevibili, cioè scartate già al momento dell’invio, senza arrivare all’esame. Svolgere anche altre attività non è un ostacolo, purché abbiano carattere autonomo e separato.
I requisiti fissati dal testo vigente dell’articolo 6 sono cinque:
- nessuna condanna penale per violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale e salute e sicurezza, per delitti contro la pubblica amministrazione, l’incolumità pubblica, l’economia pubblica, l’industria e il commercio, il sentimento per gli animali, in materia di imposte sui redditi e IVA, e per i reati degli articoli 600, 601, 602 e 603-bis del Codice penale (quest’ultimo è l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro);
- nessuna sanzione amministrativa negli ultimi tre anni, anche non definitiva, per violazioni su lavoro, legislazione sociale, imposte e tasse, e nessuna contravvenzione o sanzione in materia di salute e sicurezza;
- regolarità nel versamento di contributi e premi assicurativi;
- applicazione dei contratti collettivi richiamati dall’articolo 51 del decreto legislativo 81/2015, cioè quelli (nazionali, territoriali o aziendali) firmati dai sindacati comparativamente più rappresentativi a livello nazionale;
- non essere controllate o collegate a soggetti privi di questi requisiti.
Sulle sanzioni c’è una via d’uscita: il blocco non scatta se l’impresa ha regolarizzato le violazioni sanabili e pagato in misura agevolata prima del provvedimento definitivo.
La Rete non è fatta solo di aziende agricole. Con apposite convenzioni (commi 1-bis e 7-bis dell’articolo 6) possono aderire sportelli unici per l’immigrazione, istituzioni locali, centri per l’impiego, enti bilaterali dell’agricoltura e, se in possesso dei requisiti, agenzie per il lavoro e altri intermediari autorizzati. Anche i trasportatori autorizzati che portano i braccianti nei campi possono convenzionarsi, e gli enti locali possono fare di questa convenzione la condizione per accedere ai contributi per il trasporto dei lavoratori agricoli.
Come vengono verificati, nel concreto
Il regolamento traduce i requisiti in controlli precisi. La regolarità contributiva si accerta con il DURC, il documento unico che certifica i versamenti a INPS e INAIL (su money.it c’è una guida al DURC e a come richiederlo). Quella fiscale la verifica l’Agenzia delle Entrate; un’eventuale irregolarità non pesa più se, quando viene chiesta la verifica, la pretesa del Fisco è stata soddisfatta per intero, anche con una definizione agevolata.
Per le condanne penali la dichiarazione la rende il legale rappresentante, per sé e per gli altri soggetti con poteri di rappresentanza: il titolare nelle ditte individuali, i soci nelle società semplici e in nome collettivo, gli accomandatari nelle sas, gli amministratori con rappresentanza nelle società di capitali, nelle cooperative e nei consorzi. Il requisito c’è comunque se il reato è stato depenalizzato o se è intervenuta la riabilitazione, l’estinzione o la revoca della condanna.
I tre anni senza sanzioni si contano a ritroso dalla data della domanda. Al triennio il regolamento affianca un secondo filtro, di un anno, legato al decreto-legge 63/2024: non entra chi, nell’ultimo anno, è stato sanzionato per aver stipulato o eseguito un contratto di appalto in violazione dell’articolo 2-quinquies, commi 3 e 4, di quel decreto. Se poi è in corso un’ispezione non ancora chiusa, la Cabina di regia delibera con riserva e rivede la decisione quando arrivano gli esiti. Nella domanda va anche indicato espressamente il contratto collettivo applicato ai dipendenti; e se gli ispettori hanno già notificato una diffida accertativa per differenze retributive, l’iscrizione passa solo dimostrando di aver pagato.
Tempi, esclusione e ricorsi
La legge prevede che la Cabina di regia, presieduta dal rappresentante dell’INPS, decida entro 30 giorni. Il regolamento precisa che sono giorni lavorativi e che il termine è ordinatorio, cioè non perentorio: la Cabina può decidere anche dopo. Se serve un supplemento di istruttoria il conteggio si sospende. Le riunioni sulle ammissioni si tengono, in linea di massima, una volta al mese.
Entrare non è per sempre. L’impresa che perde anche uno solo dei requisiti viene esclusa dal giorno della delibera, mentre chi è stato iscritto sulla base di dichiarazioni false viene escluso con effetto dalla data di iscrizione. Contro un rigetto, una dichiarazione di irricevibilità o un’esclusione si può chiedere un riesame motivato entro 30 giorni dalla notifica, ma solo per irregolarità sanate prima della delibera: se la regolarizzazione è arrivata dopo, bisogna ripresentare domanda. Restano il ricorso al TAR del Lazio entro 60 giorni o, in alternativa, quello straordinario al Capo dello Stato entro 120, sempre dalla notifica.
Perché conviene esserci
Il vantaggio principale lo scrive il comma 6 dell’articolo 6: Ministero del Lavoro e INPS orientano la vigilanza verso le imprese che non fanno parte della Rete. Non è un’immunità. Restano i normali controlli su salute e sicurezza, restano le ispezioni chieste da un lavoratore, dai sindacati, dall’autorità giudiziaria o da altre amministrazioni, e quelle sulle imprese con procedimenti penali in corso per violazioni di lavoro, contratti, sicurezza o fisco. E restano comunque possibili i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese.
Il peso di questa corsia si capisce meglio nei mesi in cui i controlli si moltiplicano: quest’anno, per esempio, a giugno è partita una campagna straordinaria contro il caporalato condotta da Ispettorato, Carabinieri, INPS e INAIL. E per un’azienda in regola comparire nell’elenco pubblico dell’INPS può diventare anche un biglietto da visita con clienti e committenti.
Per sapere se un’azienda è già iscritta basta aprire l’elenco delle imprese ammesse e cercare il codice fiscale: è un PDF di oltre 300 pagine, ordinato per provincia.
| DISCLAIMER Le informazioni contenute nel presente articolo hanno natura divulgativa e non costituiscono consulenza legale o previdenziale personalizzata. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un consulente del lavoro, a un patronato o agli uffici INPS/INAIL competenti. Normative, importi e requisiti possono cambiare: verificare sempre la data di questo articolo e l’eventuale aggiornamento della materia. |
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