Rating Italia: S&P prende tempo e non cambia giudizio BBB, outlook negativo

Anche questo mese l’Italia si salva: nessun downgrade a spazzatura da parte di S&P

Rating Italia: S&P prende tempo e non cambia giudizio BBB, outlook negativo

Standard & Poor’s lascia invariato il rating d’Italia.

Nella serata di oggi, venerdì 24 aprile, è arrivato l’atteso giudizio al quale seguiranno poi quelli di DBRS e Moody’s.

Visto il rapido deterioramento delle condizioni economiche e dei conti pubblici tricolori, in molti si erano interrogati sul rischio di downgrade al livello spazzatura. Per tali ragioni il giudizio di S&P sul rating d’Italia ha assunto un’importanza strategica fondamentale, anche perché oggi è stato confermato il rating BBB per l’Italia con outlook negativo.

Il nostro Paese può quindi tirare un mezzo sospiro di sollievo, ma solo fino a Ottobre 2020, quando l’economia dovrà lanciare chiari segnali di ripresa.

Rating Italia, oggi S&P: rischio downgrade a spazzatura?

I dubbi sul giudizio di S&P erano aumentati tanto da portare i più scettici a teorizzare una possibile revisione (negativa) di due notch, la quale avrebbe portato il rating d’Italia al livello spazzatura (da BB in poi).

Standard & Poor’s ha deciso invece di prendersi ancora del tempo e quindi di mantenere un outlook negativo e un giudizio BBB sul rating d’Italia, di soli due gradini superiore rispetto al livello spazzatura (junk).

Soltanto un mese fa gli esperti dell’agenzia avevano confermato la loro intenzione di non rivedere, almeno nell’immediato, il proprio giudizio sul Belpaese, ma da quel momento in poi le cose non sono certo migliorate, anzi.

Si pensi solamente alle incertezze legate all’attivazione del MES, o ancora ai primi dati trapelati nella bozza del DEF 2020:

  • PIL: - 8%
  • Deficit: 10,4%
  • Debito: 155,7%

Le opzioni di S&P e le conseguenze sullo spread

Secondo gli strategist di UniCredit, il mantenimento dello status quo avrebbe determinato una contrazione dello spread BTP-Bund intorno ai 210 punti base (dagli oltre 250 di stamattina).

Un downgrade, invece, avrebbe portato il differenziale ad ampliarsi verso i 285 pb.

Certo è che una discesa del rating d’Italia a livello spazzatura potrebbe ripercuotersi sulle stesse banche del Belpaese (viste le quantità di titoli di Stato in pancia agli istituti di credito). Per questo giudizio di S&P è stato monitorato con grande attenzione.

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